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20/06/2011
Gli attivisti informano il pubblico sullo sfruttamento dei cavalli.
Testimonianza di Massimo
Da qualche anno a questa parte, Alessandria ospita il Concorso Ippico, un evento considerato da varie persone molto prestigioso per la città; ma non tutti noi di Alessandria la pensiamo così, e quindi sabato 11 e domenica 12 giugno abbiamo espresso la nostra indignazione esibendo alcuni striscioni all'ingresso della Cittadella dove si svolgeva la manifestazione.
Abbiamo distribuito un migliaio di volantini a chi entrava, per dire che gli animali non sono a nostra disposizione per poterci fare tutto quello che vogliamo, difatti non è certo il cavallo a scegliere di propria volontà di portare a spasso un uomo sulla groppa; di trainare carrozze, calessi, carri o trascinare pesi; di essere addestrato a muoversi in un certo modo; di eseguire esercizi circensi o altro che mai si sognerebbe di fare in natura; di fare salti a ostacoli o essere lanciato in corse agonistiche; di diventare un purosangue, "da lavoro" o "carne da macello"; di finire al macello se si azzoppa o quando non serve più ai nostri scopi.
E' forse normale, poi, essere costretti a trascorrere la maggior parte del proprio tempo rinchiusi in stretti box, per uscire ed essere "usati" solo per qualche ora e nemmeno tutti i giorni... e sempre per soddisfare le esigenze, o meglio il capriccio degli umani?
Saltare una dozzina di ostacoli in una gara, di cui alcuni oltre i due metri di altezza, in spazi ristretti, non è affatto naturale né senza conseguenze fisiche per un cavallo. Questi "sport" (corse, salto ostacoli), sono oltretutto pericolosi per gli animali, che possono rimanere feriti anche gravemente, non solo durante le gare, ma anche nel corso degli allenamenti. In ogni caso il cavallo viene usato fino a quando vince e non si azzoppa. Quando non può più essere sfruttato, la sua fine è quasi sempre il macello.
Molte persone non vedono niente di male nell'usare gli animali nello "sport", perché non pensano che anche dietro lo sport (soprattutto a livelli agonistici, ma non solo) ci sia lo sfruttamento degli animali, pertanto il nostro presidio ha sicuramente aperto qualche riflessione o interrogativo, mostrando un punto di vista critico, diverso. Alcuni, uscendo e avendo letto il volantino all'ingresso, ci hanno poi dato ragione.
D'altra parte tutti (tranne gli allevatori) riconoscerebbero che l'unico posto in cui un cavallo potrebbe vivere felice sarebbe in un campo insieme ad altri suoi simili a brucare l'erba e a correre liberi senza nessuno sopra che li guida a forza di strattoni con le redini e botte sui fianchi.
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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."
La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.