Parlamento Europeo a difesa delle foche

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24/10/2006

Il Parlamento Europeo e' sceso in campo in difesa delle foche, con una dichiarazione che richiama l'attenzione sulle stragi compiute.Negli ultimi quattro anni piu di un milione e mezzo di cuccioli di foca groenlandica sono stati macellati nell' Atlantico nord-occidentale e la stragrande maggioranza di questi animali era al di sotto dei tre mesi di eta'.

Le cifre diventano ancora piu allarmanti se si pensa che l'ultima volta che il numero di foche uccise annualmente ha raggiunto un tale livello (durante gli anni '50 e '60) la popolazione era stata ridotta di due terzi.

Per il Parlamento e pretestuoso permettere un crimine contro gli animali in nome della difesa dell'occupazione: in media, i cacciatori di foche ricavano meno del 5% del loro reddito dalla caccia alla foca, che fornisce soltanto alcuni giorni di lavoro all'anno.

Si tratta inoltre di una pratica particolarmente cruenta: una equipe di veterinari internazionali ha concluso che il 42% delle foche macellate da essi esaminate erano probabilmente state scuoiate mentre ancora coscienti.

L'importazione delle pelli di cuccioli di foca groenlandica a manto bianco e di cuccioli di cistofora crestata a manto grigio-blu e dei prodotti da esse derivati e' gia' stata vietata nella Comunita' nel 1983 ai sensi della direttiva 83/129 ma i cacciatori ora attendono qualche giorno che i cuccioli di foca groenlandica abbiano mutato il pelo in modo da poter continuare a importare i prodotti derivati da tali animali nell'Unione europea.

Il Parlamento chiede che la Commissione prepari senza indugio una proposta di regolamento volta a vietare l'importazione, l'esportazione e la vendita di tutti i prodotti derivati dalla foca groenlandica e dalla foca cistofora crestata, anche in considerazione del fatto che un certo numero di Stati membri dell'Unione europea (Belgio, Lussemburgo e Italia) hanno gia adottato misure per vietare il commercio dei prodotti derivati dalle foche e che altri paesi (Regno Unito e Paesi Bassi) stanno esaminando l'opportunita di intervenire in questo senso.

Anche gli USA, il Messico e la Croazia hanno vietato il commercio dei prodotti derivati dalle foche. Il provvedimento non avrebbe conseguenze economiche e sull'attivita venatoria tradizionale praticata dagli Inuit e dalle popolazioni locali, che rappresenta soltanto il 3% del volume di caccia attuale.

Fonte: ANSA

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