La "Stella della Morte" ritorna definitivamente a casa, stop allo sterminio delle balene

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02/03/2007

Per questa stagione, la caccia alle balene "per motivi scientifici" (ma come mai poi finiscono al supermercato?!) e' finita prima del tempo, a causa dell'incendio a bordo della nave-macelleria della flotta giapponese. Le balene uccise sono state dunque la meta' di quelle preventivate, grazie anche alle operazioni di boicottaggio di Sea Shepherd, che tornera' alla carica alla prossima stagione.

Riportiamo il comunicato di Sea Shepherd che annuncia la notizia.

Alla fine, la macelleria galleggiante Nisshin Maru, distrutta dall'incendio, si sta allontanando zoppicante dall'Antartide, con la sua puzza di carne di balena andata a male. La flotta di ammazza-balene si sta dirigendo lentamente verso il Giappone. Non si fermeranno in Nuova Zelanda per riparazioni, perche' se si fermassero avrebbero problemi legali che bloccherebbero li' la nave per anni e tutta la carne di balena a bordo verrebbe confiscata.

Le baleniere hanno molta strada da fare prima di arrivare a Tokyo. L'equipaggio avra' il tempo di piangere la perdita di uno dei suoi membri, e ripensare allo scontro con Sea Shepherd, che ha lasciato in ricordo il fetore dell'acido butirrico sul loro ponte, pieno di sangue di balena che non puo' essere lavato perche' Sea Shepherd ha sigillato i canali di scolo della nave. E' una nave che puzza di morte, carne bruciata, sangue. E' proprio la Stella della Morte, ne ha l'aspetto e il fetore.

L'immagine della Nisshin Maru che si ritira dal Santuario delle Balene dell'Antartico e' una gioia per tutte le persone che amano le balene. Questa nave e' la piu' grande macchina per l'uccisione delle balene che sia mai esistita, e l'unica cosa che ci farebbe piu' contenti e' vederla totalmente distrutta. Per fortuna, questo non e' accaduto nel Santuario delle Balene, perche' l'affondamento della nave sarebbe stato un disastro ecologico.

La caccia alle balene e' ora ufficialmente terminata per la stagione 2006/2007 e il conto ufficioso dei corpi delle balene sembra indicare un totale di 500 uccisioni, contro le 935 pianificate.

La Nisshin Maru e' gravemente danneggiata. Il motore principale funziona, ma il sistema elettrico funziona a malapena. Tutto l'equipaggiamento per la macellazione delle balene e' rovinato. La carne di balena a bordo e' parzialmente se non totalmente andata a male per la mancanza del sistema di refrigerazione. Inoltre, la carne di balena e' stata contaminata dalle sostanze chimiche usate per domare l'incendio.

Il disastro ha dimostrato che la Nisshin Maru e' un enorme pericolo per l'ambiente e puo' causare un disastro da un momento all'altro. Quest'anno, e' stata risparmiata agli animali che vivono in Antartide la tragedia della contaminazione di petrolio e sostanze chimiche che sarebbe accaduta se una nave di 8000 tonnellate fosse affondata, col suo carico di combustibile e sostanze chimiche come ammoniaca e cloro.

Questo e' gia' il secondo incendio grave accaduto alla Nisshin Maru in 10 anni. Le baleniere non sono adatte alla navigazione tra i ghiacci. Il Giappone ha messo il suo orgoglio davanti alla protezione dell'ecosistema e degli animali selvatici dell'Antartide. La loro ossessione di uccidere le balene cancella ogni loro buonsenso.

"Quello che il Giappone ha appena dimostrato negli ultimi 10 anni" dichiara il Capitano Paul Watson, presidente e fondatore della Sea Shepherd "e' il totale disprezzo per la protezione dell'Antartide. Questa flotta di baleniere e' una bomba a orologeria per l'ambiente. E' un pericolo sempre presente e reale, ogni volta che entra nel Santuario delle Balene per massacrare illegalmente le balene in via di estinzione".

Anche la nave Kaiko Maru sta tornando verso casa con i segni del suo attacco deliberato contro la nave di Sea Shepherd, la Robert Hunter. L'equipaggio giapponese delle due navi ha imparato per esperienza diretta quanto sia grande il coraggio dei nostri volontari da tutto il mondo, in azione durante gli scontri. Ci sono stati giorni che non dimenticheranno facilmente.

Sea Shepherd si sta gia' preparando a tornare sulla costa dell'Antartide nel dicembre del 2007 per intervenire ancora contro le operazioni illegali di caccia alle balene dei giapponesi.

"Abbiamo scoperto delle debolezze nelle navi giapponesi che possono essere sfruttate con un equipaggiamento adeguato. Impariamo ogni anno di piu', di queste malvage macchine per uccidere" ha dichiarato il Capitano Alex Cornelissen, della nave Farley Mowat di Sea Shepherd. "Il prossimo anno torneranno a uccidere, e noi avremo un atteggiamento ancora piu' aggressivo nella lotta contro questi bracconieri".

L'obiettivo di 50 megattere e 50 balenottere per la stagione 2007/2008 e' una linea nella sabbia che Sea Shepherd e' pronto a difendere.

"Non possiamo ammettere, tollerare o ignorare questo volgare massacro delle megattere, specie gravemente a rischio" ha dichiarato il Capitano Watson. "La megattera e' il simbolo della nostra organizzazione e fa parte del nostro logo. Difenderemo questa specie con tutta l'aggressivita' che abbiamo. La nostra posizione su megattere e balenottere e' di tolleanza zero."

La campagna 2006/2007 e' ora ufficialmente terminata. Il lavoro di Sea Shepherd ha reso note le attivita' illegali delle baleniere giapponesi. Il nostro messaggio e' stato che i cacciatori di balene giapponesi stavano uccidendo balene in grave pericolo di estinzione in un santuario internazionale in violazione della moratoria globale sulla caccia commerciale alle balene. Il Giappone e' coinvolto in numerosi crimini internazionli cui occorre opporsi, e bisogna fermarli per sempre.

Quest'anno, chiamatelo destino, chiamatelo karma o chiamatelo il volere di Dio, ma, qualsiasi cosa sia, il risultato e' stato meraviglioso per le balene. Noi di Sea Shepherd siamo estremamente soddisfatti dell'ignobile ritirata di questi malvagi assassini dei "giganti gentili", con le loro navi disgraziate che stanno tornando a casa piene di vergogna, puzzolenti dei cadaveri delle loro vittime innocenti.

Il nostro messaggio ai cacciatori di balene giapponesi: "Speriamo che i danni che avete subito siano stati cosi' gravi da non permettervi di tornare il prossimo anno, ma, se tornerete, saremo ancora qui ad aspettarvi, e non saemo cosi' educati come siamo stati quest'anno" ha dichiarato il Capitano Watson.

Le navi di Sea Shepherd, Robert Hunter e Farley Mowat, sono ora ancorate a Melbourne. E' gia' in preparazione la campagna per contrastare la possibilita' di un ritorno delle baleniere giapponesi in dicembre.

Fonte:
Sea Shepherd, "The Death Star Returns to the Land of the Rising Sun", 24 febbraio 2007
http://www.seashepherd.org/news/media_070224_2.html

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