Storia di Beba

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19/07/2010

Una storia a lieto fine di una maialina salvata dal macello.

Testimonianza di Stefania

Quando l'abbiamo incontrata per la prima volta, Beba non era ancora Beba, ma Giorgia. Era già grandicella, e il suo futuro prossimo era minaccioso e, apparentemente, ineludibile: come ogni appartenente alla famiglia dei suini era stata maltrattata sin da piccina, e presto messa all'ingrasso per farne prosciutti.

Giorgia fortunatamente non si trovava in un allevamento intensivo - almeno quello! - ma comunque raramente le sue esigenze - tranne quelle di base - venivano accudite, e si trovava per lo più relegata in una stalla, sola e inconsapevole del triste destino che le era stato preparato. Quando però in alcune occasioni le veniva concesso di uscire dalla stalla, ecco che l'espressione di Giorgia si faceva finalmente serena... amava così tanto stare sdraiata sull'erba in compagnia dei cani, o sedersi sulla neve con una buffa espressione sorridente sul muso e gli occhi socchiusi! Una cosa era evidente: amava la vita, e quando poteva goderne non si lasciava scappare l'occasione.

A fine febbraio 2010 il suo destino sembrava ormai giunto a compimento: nel giro di un mese - la Pasqua si stava avvicinando! - sarebbe stata uccisa e trasformata in prosciutti e costolette.

E a fine febbraio il suo destino si è incrociato con il mio, e con quello di altre meravigliose persone, che come me non riescono ad assistere impotenti allo scempio che di questi animali stupendi viene continuamente fatto. Abbiamo deciso di impegnarci per salvarla e da quel momento la nostra vita è diventata un alternarsi di speranza, frustrazione e impotenza, per tre lunghissimi mesi.

Sì, perché come abbiamo imparato a nostre spese, per questi animali l'unico destino esistente è una vita schifosa e una morte dolorosa e soprattutto prematura (non dimentichiamo che la maggior parte degli animali "da carne" viene uccisa giovanissima!): tentare di cambiare questo destino è davvero un'impresa titanica, dove a prescindere dall'impegno personale, ci vuole anche moltissima fortuna per trovare degli adottanti che possano prendersi cura degli animali liberati, e questo è il tasto più dolente... ancora poche sono le persone che possono offrire un rifugio sicuro agli animali d'allevamento e spesso si rimane incastrati nelle maglie della burocrazia, o nell'evidenza del fatto che i rifugi attrezzati sono pochi e ormai non riescono più a far fronte alle numerose richieste.

Questo è quello che è capitato a noi, che nel giro di 10 giorni - da quando ci siamo inizialmente interessati a Giorgia - abbiamo vissuto un quasi trionfo e un tracollo totale: dopo il primo momento, quando ci sembrava di aver brillantemente risolto tutto in modo rapido e indolore - avevamo ottenuto di riscattarla con una somma accettabile, avevamo trovato l'adottante sicuro, avevamo organizzato il trasporto - ecco che sono sorti i problemi più disparati... da una bufera di neve che ha rovinato ben due tentativi di salvataggio, all'improvviso rifiuto da parte dell'allevatore di darcela, con motivazioni del tutto arbitrarie, a problemi burocratici relativi al rifugio di destinazione. Insomma, tanto in alto avevamo volato, tanto velocemente ci stavamo sfracellando.

Personalmente non ricordo di aver vissuto così tanta frustrazione nella mia vita: era un senso di impotenza lacerante, e per di più eravamo arrivati così vicini alla soluzione! Ci sentivamo poi sempre più soli: all'inizio le persone che ci seguivano e ci mandavano suggerimenti via mail erano molte, ma nel giro di poco tempo intorno a noi si è fatto quasi deserto...

La prima cosa che abbiamo dovuto affrontare è stato l'improvviso rifiuto dell'allevatore che, banalmente ma efficacemente, è stato risolto con un cospicuo aumento del riscatto: come nelle peggiori storie di sequestro, accortosi della nostra ferma volontà di salvarla ha giocato al rialzo... e noi, pur di far vivere Giorgia, ci siamo sottoposti consapevolmente a questo ricatto, pur non essendo esattamente dei "possidenti". Una volta stretto il patto, ovviamente il medesimo voleva liberarsi al più presto dell'animale per ricevere il denaro e qui ci siamo scontrati con lo scoglio più grande: dove portare Giorgia?

Dopo mesi di tira e molla, di disperazione, di negoziazione continua, ecco che la soluzione è venuta da una delle poche persone che, pur non conoscendoci personalmente, non ci ha mai del tutto abbandonato... la quale ci ha indirizzato ad una coppia meravigliosa che, avendo lo spazio e la volontà di salvare un animale da fattoria, si è subito attivata e nel giro di poche settimane, ha realizzato il nostro sogno di trovare una casa sicura per Giorgia. Abbiamo sofferto tanto, e poi, come per miracolo, ecco che tutto è sembrato andare per il verso giusto fino a quando il giorno della liberazione è finalmente giunto!

Poco tempo fa sono andata a trovare Giorgia, che ora si chiama Beba: un nuovo nome per una nuova vita, amata, coccolata, viziata e piena di amore e di compagnia. Beba era bellissima e felicissima, quando siamo arrivati ha fatto mille dolcissimi grugniti di saluto, poi si è avvicinata e ci ha annusati tutti, si è fatta coccolare e vezzeggiare, proprio come il più docile dei cagnolini.

Ad un certo punto si è addirittura buttata per terra per farsi grattare, e la sua espressione... beh, la foto parla da sé!

Vogliamo ringraziare di cuore le splendide persone che ci hanno aiutato in questa piccola ma grandissima vittoria: sapete chi siete, e grazie a voi una vita è stata risparmiata, e da ora in poi sarà davvero degna di essere vissuta.

Sappiamo anche che questa non potrà essere la soluzione per i milioni di animali che, al contrario di Beba, imboccheranno quell'unica strada che l'uomo si è arrogato il diritto di scegliere per loro: macchine da carne, cui ogni sentimento è negato, ogni piacere, ogni emozione, ogni cosa che renda la vita degna di essere così chiamata... destinate ad essere relegate in gabbie strettissime ed allevamenti sovraffollati, pestate, maltrattate continuamente, violate nei corpi e nei sentimenti e infine squartate vive per uno degli esempi più biechi di egoismo e sopraffazione esistenti... una vita in meno per una "fettina" in più.

L'unica soluzione per abolire per sempre questo orrore è la scelta vegana: tutto il resto, ahimè, sono solo "chiacchere e distintivo".

Un abbraccio fortissimo,
Stefania e Beba

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