In nome della liberazione animale

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05/03/2007

Il quotidiano australiano Herald Sun riporta una interessante campagna portata avanti da alcuni attivisti della citta' di Victoria per liberare gli animali prigionieri degli allevamenti, in particolare gli allevamenti di galline per la produzione di uova.

Si tratta degli stessi attivisti che qualche settimana fa si sono introdotti nel piu' grande allevamento di galline ovaiole di Victoria e hanno portato via 18 galline. Mercoledi' 21 febbraio gli attivisti hanno superato un gigantesco recinto elettrificato, cani da guardia e fari di sorveglianza presso l'allevamento "Happy Hens" (Galline Felici) nella citta' di Meredith.

Sostengono di aver visto un sovraffollamento illegale, sporcizia estrema, galline che si mangivano altre galline morte, altre finite dentro la fossa del letame. Gli attivisti erano soprattutto studenti universitari, ma tra loro c'era anche Patty Mark, di 57 anni, che ha gia' a suo carico 8 accuse penali. "Le galline gridavano, c'erano corpi che marcivano nelle gabbie, i contenitori con i corpi degli animali morti venivano lasciati nei capannoni e gli animali malati e sfiniti venivano abbandonati a loro stessi in minuscole gabbie" ha dichiaro Patty Mark, fondatrice di Animal Liberation Victoria.

Patty Mark sostiene che i capannoni contengono 80.000 galline allevate in batteria, in uno spazio che una volta conteneva un quarto degli animali. Gli allevatori invece affermano di trattare bene gli animali, per farli rendere al massimo, e minacciano di denunciare gli attivisti.

La signora Mark pero' invita tutti a unirsi in questa lotta. Il loro piano e' di liberare gli animali senza nascondersi e celare la propria identita'. Questo li espone alle denunce, ma dicono di essere disposti a finire in prigione per la causa. Noah Hannibal, laureato in filosofia, ha dichiarato di aver passato qualche notte in prigione per violazione di proprieta' privata, furto, o disturbo della quiete pubblica, ma che le accuse sono sempre state ritirate. "Specialmente quando si fanno liberazioni alla luce del sole" ha detto "abbiamo in pratica la licenza di fare quel che vogliamo. Anziche' arrestarci, la polizia ci ha aiutato a portar fuori gli animali malati".

Gli attivisti organizzano riunioni per mettere a punto le proprie strategie e usano tecniche elaborate per entrare negli allevamenti super-protetti. Ogni membro di una squadra ha un ruolo specifico - dal disabilitare recinti elettrificati, a documentare le condizioni degli animali nei capannoni, a guidare il furgone.

Callum Bryant, una studentessa 20enne che studia arte all'universita' dichiara "Mi piacerebbe che tutti diventassero vegetariani, o, piu' specificamente, vegani. Vorrei fermare la crudelta' sugli animali" e dichiara di non aver paura di andare in prigione per difenderli.

Le galline liberate sono gia' state adottate da famiglie nei dintorni di Melbourne. La Reale Societa' per la Prevenzione delle Crudelta' sugli Animali (RSPCA) sta esaminando le segnalazioni degli attivisti sulle irregolarita' nell'allevamento Happy Hens.

Fonte:
Herald Sun, "In the name of animal liberation", 25 febbraio 2007
http://www.news.com.au/heraldsun/story/0,,21283415-2862,00.html

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