L'allevamento inconsapevole

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13/10/2006

Il sito www.e-breeding.com propone agli internauti di recuperare il 'sapore originario e genuino della carne' attraverso una sorveglianza in stile Grande Fratello su degli animali allevati secondo metodi tradizionali che non prevedono la stabulazione né tutte le altre brutture della vita nell'allevamento intensivo.

'Collaborazione senza sfruttamento. Rispetto e gratitudine' sono i canoni di questo progetto che si propone di trasformare il grigio pantofolaio carnivoro in e-breeder. Wow! Diranno i mangiatori di salsicce, anzi quei pochi 'intellettuali' tra loro che espongono una minima (sarà vero?) preoccupazione per le condizioni di allevamento, preoccupazione che ovviamente termina al momento della macellazione e che in realtà riguarda solo la propria gola. C'è da chiedersi quale rispetto possa essere veicolato da un progetto che, come troppi altri, si propone di macellare gli animali. Il messaggio 'animalista' veicolato da questo sito sembra effettivamente affascinante, ma solo a chi di animalismo 'non gliene può fregà de meno': sicuramente vorranno affermare di aver fatto tutto il possibile per migliorare la vita dei suini. La vita, appunto. Ma non la morte, che invece resta sempre la stessa: questo 'occhio del porcaro' on-line infatti non arriva al macello e risparmia all'allevatore virtuale cittadino, che nulla conosce di animali se non il loro sapore, il sangue e le urla di strazio di qualunque creatura che viene assassinata. Proprio come fa un macellaio qualsiasi o un banco frigo del supermarket.

Allora, cos'è che cambia? Il ragionamento resta sempre lo stesso, a prescindere dagli slogan fatti per attirare gli internauti in preda a pseudo-sensi di colpa: il maiale è mio e me lo macello io, anzi lo faccio macellare attraverso il web, perché io non mi sporco le mani ma voglio un 'prodotto di qualità'.

Anche le motivazioni 'ambientaliste' riportate dagli organizzatori sono da rigettare senza esitazioni, se si vuole essere seri. Escludendo del tutto le motivazioni sul benessere animale, l'allevamento a terra (o brado) è un disastro per l'ecosistema: impiega molta più terra degli allevamenti intensivi, implica così un'impronta ecologica di gran lunga maggiore. E' per questo che non è assolutamente sostenibile supportare l'allevamento biologico: a parità di uccisioni, l'impatto ambientale è tremendamente moltiplicato. Ve la immaginate l'Italia intera coperta di animali nelle campagne perché tutti gli allevamenti hanno deciso di diventare biologici? Dovremmo espatriare...

E allora, l'unica cosa che ha davvero senso, se realmente ci si vuole preoccupare dell'impatto sull'ecosistema degli allevamenti, e' diminuire i consumi, solo cosi' si diminuiranno davvero i danni. Vuoi fare una "scelta consapevole"? Bene, allora la carne non la mangi tre volte al giorno, ma una volta al mese. Altro che allevamento biologico continuando a mangiare animali (e loro prodotti) a colazione, pranzo e cena... ridicolo!

L'iniziative "e-breeding" è semplicemente terrificante e mistificatoria: non compare mai sul sito una foto di un'animale macellato, né viene comunicato il reale impatto ecologico di sistemi di allevamento di questo tipo. Se in effetti gli animali conducono una vita sicuramente migliore rispetto a quella dei loro compagni degli allevamenti intensivi, questo non implica la giustificazione dell'allevamento brado. A chi si preoccupa del benessere degli animali, infatti, è l'immutato esito che importa. Curiosamente, sarebbe interessante capire in che cosa consista la gratitudine di cui parla e-breeding.com. Forse il rutto a fine pasto???

Diceva Linda Mc Cartney che quando i macelli avranno le pareti di vetro tutti saranno vegetariani. I macelli invece restano purtroppo di opachi e sozzi mattoni, mentre l'unico vetro che vediamo è quello che si oppone tra la cruda realtà dei fatti e le ipocrisie di cyberallevatori in erba.

Per vedere coi vostri occhi: www.e-breeding.com e se volete dir loro due paroline info@adottaunsuino.com (fa ribrezzo anche l'indirizzo email...)

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