Chiusura dell'allevamento Morini: tre mesi dopo

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04/09/2010

Un resoconto del salvataggio di centinaia di animali.

Riceviamo dall'associazione "Vita da cani onlus" e pubblichiamo il comunicato relativo alla chiusura definitiva dell'allevamento Morini e del salvataggio degli animali che ancora vi erano rinchiusi.

Comunicato sulla chiusura dell'allevamento Morini

Morini ha chiuso.

I cancelli si sono chiusi dietro di noi con l'ultimo lotto di roditori lo scorso 27 maggio.

Prima avevamo ritirato tutti i cani.

Duecentottantatre, per la precisione.

La notizia che fossero 410 non è corretta. Il registro di carico e scarico non era aggiornato e contava molti più cani di quanti fossero presenti realmente in allevamento. I ratti, i criceti e i topini portati in salvo superano i settecento soggetti.

Tutto è cominciato nel febbraio di quest'anno con la richiesta di aiuto da parte del Comune di S.Polo per una felice risoluzione della "questione Morini".

Stavano trattando la chiusura dell'allevamento concludendo un accordo con la titolare, con l'impegno a non rinnovarle mai più la licenza e il veto ad allevare animali sul territorio regionale. Ma serviva prima sistemare gli animali.

Morini avrebbe chiuso, ma vuoto.

Data la nostra disponibilità a trovare una soluzione adeguata per gli animali, è iniziata una trattativa tra noi e il Comune di S.Polo con la collaborazione del servizio veterinario di zona.

Lunga.

Con mille marce indietro a causa dei ripensamenti della Soprani. Comune e servizio veterinario, hanno scelto di lavorare sulla nostra proposta e con la nostra associazione.

Perché dal 2003 seguivamo da vicino la vicenda dell'allevamento, chiedevamo il ritiro della licenza allo stesso e tentavamo di monitorare il rispetto dei parametri di legge all'interno della struttura, interessando comune e asl.

Perché più volte, con le precedenti amministrazioni e con il commissariamento del Comune avevamo proposto piani di rientro attraverso cui svuotare l'allevamento e portare in salvo gli animali. Perché la nostra associazione gestisce dal 1998 un progetto di recupero di animali da laboratorio.

Perché il progetto in questione, dal nome DL4, sembra essere l'unico progetto di recupero e riabilitazione di cani da laboratorio sul territorio nazionale.

Perché negli anni abbiamo potuto mettere a punto ed elaborare uno specifico protocollo di riabilitazione degli animali da laboratorio in particolare dei cani.

Perché da oltre 10 anni seguiamo il progetto vitadatopi attraverso il quale abbiamo ritirato e collocato negli anni migliaia di roditori ex cavie da laboratorio.

Il programma di ritiro, adozione e presa in carico di tutti gli animali presenti presso l'allevamento morini prevedeva:

- l'adozione immediata dei cani meno traumatizzati e in buone condizioni presso privati che dessero garanzie di buon trattamento;
- il ritiro di tutti i cani sia direttamente da parte nostra sia da parte di enti da noi selezionati;
- il trasporto degli stessi o presso le nostre strutture o presso rifugi, canili e stalli adeguati in vista dell'adozione definitiva a privati;
- il ritiro di tutti i roditori in vista di un'adozione.

Per lo svolgimento del programma ipotizzato, abbiamo e stiamo tutt'ora collaborando con associazioni, gruppi, rifugi e singoli presenti sul territorio nazionale che hanno dato la disponibilità a partecipare all'emergenza.

Tutti gli enti disponibili ed interessati a collaborare sono stati i benvenuti.

E le richieste di partecipazione al programma da parte di associazioni non ancora coinvolte o con le quali non vi sia già attiva una collaborazione saranno bene accette.

Per questo si è scelto di frazionare in piccoli e medi gruppi il lotto totale di cani in modo da suddividere la possibilità ricettiva e di adozione tra i vari gruppi e onlus situate su più territori regionali.

Quasi nessuno dei cani era cucciolo.
I più giovani erano poco sotto l'anno.
Moltissimi invece gli adulti, i "molto adulti" e gli anziani.
Le fattrici e i maschi riproduttori.
Pieni di rogna, micosi, zecche, ferite, tumori.

Molti dei cani più giovani sono già andati in famiglia, in quanto meno "traumatizzati". Quelli più adulti ed anziani hanno invece necessità di un programma di riabilitazione più lungo. Per esperienza abbiamo purtroppo constatato che spesso l'origine dei traumi dei cani da laboratorio va indagata già nella modalità d'allevamento. Pertanto molti cani provenienti da stabilimenti fornitori come Morini, ma non transitati dal laboratorio, generalmente presentano gli stessi disturbi comportamentali di quelli che hanno affrontato il laboratorio.

Per questo abbiamo fornito ad ogni rifugio ed associazione che ha collaborato accogliendo un gruppo di cani una copia del nostro protocollo di riabilitazione dei cani da laboratorio in modo che possano sapere come gestirli per meglio ottenere una riabilitazione comportamentale nel caso in cui essa si riveli necessaria.

Siamo ovviamente consapevoli che questa sia un'emergenza e come tale è stata gestita cercando di portare subito in salvo gli animali in luoghi dove possano stare al sicuro e tentando di affrontare nel migliore dei modi un percorso di adozione e prima di riabilitazione.

Generalmente nel progetto DL4 ci troviamo a trattare e gestire un piccolo gruppo di cani alla volta. La riabilitazione viene per tanto affrontata direttamente da noi con calma e con strumenti ed esperienza consolidati.

Questa volta ciò sarebbe stato impossibile per tanto si è deciso di mettere le strutture che ci hanno aiutato in condizione di gestire il problema, seguendo i consigli e gli step di riabilitazione da noi ipotizzati.

Al Comune di San Polo viene garantita una totale trasparenza e tracciabilità di tutti i cani ritirati con consegna di ogni singola copia di modulo di adozione sia dei singoli cani affidati ai privati sia dei gruppi di cani affidati alle associazioni e ai gruppi animalisti.

In questo secondo caso verranno in seguito anche consegnate le schede di adozione a terzi, ovvero ai privati che andranno ad adottare i cani presso i rifugi delle associazioni e gli stalli temporanei.

Da parte nostra controlleremo ogni singola adozione per accertarci del buon esito delle stesse.

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato.
Nei trasporti, nel ritiro e nell'accoglienza degli animali.
Persone singole, gruppi informali, attivisti, gruppi di volontari, associazioni, canili, rifugi, pensioni.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la chiusura di questo allevamento della morte.

Un grazie particolare a:

PENSIONE PIRIPINZIO
GLI AMICI DEL RANDAGIO
FATTORIA DELLA PACE IPPOOASI
RIFUGIO DEL CANE ONLUS CHIARA
ATAR
CANILE RIFUGIO DI PONDERANO
DOG'S HOLIDAY
PAL LEGNANO
RIFUGIO U.A.I.
ASILO DEL CANE
ASSOCIAZIONE AMICI DEGLI ANIMALI
ELENA
GRUPPO ZOOFILO CARPIGIANO
ASSOCIAZIONE ANIMALI PER AMICI
ASSOCIAZIONE TOM & GERRY
ASSOCIAZIONE AMICI DI ZAMPA
LEAL
RIFUGIO IL CASCINOTTO
MATILDE
ASSOCIAZIONE CINOFILA MANTOVANA
ROMINA
ASSOCIAZIONE ZOOFILA LOMBARDA
CASA FAMIGLIA VILLA ROJLY
ALESSIA
PENSIONE RIFUGIO OASI
RIFUGIO LA CUCCIA
ENPA CHIERI
RIFUGIO IL BAU
ENPA VICENZA
CANILE DI ROVERETO
GRUPPO CINOFILO BALLA COI LUPI
VALLE VEGAN
FEDERICO
CASA ORIZZONTI

Per averci aiutato ad accogliere cani e roditori.
GRAZIE DI CUORE!!!

Adesso pensiamo agli altri centri di tortura.
Nascosti ovunque nelle nostre città.
E primo tra tutti l'altra "fabbrica della morte".
Immensa.
Greenhill, di Montichiari, Brescia.
Acquisito dal colosso americano Marshall Farm.
Leader nel mercato di animali da laboratorio.
Tiene prigionieri oltre 2.500 beagle che vende ai laboratori.
Ripartiamo da lì, da quell'orrore.
E cerchiamo uno spiraglio di forza e speranza per aprire le gabbie.
Grazie a tutti.

Vitadacani onlus

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