Amenorrea? Nessun problema se tanto stai morendo di cancro.

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03/01/2008

Il "bugiardino" di un farmaco riconferma l'assurdità della vivisezione.

Una percentuale piccola ma significativa di donne (1-3%), a un certo punto della loro vita, ha problemi di assenza di mestruazioni. Questa patologia si chiama amenorrea secondaria che si differenzia dalla primaria la quale si riferisce a ragazze che stanno raggiungendo la maggiore età senza aver ancora avuto le prime mestruazioni.

Le cause principali dell'amenorrea secondaria sono le piu' svariate, puo' essere dovuta a uso di farmaci, a traumi, infezioni, stress, troppo esercizio fisico, aspetti psicologici e altro. Uno dei farmaci per trattare questo problema è il FARLUTAL: ma e' davvero preoccupante leggere sul "bugiardino" i "Dati preclinici di sicurezza", che descrivono i risultati dei test su animali per determinarne gli "effetti collaterali". Questi test non servono a dimostrare "l'efficacia" del farmaco - aspetto che qui infatti non vogliamo giudicare, non cercano di curare l'amenorrea nei cani e nei ratti, ma solo di valutare eventuali effetti secondari pericolosi per la salute. Riuscendoci, come al solito, molto molto male.

Il bugiardino

Sono qui riportate le parole esatte del fogliettino illustrativo del farmaco e successivamente la "traduzione" in termini divulgativi per i non specialisti.

Dati preclinici di sicurezza.

Studi di tossicità a lungo termine condotti sulla scimmia, sul cane e sul ratto, con somministrazione parenterale di medrossiprogesterone acetato, hanno evidenziato i seguenti effetti:

Cani Beagle, trattati alle dosi di 3 e 75 mg/kg ogni 90 giorni per 7 anni, svilupparono noduli mammari che furono osservati anche in alcuni animali di controllo.
I noduli notati negli animali di controllo erano a carattere intermittente, mentre i noduli apparsi negli animali trattati col farmaco erano di dimensioni maggiori, più numerosi, a carattere persistente e due degli animali trattati alla dose più alta svilupparono tumori mammari maligni.
Due scimmie, trattate alla dose di 150 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni, svilupparono carcinoma indifferenziato dell'utero, che non si manifestò invece nelle scimmie del gruppo di controllo ed in quelle trattate alle dosi di 3 e 30 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni. Noduli mammari di carattere intermittente furono evidenziati negli animali del gruppo di controllo ed in quelli trattati alle dosi di 3 e 30 mg/kg, ma non nel gruppo che aveva ricevuto la dose di 150 mg/kg. In sede di autopsia (dopo 10 anni) i noduli furono riscontrati solamente in 3 delle scimmie del gruppo trattato alla dose di 30 mg/kg. Dall'esame istopatologico risultò che tali noduli erano di natura iperplastica.
Nel ratto trattato per 2 anni, non fu evidenziata alcuna alterazione a livello dell'utero e delle mammelle.
Studi di mutagenesi condotti impiegando il test Salmonella Microsomi (Ames test) ed il Micronucleus test, hanno dimostrato che il medrossiprogesterone acetato non possiede alcuna attività mutagenetica.
Altri studi non hanno evidenziato alcuna modificazione della fertilità nella prima e nella seconda generazione degli animali osservati.
Non è ancora stato accertato se le osservazioni sopra riportate possono essere riferite anche nell'uomo.

Commento critico

Vale la pena sottolineare ancora una volta le varie differenze tra specie.

Per i cani la sostanza è cancerogena a basse dosi.
Per le scimmie a dosi più alte.
Per i ratti è innocua.

Traduzione: hanno ucciso e massacrato animali e hanno verificato come il farmaco sia estremamente pericoloso per cani e scimmie. Nonostante sia cancerogeno per questi animali, il farmaco è stato commercializzato per l'uomo.

Ci sono solo due spiegazioni:

1) Sia la ditta produttrice sia il Ministero della Salute che ha autorizzato la commercializzazione sono convinti che sia meglio morire di cancro piuttosto che non avere le mestruazioni.

2) I risultati ottenuti su animali sono talmente inutili che anche quando sembrano mostrare una estrema pericolosità del farmaco... comunque ne viene permessa la commercializzazione.

E' molto probabile che sia corretta la seconda ipotesi anche se la frase conclusiva sul foglietto illustrativo è talmente ambigua da permettere qualsiasi ipotesi:
"Non è ancora stato accertato se le osservazioni sopra riportate possono essere riferite anche nell'uomo."

Non è difficile trarre le proprie conclusioni, da questi dati... altri esempi dello stesso tipo - perché non è certo un caso isolato, questo, anzi - anche se meno eclatanti, si trovano in molti foglietti illustrativi dei farmaci, potete trovarne una ricca collezione alla pagina I bugiardini dei farmaci ci dicono la verità sulla vivisezione su NoVivisezione.org

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