Animali clonati: sempre piu' sofferenza

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18/01/2008

"La carne degli animali clonati e' sicura": l'unica cosa sicura e' una sofferenza ancora maggiore degli animali allevati.

L'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) e la statunitense Food and Drug Administration dichiarano "sicuri per i consumatori" la carne e il latte di animali clonati (in particolare la carne di bovini e suini, per quanto riguarda gli studi dell'EFSA).

Ci sarebbe da riderci sopra, se la situazione non fosse invece tragica per gli animali: l'aspetto ridicolo e' preoccuparsi della sicurezza del consumo di carni di animali clonati quando il consumo stesso di carne, di qualsiasi tipo di animale, e' molto dannoso di per se. Ci si preoccupa dell'eventuale pericolosita' di un singolo aspetto quando lo smodato consumo di carne oggi considerato "normale" e' talmente al di sopra dei valori massimi consigliati per la prevenzione delle varie malattie "del benessere" (cancro, malattie cardiovascolari, obesita', diabete, ecc.), che la loro incidenza aumenta di anno in anno, e quasi i tre quarti delle morti in Italia sono dovute a malattie cardiovasolari e tumori, che potrebbero essere prevenuti con un'alimentazione a base vegetale. La carne e' "pericolosa", e molto, anche quando non viene da animali clonati!

L'aspetto tragico e' invece la sorte degli animali clonati. Gia' negli allevamenti "normali" la quantita' di sofferenza e' enorme - prigionia in ambienti insalubri, impossibilita' di condurre una vita naturale, menomazioni subite senza anestesia, mangimi innaturali imbottiti di farmaci - e la fine che tocca agli animali, durante i trasporti e in luridi macelli e' orribile e indegna. Con l'allevamento di animali clonati, tutto questo peggiora, saranno maggiori le sofferenze e saranno molte di piu' le morti, perche' solo pochi degli animali ottenuti tramite clonazione sono sani e in grado di sopravvivere.

Infatti, gli studi riportano che gli animali clonati spesso nascono deformi e muoiono giovani, i tassi di mortalità e le patologie riscontrabili nei cloni sono significativamente più elevati rispetto a quelli degli animali riprodottisi in maniera tradizionale (tradizionale ma non certo naturale: gia' adesso la riproduzione avviene per lo piu' per inseminazione artificiale). I vitelli clonati muoiono spesso per anormalita' respiratorie, digestive, circolatorie, nervose, muscolari o ossee. Tutto questo viene dichiarato nei dossier dell'EFSA e della Food and Drug Administration.

Eppure, queste istituzioni hanno dato parere positivo per la produzione di carne e latte da animali clonati.

Tanto di cappello a queste "autorita'", bella considerazione per la sofferenza degli animali. E tanto di cappello anche ai consumatori e alle associazioni dei consumatori, la cui unica preoccupazione riguarda se questa "carne" puo' essere "pericolosa" per il consumo umano (lo e' comunque, ribadiamo, anche se di animali non clonati), non una parola sull'ecatombe di animali che comporta questa "tecnica".

Ma in che cosa consiste questa tecnica? Spiega il Notiziario Cordis: "Con la tecnologia SCNT, il nucleo di una cellula somatica differenziata (una cellula di una linea non germinale) viene trasferito attraverso fusione cellulare o mediante iniezione diretta in un ovocita (ovulo immaturo che serve alla riproduzione) cui è stato rimosso il nucleo. L'embrione ricostruito viene artificialmente indotto ad iniziare il suo sviluppo e quindi impiantato in un utero femminile (la cosiddetta madre surrogata), in cui si sviluppa fino alla nascita."

Questo processo puo' causare modifiche nello sviluppo dell'embrione, del feto e dell'animale giovane. Vari studi hanno mostrato che non tutti i geni vengono attivati, con la clonazione, rispetto alla riproduzione normale.

Riporta ancora il Notiziario Cordis: "La clonazione è una prospettiva allettante per gli scienziati in quanto offre la possibilità di introdurre caratteristiche di sicuro vantaggio, come la resistenza alle malattie, e consente la riproduzione degli animali a prescindere dalla loro fertilità.".

Gli animali d'allevamento sono già considerati come semplici prodotti piuttosto che come individui che possono provare sentimenti, sensazioni ed emozioni: la loro clonazione andrà a rafforzare questa visione, con buona pace del nuovo Trattato europeo che dichiara gli animali come "esseri senzienti".

Un'ancora di salvezza ci viene forse dall'European Group on Ethics (EGE), il "comitato etico" promosso dall'UE. Questo si e' espresso il 18 gennaio dichiarando che "Non esistono argomenti convincenti che giustifichino la produzione di alimenti da cloni o da loro figli". Continua l'EGE: "Tenendo in considerazione l'attuale livello di sofferenze e malattie a cui gli animali clonati e le loro fattrici sono sottoposti l'EGE dubita che clonare animali per ricavarne cibo possa essere etico". Nel loro documento sul tema, gli scienziati dell'EGE fanno notare che circa il 20% degli animali clonati appena nati non riescono a superare le prime 24 ore e un altro 15% non riesce a superare lo svezzamento. E conclude dicendo che "E' necessario analizzare e considerare le implicazioni di natura etica, legale e sociale a proposito della clonazione di animali per la produzione alimentare".

Insomma, un'opposizione tiepida a questa "tecnologia", ma pur sempre un'opposizione, che, unita alle paure dei consumatori basate su tutt'altro, speriamo possa scongiurare questo ulteriore pericolo per animali gia' anche troppo sfruttati e sterminati per motivi futili.

Fonti:

Herald Sun, Cloned animals miserable, but safe to eat, 16 gennaio 2008

Notiziario CORDIS, Per l'EFSA gli animali clonati sono adatti all'alimentazione umana, 14 gennaio 2008

Grenneplanet.net, Clonare animali per ricavarne cibo non e' etico, 19 gennaio 2008

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