Anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche americano preferisce i test senza animali

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19/06/2007

Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters il 12 giugno, il Consiglio Nazionale delle Ricerche americano, su richiesta dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA), si e' cosi' espresso relativamente ai test delle sostanze chimiche su colture cellulari anziche' su animali: "Il nuovo approccio potra' generare dati piu' rilevanti per la valutazione del rischio per le persone, aumentare il numero di sostanze chimiche sottoposte a controllo, e ridurre il tempo, il denaro, e il numero di animali ora necessari per i test attuali".

L'EPA non e' improvvisamente diventata animalista, certo che no, ma si e' posta il problema del costo e della lentezza dei test su animali di tutte le sostanze chimiche messe in commercio (questo genere di test e' oggi obbligatorio per legge in tutto il mondo).

Per valutare se i metodi in vitro, su colture cellulari, possano funzionare meglio, e consentire cosi' di controllare un numero molto piu' alto di sostanze chimiche - perche' attualmente, a causa di tempi e costi, molte sostanze chimiche rimangono non testate e messe in commercio lo stesso - l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) ha incaricato il Consiglio Nazionale delle Ricerche americano (un'ente non-profit che offre consulenze scientifiche al Congresso e al governo federale) di analizzare la situazione e sviluppare una nuova strategia per i test di tossicita'.

Un comitato di tossicologi, ambientalisti, farmacisti e altri esperti raccomanda l'uso di test basati su colture cellulari, preferibilmente di cellule umane, per poter ottenere risultati che siano davvero accurati, chiamati "high-throughput assays".

Ad oggi, le sostanze chimiche di ogni genere, dai pesticidi, agli additivi, alimentari alle vernici o qualsiasi altro prodotto di sintesi, viene testato su animali vivi, soprattutto topi e ratti, ma anche altre specie, al fine di valutare se queste sostanze possano causare irritazioni della pelle, o altri effetti anche molto piu' gravi, come il cancro.

Anche la pressione animalista, non solo considerazioni economiche, secondo quanto riportato dalla Reuters, ha indotto l'EPA a incaricare il Consiglio Nazionale delle Ricerche di sfruttare le ultime scoperte della biologia per modificare completamente i metodi di valutazione del rischio delle sostanze chimiche per la salute umana. E anche valutazioni scientifiche hanno causato questo cambiamento: come afferma lo stesso Consiglio la rilevanza dei risultati degli attuali test su animali quando applicati agli umani, e' stata messa spesso in dubbio, anche perche' gli umani, oltre a essere una specie diversa, sono anche esposti a dosaggi molto minori.

Nel suo dossier, il Consiglio afferma: "Nel tempo, la necessita' dei test tradizionali su animali diminuira' molto, e magari un giorno si riuscira' ad eliminarli del tutto". Questa e' una buona notizia, ma, in realta', la necessita' dei test su animali e' gia' oggi nulla, perche' sono test che non hanno rilevanza per gli umani. Il motivo per cui si fanno non e' la necessita', ma l'abitudine, ma speriamo che un po' alla volta questa abitudine cambi, e si utilizzino solo test realmente scientifici, cioe' che non utilizzano animali.

Qui in Europa, il compito di valutare i metodi "alternativi" spetta all'isituto europeo ECVAM, il cui direttore, Thomas Hartung, ha dichiarato nel 2005 che i test di tossicita' usati per decenni sono semplicemente "cattiva scienza" e che "ora abbiamo l'opportunita' di ricominciare da zero e sviluppare test basati su evidenze reali, che siano davvero predittivi".

L'augurio e' che questo cambiamento avvenga in fretta, perche' nel frattempo continuano a soffrire e morire - inutilmente (ma anche se fosse "utilmente" non sarebbe accettabile lo stesso) - nei laboratori di tutto il mondo milioni di animali. Sta anche a noi accelerare questo processo facendoci sentire, sull'argomento, ogni volta che si puo', perche' il cambiamento e' mosso anche dall'opinione pubblica, oltre che da quella degli scienziati.

Fonte:
Reuters, Testing chemicals on animals too costly: report, 12 giugno 2007

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