Lo sfruttamento degli animali nei film

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22/03/2008

Ogni volta che gli animali compaiono nei film, e' molto probabile che dietrosi nascondano sfruttamento e sofferenza.

"Ma che simpatica la scimmietta di quello spot!"... "hai visto come recitava bene lo scimmione in quel film?". Frasi del genere le si sente spesso in innocenti conversazioni che nulla hanno a che vedere con la violenza sugli animali. Eppure, da quanto rivela una campagna delle PETA americana descritta sul sito "NoMoreMonkeyBusiness.com", anche quando vediamo alla fine del film la dicitura "No animals were harmed" ("Nessun animale e' stato maltrattato"), non e' proprio cosi'....

Anche importanti associazioni protezionistiche (quali American Humane) sottovalutano il problema dell'utilizzo delle scimmie antropomorfe nell'industria dello spettacolo. Linee guida troppo vaghe, scarso o nullo monitoraggio dell'addestramento e delle condizioni di vita e di trasporto degli animali, avallano nei fatti lo sfruttamento e anche vere e proprie crudelta'.

Noi spettatori quasi mai sappiamo che quello che sembra un sorriso altro non e' che una smorfia di dolore o di paura. Eh gia', perche' le scimmie non portano calzoncini o tutu', non vanno in bicicletta e non farebbero nessuna delle belle cretinate che pubblicitari e registi pensano bene di far fare loro.

Glielo si "insegna" con le botte, con pugni, calci, bastoni, pungoli elettrici, terrorizzandole: tal quale che al circo. Perche' l'unico modo di costringere un animale a fare cose per lui innaturali e' quello.

Sarah Baeckler e' una primatologa che si e' fatta assumere alla "Amazing Animal Actors", un'azienda che si occupa appunto di "addestrare" gli animali usati nei film o nelle pubblicita'.

La Baeckler ha raccontato come l'uso di picchiare gli animali sia una prassi consolidata: "Se cercano di allontanarsi dall'istruttore, se non fanno attenzione, anche senza il minimo motivo o per cause completamente fuori dal loro controllo, vengono picchiati". Ovviamente gli addestratori negano dicendo che loro li addestrano "con gentilezza e pazienza": lo stesso buon cuore e sensibilita' che si sprecano nei circhi.

Ma uno scimpanze' puo' vivere una sessantina d'anni e da vecchio non avra' certo la pensione: anzi gia' ad 8 anni e' praticamente inutilizzabile. Perche' troppo forte, troppo aggressivo, e le "normali" dosi di botte non bastano piu'. Si fanno riprodurre, perche' servono le scimmie bambine, e per gli adulti ci sono gli zoo, i circhi di provincia e comunque sempre una vita di maltrattamenti, e sempre dietro le sbarre.

Gli scimpanze' (come tutti gli altri animali) soffrono moltissimo della deprivazione materna[1], ma gli "addestratori" li tolgono dalla madre a pochi giorni di vita: perche' non possano sviluppare un comportamento sociale e quindi diventino piu' facilmente soggiogabili.

Tutte queste violenze e questi abusi non hanno la seppur minima giustificazione: stiamo parlando di pubblicita' e di film, e quindi di cose futili, non necessarie. Stiamo parlando dell'industria cinematografica americana che da anni produce interi film con tecniche digitali, e dove quindi l'alternativa all'utilizzo delle scimmie e di altri animali e' immediatamente disponibile.

Fonte
PETA, NoMoreMonkeyBusiness.com

Note:
[1] E' sempre utile a proposito ricordare il crudele "esperimento" di Harlow, che consisteva nel togliere il piccolo alla madre e sostituirla con un fantoccio (la "madre surrogata"). Quando il cucciolo si avvicinava veniva ferito da aghi acuminati che spuntavano a comando, o veniva scosso e sbattuto contro le sbarre della gabbia, e nonostante questo il piccolo cercava comunque il contatto materno. Da notare che in precedenza J. Bowlby, attraverso uno studio sugli orfani di guerra della II guerra mondiale aveva dimostrato - sugli umani - la stessa cosa: l'importanza ovvia e fondamentale del calore e del contatto fisico negli infanti.
Vedi http://www.releasechimps.org/harm-suffering/research-history/maternal-deprivation/

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