Il Capitano Watson Risponde al senatore australiano

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18/01/2007

Il Capitano Paul Watson, presidente e fondatore della Sea Shepherd Conservation Society, ha inviato il 10 gennaio una lettera (via fax) al Senatore australiano Ian Campbell a proposito dell'attivita' di protezione delle balene dai pescatori giapponesi che il capitano Watson sta svolgendo con altri, in questi giorni, in mare.

Riportiamo qui di seguito la traduzione della lettera del capitano Watson.

Gentile Senatore Campbell,

leggo sui giornali odierni che lei, ancora una volta, ci sta condannando per i nostri metodi "temerari".

Le avevo assicurato che non avremmo fatto del male a nessuno e i nostri risultati degli ultimi 30 anni dimostrano che abbiamo mantenuto la parola. Non dovrebbe avere alcun motivo di dubitare di me.

E per quanto riguarda il mettere da parte la causa della protezione delle balene: ho trascorso quarant'anni a proteggere questi animali e non vedo prove che la nostra attività possa causare più danni di quanti ne causi l'inattività del governo.

L'Australia si schiera a favore delle balene, e lo apprezzo molto, ma le parole non fermeranno le attività illegali giapponesi.

E per quanto riguarda l'essere non-violenti, c'è differenza tra la violenza e le tattiche aggressive.

Sul nostro ponte di comando c'è un icona chiamata "Hayagriva", donataci da Dalai Lama; rappresenta l'aspetto compassionevole della collera di Buddha. Il Dalai Lama mi ha spiegato personalmente il significato di quell'icona, dicendo "Non vorrai mai fare del male a nessuno, ma qualche volta, quando non riusciranno a vedere l'Illuminazione, li spaventerai a morte fino a che non la vedranno".

Senatore Campbell, apprezzo veramente le sue preoccupazioni per la vita umana. E le condivido. Qui non si rischia la vita dei cacciatori di balene, ma la nostra. I giapponesi ci hanno minacciato.

Tutta la violenza che si manifesta in queste acque è fomentata dai cacciatori giapponesi. Migliaia di litri di sangue sono stati versati nelle acque vicino alle coste dell'Antartide. Molte balene stanno morendo in un'indegna agonia causata dagli spietati arpioni delle baleniere giapponesi. Le grida di questi mammiferi risuonano nell'aria fredda del Mare di Ross. La crudeltà è inconcepibile e il massacro spietato.

E' vero che qui si scatena moltissima violenza, ma non parte da noi.

Senatore, la prego di rispondere a questa domanda: come mai lei giustifica la pesante intercettazione australiana dei bracconieri indonesiani, e specialmente dei pescatori di frodo uruguaiani, nella "Australia Economic Exclusion Zones" (EEZ), e tuttavia chiude gli occhi di fronte alle attività in ugual modo illegali delle baleniere giapponesi nella EEZ australiana? Perché vige una legge per i paesi poveri e un'altra per le nazioni ricche? Per quale motivo per il governo australiano va bene usare le maniere forti contro gli indonesiani, mentre contro i bracconieri giapponesi non sono nemmeno prese in considerazione? In altre parole, perché il governo australiano ha una politica sulla caccia alle balene che è ipocrita e del tutto impotente?

La sua approvazione delle attività di Greenpeace è interessante. Quindi, Greenpeace è adesso ufficialmente approvato dal governo. Non ne sono sorpreso - l'approvazione del governo non è difficile da ottenere se uno fa poco, a parte atteggiarsi e parlare. Mentre noi siano quaggiù, nelle acque dell'Antartide, in cerca di baleniere, la nave di Greenpeace è ancorata in Nuova Zelanda, impegnata a cercare nuovi soci.

Di quanti altri filmati che mostrano le uccisioni abbiamo bisogno, Senatore Campbell? La campagna internet che ha indetto Greenpeace per conquistare i cuori e le menti dei giapponesi è ridicola e non darà frutti. Hanno la possibilità di frenare e ostacolare le baleniere, ma hanno deciso di non farlo. La fine dei bracconieri potrebbe danneggiare i loro affari.

Lei ha dichiarato che i nostri metodi daranno una cattiva reputazione ai movimenti per la tutela delle balene? Con tutto il rispetto, Senatore, non potrebbero cadere in discredito più di quanto non lo siano adesso.

Ciò che abbiamo adesso sono le grosse organizzazioni cosiddette protezioniste che accumulano vaste somme di denaro per tutelare le balene, sebbene stiano in realtà facendo molto poco per proteggerle, a parte chiedere donazioni. In conclusione, questi gruppi guadagnano di più "salvando" le balene, che i giapponesi uccidendole. Per ottenere denaro tutto ciò che devono fare è mostrare immagini di balene agonizzanti e di manifestanti che agitano striscioni e si mettono in posa eroicamente per le macchine fotografiche.

Ciò che abbiamo sono governi come il suo, che affermano che le balene debbano essere protette, ma è stato fatto ben poco per proteggerle realmente.

Non c'è nulla che getti più discredito su una giusta causa degli sfruttamenti finanziari e dell'inattività.

La Sea Shepherd Conservation Society potrebbe apparire radicale ai suoi occhi e noi potremmo sembrare pirati agli occhi dei cacciatori di balene, ma posso assicurarle, Signore, che non esiste gruppo sul pianeta che si impegni nella difesa delle balene più di noi. Contrariamente ai gruppi di Greenpeace, noi non siamo pagati per essere qui. Contrariamente ai gruppi di Greenpeace, noi siamo veramente qui. Contrariamente all'organizzazione di Greenpeace, non stiamo spendendo milioni in pubblicità, lettere e petizioni casa per casa per riempire i forzieri dell'organizzazione. Abbiamo dovuto farci prestare dei soldi per prendere la nostra seconda nave.

Ad ogni volontario della Sea Shepherd viene chiesto se sia disposto a rischiare la propria vita per le balene e solo coloro che rispondono in modo affermativo possono far parte della squadra.

La sola cosa che questi delinquenti assassini di balene capiscano è l'imposizione.

Non stiamo agendo avventatamente. Ci troviamo quaggiù, in queste acque, agendo in conformità con i principi stabiliti dal "United Nations World Charter for Nature".

Il suo governo dovrebbe essere qui con noi, o ancora meglio, il suo governo dovrebbe trovarsi qui al posto nostro. Queste balene non sono una proprietà del Giappone, da uccidere a piacere. Le ho assicurato che i giapponesi sono al sicuro. Noi non siamo assassini, Senatore Campbell. La nostra missione, per tre decenni, è stata quella di salvare vite. Infatti, signore, siamo tutti vegetariani su questa nave.

Ma, a causa dell'inattività da parte del suo governo, altre vite oltre a quelle delle balene potrebbero essere perse, perché lei ha dato incoraggiamenti morali ai giapponesi ad essere aggressivi quanto vogliono, nei nostri confronti.

Dobbiamo forse morire quaggiù, Senatore Campbell, per far sì che il mondo si dia da fare per combattere questi criminali? Devo sacrificare la mia vita, e se così facessi, dovrei aspettarmi che lei dica che ho danneggiato la causa della tutela delle balene? La mia morte getterà discredito su questa causa?

Siamo siamo una nave pirata adesso, Senatore Campbell. Potrebbe venire qui e farci arrestare. Ma non lo farà, perché se lo facesse, dimostrerebbe di avere l'autorità per intervenire. Noi riconosciamo la sua autorità, ma i giapponesi no.

Se veramente si preoccupa della protezione della vita umana, Senatore Campbell, allora venga qui con la sua marina e ci fermi, se rifiuta di fermare i giapponesi.

Mostri al mondo da che parte lei si schiera veramente. Ci sono solamente due fazioni quaggiù in queste acque ostili. Lei può stare dalla parte delle balene o da quella degli assassini. E siccome gli assassini sono suoi partner commerciali, non c'è dubbio su quale parte lei in realtà sostenga.

Mandi qui la sua marina e scelga da che parte schierarsi, Senatore Campbell, io non opporrò resistenza.

Ma nulla fermerà i nostri sforzi per fermare questo massacro sanguinario e se dovessimo perdere le nostre navi, la nostra libertà, o le nostre vite, avremo combattuto dalla parte che abbiamo scelto.

Combattiamo per le balene, per gli oceani e per il futuro, Senatore Campbell.

E se la nostra passione e compassione causano danni al suo "movimento e gli faranno guadagnare una "cattiva reputazione", sono sicuro che alle balene non importerà nulla, signore.

Saranno tutte morte.

Grazie.

Capitano Paul Watson
Fondatore e Presidente - Sea Shepherd Conservation Society
Co-fondatore – The Greenpeace Foundation

Fonte:
Sea Shepherd News, "Captain Watson Replies to Australian Senator", 10 gennaio 2007, http://www.seashepherd.org/news/media_070110_1.html.

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