Protesta contro la caccia in consiglio regionale

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26/12/2012

Una protesta silenziosa con cartelloni contro la caccia ai cinghiali sulla neve.

Ecco come un piccolo gruppo di persone ha fatto sentire la sua voce contro un vergognoso provvedimento del consiglio regionale ligure, riuscendo a farsi sentire e ada vere una buona diffusione sui media locali.

Testimonianza di Nicoletta

Lunedì 17 dicembre a Genova, in mattinata, si è svolta una protesta in Consiglio Regionale, in risposta alla legge regionale, di recentissima approvazione, che autorizza la caccia al cinghiale su terreno innevato.

Eravamo in totale in sei attivisti (cinque donne e un uomo), tutti determinati a realizzare un'iniziativa al tempo stesso incisiva e pacifica.

L'iniziativa, che è stata organizzata nel giro di nemmeno tre giorni, è stata ben riuscita. Purtroppo, siamo certamente consapevoli che il Consiglio Regionale non tornerà sui propri passi per la nostra protesta, ma questa è stata importante perchè abbiamo dimostrato il nostro dissenso e fatto presente che eravamo lì a titolo personale, abbiamo protestato in "veste" di cittadini.

Siamo entrati nel Consiglio Regionale prima che la seduta iniziasse e, dopo aver preso posto nello spazio destinato al pubblico, abbiamo ascoltato l'inizio della seduta del Consiglio, per poi alzarci tutti in piedi ed esporre all'unisono i nostri cartelli gialli su cui erano scritte frasi sia anti caccia in generale, che, nello specifico, anti caccia sulla neve.

Abbiamo scritto sui cartelloni:
Giù i fucili dai cinghiali nella neve
Basta eludere la volontà opolare! Il popolo dice NO alla caccia.
La legge è uguale per tutti, anche per la regione.
Rispettate le decisioni della corte costituzionale.
NO alla caccia, NO alla caccia sulla neve.
La corte costituzionale vi ha già detto no, fermate la caccia sulla neve.

Abbiamo avuto il tempo di farli notare tutti e bene all'Assemblea che era riunita, rimanendo in silenzio, finché ci è stato chiesto di abbassarli.

Siamo usciti tutti dall'aula, ma subito dopo siamo stati intervistati e varie testate hanno pubblicato la nostra intervista.

Ai giornalisti abbiamo spiegato che la nostra protesta ha varie ragioni: la prima è che la caccia è un sempre per noi immorale, ma sulla neve è ancora peggiore, perché permette di uccidere animali che sono bloccati e fanno più fatica a muoversi, con il freddo e magari affamati, quindi è più facile che siano cacciati e uccisi.

Inoltre, questa legge è arrivata dopo una pronuncia chiara della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittima la norma regionale che autorizzava la caccia sulla neve a daini, caprioli e cinghiali, in quanto in contrasto con una legge statale. E' vergognoso che la Regione ci abbia riprovato.

In un contesto economico-sociale difficile, è surdoidicolo che si perda tempo a legiferare sui cinghiali per far contenti i cacciatori, facendo credere che si tratti di una emergenza che in realtà non è.

Per tutte queste ragioni abbiamo manifestato chiedendo al Consiglio regionale un passo indietro rispetto ad una norma ingiusta e illegittima.

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