Sterilizzazione di animali obbligatoria a Los Angeles

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05/03/2008

Speriamo sia un primo passo per smettere di uccidere i randagi negli USA.

Nei giorni scorsi a Los Angeles e' stata approvata un'ordinanza che impone la sterilizzazione agli animali domestici entro il quarto mese di eta', con tanto di sanzioni e alcune deroghe tra cui, naturalmente e purtroppo, gli "allevatori".

L'obiettivo dell'ordinanza e' quello di contenere il fenomeno del randagismo e di far diventare Los Angeles una "no-kill city": ad oggi sono circa 50.000 gli animali che entrano nei canili cittadini e ogni anno un terzo di loro viene soppresso. Questo provvedimento non e' un caso isolato ma e' il primo del genere che interessa una grande citta'.

Nei canili/gattili delle citta' americane, si pratica regolamente l'"eutanasia". Secondo American Humane, un'associazione per la protezione dell'infanzia e degli animali, il 56% dei cani e 71% dei gatti che entrano nei canili vengono uccisi solo per il sovraffollamento (o, ma in misura molto minore, per ragioni sanitarie o perche' animali aggressivi). Da un'indagine del 1997 che ha coinvolto un migliaio di strutture emerge che 2.700.000 animali trovano ogni anno la morte nei canili.

Esistono poi altre categorie di rifugi che non praticano la soppressione se non per ragioni mediche e sono i cosiddetti "no-kill shelter" e gli "animal sanctuary" che accolgono sopratutto animali inadottabili per cause diverse.

In Italia gli animali che entrano nei canili non possono piu' venire soppressi per sovraffollamento o per mancata adozione, lo stabilisce la legge nazionale. Ma questo di per se' non significa purtroppo una condizione molto migliore di quella statunitense. Perche' i canili sono pochi, in tanti casi gestiti male o in modo criminoso, i gattili quasi non esistono, e chi dovrebbe provvedere istituzionalmente al contenimento del randagismo non lo fa.

L'ordinanza di L.A. e la drammatica situazione dei rifugi, deve fare riflettere sulla necessita' di evitare che vengano messi al mondo cani e gatti con l'unica prospettiva di una vita di sofferenza.

La sterilizzazione puo' sembrare un atto contro natura, ma non e' cosi' perche' si tratta di animali domestici, che non vivono affatto in natura, e di cui noi abbiamo la responsabilita': nel nutrirli e nel curarli, come nel controllarne le nascite. Il discorso "e' la natura" qui non vale, perche' sono animali che abbiamo fatto nascere noi, che fuori dall'ambiente domestico non troverebbero le condizioni, ne' avrebbero la capacita' necessaria per sopravvivere.

E questo vale sempre, e non certo solo per chi criminosamente abbandona i cuccioli al loro destino. Anche chi si preoccupa di sistemarli al meglio presso amici o conoscenti, di fatto condanna un altro animale a una vita in un rifugio o ad essere soppresso, perche' ogni cucciolo fatto nascere "ruba il posto" a un animale gia' nato e abbandonato.

Ci sono sempre tantissimi animali in attesa di adozione: diamo loro una chance, ed evitiamo, attraverso la sterilizzazione, e non comprando MAI animali da allevatori e negozi, che altri facciano la loro stessa fine.

Fonti:
Chicago Tribune, Pet sterilization law toughest in nation, 27 febbraio 2008
American Humane, Animal Shelter Euthanasia, 2002

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