Presidio antipellicce a Bari

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16/11/2011

Un presidio "coreografico" che ha fatto riflettere molte persone.

Testimonianza di Antonella

Vista la stagione e il sempre maggiore utilizzo da parte della gente di giubbotti, giacche e cappotti con decorazioni in pelliccia, sabato 12 novembre dalle 17 alle 20.30 circa ci siamo trovati in una decina di attivisti di Puglia Vegana in pieno centro a Bari, nell'isola pedonale della nota Via Sparano, a due passi dallo store di Max Mara, per il presidio organizzato sul tema "pellicce e capi con inserti in pelliccia".

Il presidio dal forte impatto scenico è stato così pensato e realizzato: una maxi gabbia con un'attivista rinchiusa dentro con tuta bianca "insanguinata" e una pelliccia (ahinoi vera) a coprire parzialmente il suo corpo, simulazione proprio dello scuoiamento degli animali da pelliccia.

Schermo con proiezione di filmati a tema sulle investigazioni negli allevamenti norvegesi di animali da pelliccia, accompagnati dalla voce al megafono che leggeva i volantini che contestualmente venivano distribuiti ai passanti, contenitore per la raccolta degli inserti "decorato" con inserti insanguinati, cartelli con lumini a terra e cartelloni grandi in mano ad attivisti mascherati, il tutto in segno di lutto.

La "gabbia" ha attirato l'attenzione di numerosi passanti incuriositi che però faticavano a capire... sembrava fosse difficile per loro fare il collegamento con i loro colli di pelliccia... la pelliccia è quella intera nell'immaginario collettivo. Colli e polsini a quanto pare no!

Quelli invece a cui facevamo notare che anche loro erano complici di quelle assurde mostruosità a danno degli animali, si affannavano subito a dire che erano sintetiche o finte... la verità è che non lo sapevano nemmeno loro e balbettavano una scusa qualunque perché la vergogna era tanta. Glielo si leggeva chiaramente in volto.

La gente ignora... questa è la cosa più preoccupante. Loro stessi erano inquietati mentre guardavano il video rimanendo inchiodati davanti allo schermo. Posti davanti alla realtà alcuni di loro sono andati nel panico, si sono sentiti colpevoli, ma noi pensiamo che l'importante sia che in alcuni di loro si sia creata una riflessione... di questo siamo certi!

Purtroppo c'era anche chi ha opposto una certa resistenza nel fermarsi a parlare o soltanto a prendere il volantino, soprattutto i più giovani, forse perché i dettami della moda sono per loro più importanti della sofferenza che si cela dietro i loro colli e polsini in pelo di animale. Questo ci pare un segno dei tempi piuttosto preoccupante, considerato che le nuove generazioni dovrebbero rappresentare il futuro.

Sono state parecchie anche le persone che ci hanno fatto i complimenti per quello che facciamo, in particolare due ragazzi di Genova che hanno preso i nostri contatti per seguire le iniziative future ma anche solo per iniziare ad essere informati su argomenti a loro lontani e conosciuti solo in maniera marginale.

Nel complesso possiamo dire con soddisfazione che l'iniziativa è stata sicuramente utile: il numero di persone che si sono fermate per curiosità, per chiedere informazioni, e/o materiale di approfondimento è in aumento, anche se certamente di strada da fare ce n'è ancora tanta... crediamo molto in questo tipo di attivismo poiché solo in questo modo sarà possibile incidere in maniera più efficace sull'opinione pubblica.

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