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08/12/2013
Alcune volontarie fanno lezione sul rispetto per gli animali.
Testmonianza di Barbara, Elena, Mariarosa, Cristina, Anna
Nel novembre 2013, in quattro volontarie abbiamo "debuttato" con uno dei numerosi progettiche abbiamo in programma: "Nati Liberi".
Con questo progetto abbiamo affrontato il discorso dei maltrattamenti sugli animali detenuti nei circhi e sulle condizioni poco dignitose in cui sono costretti a vivere elefanti, tigri, leoni... che dovrebbero invece vivere liberi nel loro ambiente naturale potendo esprimere le loro caratteristiche etologiche, invece di essere costretti dall'uomo a vivere in gabbia per la maggior parte del loro tempo e costretti a fare cose che non rientrano nella loro natura.
Il pubblico era composto da ragazzini di prima media, un gruppo di giovanotti che ci ha dato molte soddisfazioni! I dibattiti infatti si sono aperti iniziando con il discorso sul circo, per poi allargarsi su altre tematiche quali la caccia, la pesca, gli allevamenti intensivi, la dieta vegetariana e altro ancora; a un certo punto sono stati in grado di gestire autonomamente il dibattito.
Ammettiamo di essere partite piuttosto ansiose, perché sorgono dei dubbi sul modo di trattare determinati argomenti con dei ragazzini di appena 11 anni.
Abbiamo aperto con il il filmato che una volontaria, Mariarosa, aveva preparato che cominciava con le immagini di quegli animali che normalmente vengono utilizzati nei circhi nel loro ambiente naturale per poi far vedere quelli stessi animali detenuti nei circhi, privati della loro libertà e dignità, infine abbiamo mostrato loro la meraviglia di un circo senza animali.
I ragazzi hanno dimostrato di provare emozioni molto forti tanto che ci è scappata anche qualche lacrima.
Abbiamo poi proposto un piccolo questionario da compilare in gruppo, nel quale si chiedeva loro di provare ad immedesimarsi in uno degli animali visti nelle diverse situazioni; da qui siamo partiti per il dibattito, che, come abbiamo accennato prima, ha toccato diverse tematiche riguardanti gli animali. Insomma, siamo riuscite a far uscire quella sensibilità e quell'empatia che a quell'età è molto forte ma che a volte non trova espressione, come ci confermava anche l'insegnante.
Questo in fondo era proprio il nostro scopo: quello cioè di sensibilizzare i ragazzi, ma anche gli insegnanti, su queste tematiche. Il nostro obiettivo in tutto quello che proviamo a proporre è proprio quello di diffondere informazioni, che molto spesso vengono taciute, su ciò che sta dietro certe realtà apparentemente innocenti e gioiose, perchè quando le persone conoscono possono poi decidere da che parte stare. Secondo noi è giusto iniziare con i più piccoli, che non sono altro che le generazioni che determineranno in futuro il cambiamento.
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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."
La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.