Bracconaggio a Ponza: 2007, l'anno della svolta

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08/05/2007

Finalmente dopo anni di attese cala il silenzio sull'isola di Ponza e sulleisole pontine, niente spari, quello che fino a poche settimane fa era ilregno del bracconaggio ora è il regno degli uccelli migratori che sorvolanole isole in tutta sicurezza, e in stormi dai mille colori.

Il preziosissimo intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo Forestale dello Stato sull'isola di Ponza, unito all'esperienza dei volontari della Lega per l'Abolizione della Caccia e di Valle Vegan, ha permesso di reprimere il bracconaggio primaverile, uno delle forme più gravi di caccia di frodo nei confronti della fauna selvatica, perché colpisce individui riproduttori, che arrivano sfiniti dal lungo viaggio su una terra a loro nemica.

Ma grazie alla collaborazione del NOA e delle associazioni ambientaliste- animaliste, i risultati si incominciano a vedere e tante sono state le sorprese, che hanno riempito di gioia tutti, soprattutto chi da anni vedeva infliggere profonde ferite al patrimonio faunistico europeo.

Dallo sbarco del NOA i colpi di fucile si contano su una mano, poche le trappole trovate innescate, 4 i bracconieri, presi con le mani nel sacco, tra questi anche il maresciallo della polizia locale, trovato con trappole e con un fucile non regolarmente denunciato, un gravissimo episodio che dimostra come a Ponza le leggi vengano ignorate anche da chi dovrebbe farle rispettare.

Negli anni precedenti, e anche in questi giorni di presidio, sono stati diversi gli episodi di aggressione nei confronti dei pionieri che hanno cercato di contrastare il fenomeno, e sono tanti gli episodi che ora hanno una spiegazione, dagli spari alle aggressioni.

Come la volta che una quindicina di bracconieri accerchiarono in modo aggressivo 8 volontari, per la maggioranza donne, sventolando un comunicato spedito all'amministrazione via fax. Ci si domandò allora come potessero dei bracconieri possedere un documento spedito nella casa comunale.

Durante i presidi i volontari hanno potuto osservare sulla piana d'Incenso, regno dei bracconieri, centinaia di tortore quaglie e uccelli bellissimi, sorvolare un luogo a dir poco stupendo, un piccolo promontorio ricoperto da macchia mediterranea che stupisce ogni volta con il contrasto tra il blu del mare e il verde inteso della vegetazione.

Qui incredibilmente, il passaggio viene interdetto anche ai turisti con cartelli di "proprietà privata - vietato l'accesso", posizionati su sentieri turistici riportati sulle cartine in vendita nelle edicole di Ponza. E' ovvio che quei cartelli non hanno nessuna legittimità.

Ora tocca agli amministratori onesti far sentire la loro voce e far cessare tutti questi abusivismi, tra discariche, edilizia selvaggia e bracconaggio. L'intervento del NOA denominato "Operazione isole pontine" ha segnato una svolta e siamo sicuri che da ora in poi le cose miglioreranno, e sarà possibile che l'anno prossimo i volontari si prendano una vacanza, ma non a Ponza, perché abbiamo fiducia nel cambiamento.

Il totale delle trappole ammonta a meno di cento, gli uccelli trovati morti sono stati sterpazzolina, pigliamosche, stiaccino, balia dal collare.

Un sentito ringraziamento va al NOA e agli agenti impegnati in prima persona nel far rispettare le leggi. Molto importate sarà sempre la collaborazione tra le associazioni e il Corpo Forestale dello Stato per garantire la tutela del popolo migratore.

Fonte:
Comunicato di Catia Acquaviva
Responsabile dei campi antibracconaggio e consigliere nazionale LAC

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