Sauro Martella: causa penale contro i volontari animalisti

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11/12/2012

Sauro Martella si accanisce contro i volontari animalisti con una causa penale.

Sauro Martella si accanisce contro tre volontari animalisti con una causa penale, accusandoli di diffamazione a mezzo stampa, reato per il quale sono previste sanzioni pecuniarie e da 6 mesi a 3 anni di carcere.

Si intensifica dunque la violenza degli attacchi di Sauro Martella contro chi, facendo opera di informazione animalista e vegan, rappresenta un ostacolo per il business della sua azienda. Alla denuncia penale va inoltre aggiunta la successiva richiesta danni che Martella può fare, che creerebbe ulteriori problemi ai volontari presi di mira.

Si tratta di tre persone, Marina Berati, Ariella Martino e Andrea Sozzi, "colpevoli" di aver semplicemente mosso delle critiche e aver fatto notare le palesi incongruenze presenti sui suoi siti che si definiscono "vegan" (Promiseland, VeganOk e siti ed eventi collegati, come il VeganFest).

La denuncia, notificata ai volontari solo da poche settimane, era stata archiviata dal Pubblico Ministero già dal settembre 2011, con la motivazione che non c'è stata diffamazione ma critiche legittime e quindi non vi è una "lesione al bene giuridico della reputazione" di Martella "anche alla luce della fondamentale garanzia di libertà di manifestazione del pensiero", riportando le parole del Pubblico Ministero stesso. Conclusione logica e ovvia.

Purtroppo, però, non è finita qui. Sauro Martella, infatti, tramite i suoi legali, si è opposto all'archiviazione, insistendo per far processare i 3 volontari; quindi la vicenda è stata riaperta e un altro giudice doveva decidere se confermare l'archiviazione o proseguire fino al processo. Tale giudice, proprio in questi giorni, ha respinto l'opposizione di Martella, dichiarando la propria incompetenza territoriale e restituendo gli atti al PM. Al momento non sappiamo come procederà la questione nei prossimi mesi.

Che a Sauro Martella piaccia o no, far notare al pubblico il mancato rispetto per gli animali dei contenuti presenti sui suoi stessi siti non costituisce diffamazione; se tali contenuti gli provocano il risentimento di buona parte del mondo vegan e animalista, la soluzione è smettere di pubblicarli, non denunciare chi ne parla.

Che le critiche degli accusati non costituiscano diffamazione non solo è assolutamente evidente, ma è anche stato ribadito per ben due volte, in quest'ultimo anno e mezzo, da altrettanti magistrati; la prima volta ad agosto 2011 in seguito ad una prima azione legale intentata da Sauro Martella allo scopo di far "urgentemente" cancellare dal sito VeganHome le critiche nei suoi confronti (non ingiurie, non diffamazioni: critiche argomentate); questa prima causa si è risolta a favore degli accusati. E poi a settembre 2011 con l'archiviazione della seconda causa, questa volta penale. Ma nonostante questi due responsi, Sauro Martella non si arrende, e si è opposto alla decisione del Pubblico Ministero, opposizione che al momento è stata respinta.

L'opposizione all'archiviazione e' stata ancora più curiosa della denuncia stessa: il ricorso è lecito solo nel caso in cui emergano nuovi filoni di indagine volti a dimostrare il presunto reato. Sauro Martella invece si è limitato a ribadire le stesse identiche accuse, chiamando come testimoni "ulteriori" se stesso e sua moglie.

Nel ricorso si leggono esempi di quella che sarebbe l'attività diffamatoria nei suoi confronti: la cosa incredibile è che non si tratta di frasi dette dagli accusati, ma da altre persone, prese dal vasto repertorio presente su Internet!

In sostanza è come dire alla Polizia: "Agenti, il mio vicino di casa ha detto che non gli piace la mia nuova cravatta, arrestatelo!". E quando viene fatto notare che questo non è un reato, aggiungere "Ah beh... allora diciamo che mi ha puntato una pistola addosso, adesso lo arrestate vero?"

Ben fatto, questo sì è lo vero spirito del "siamo tutti dalla stessa parte" che Martella vorrebbe far credere di diffondere, assieme a poche associazioni, aziende e professionisti che hanno la faccia tosta di difendere il suo comportamento e di collaborare con lui.

Non siamo dalla stessa parte, è evidente, da una parte ci sono i volontari che fanno divulgazione animalista, dall'altra c'è un'azienda che ha deciso di fare business in questo settore - cosa di per sè legittima, purché non ci si faccia passare invece per attività di divulgazione non profit (divulgando informazioni tutt'altro che animaliste e vegan) e non si voglia zittire qualsiasi critica a suon di cause legali, penali e civili.

Per saperne di più sugli avvenimenti precedenti:

Promiseland contro volontari animalisti
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1183

Comunicati a favore dei 3 volontari animalisti
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1188

Promiseland contro volontari animalisti: primo esito
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1192

Violenti attacchi di Sauro Martella ai volontari animalisti
https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1247

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