Il circolo della violenza

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02/04/2008

Un nuovo studio conferma la correlazione traviolenza domestica sulle persone e violenza sugli animali.

Da decenni, diversi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra violenza domestica sulle persone e violenza sugli animali. A conferma di precedenti ricerche in questo campo si aggiunge ora un altro studio[1] della Monash University (Australia) effettuato attraverso la comparazione di una serie di interviste a donne che hanno avuto o meno un passato di violenza domestica.

Tra il gruppo di donne coinvolte in relazioni violente si e' riscontrato un 53% di casi di maltrattamento su animali domestici, contro solo 6% nel gruppo di controllo, e solo per cause accidentali. Nel 17% dei casi, ci sono stati uccisioni di animali contro lo 0% nell'altro gruppo. Il 33% delle donne ha ritardato la rottura della relazione violenta preoccupate per la sorte dei loro animali.

Il dr. Robertson, direttore di International Animal-Law, attraverso articoli e conferenze richiede che ai veterinari sia fatto obbligo di segnalare i casi di sospetti abusi su animali come gia' avviene in alcuni stati americani e in Canada. Ma ci sono ancora molte resistenze, per ragioni di formazione insufficiente ed inadeguata sugli aspetti strettamente medici, ma sopratutto in scienze sociali e sulle implicazioni legali. Esiste inoltre il timore diffuso che cio' possa nuocere alla professione... e agli incassi. Obiezioni infondate perche' molte categorie di professionisti assolvono gia' a quest'obbligo senza danni economici, e poi perche' i veterinari dovrebbero avere innanzitutto a cuore il benessere e la salute degli animali domestici.

Ma non solo e' dimostrato che chi usa violenza su donne e bambini spesso si accanisce prima (o contemporaneamente) contro gli animali; e' anche dimostrato che i bambini violenti con gli animali tendono a diventare soggetti pericolosi in eta' adulta.

Intervenire precocemente contro abusi sugli animali ad opera dei bambini serve quindi ad evitare altri delitti in futuro, anche contro le persone. Questo lo afferma Diana Urban, deputato e membro di commissioni dello stato del Connecticut[2]. "Il modo in cui trattiamo gli animali rispecchia il modo in cui trattiamo gli altri e l'ambiente", e ancora: "se un giovane dimostra un gratuito disprezzo verso la vita nell'eta' in cui si formano abitudini e senso morale, sara' meno sensibile al dolore e alla sofferenza in eta' adulta", e quindi e' necessario che le leggi possano intervenire per correggere queste devianze sul nascere. La stessa FBI riconosce gli abusi sugli animali come uno dei quattro piu' importanti indicatori di futuri comportamenti violenti.

Il legame stretto, la correlazione tra violenza su animali e violenza all'interno della comunita' umana e' ampiamente presente nella letteratura scientifica. A titolo esemplificativo citiamo i titoli di alcuni articoli reperibili tramite PubMed[3] utilizzando le parole chiave "animal cruelty human abuse violence":

"Perche' i medici dovrebbero essere attenti alla crudelta' contro gli animali"
"Abusi sugli animali tra pre-adolescenti direttamente o indirettamente perseguitati a scuola o in casa"
"Violenza crea violenza"
"Dalla crudelta' sugli animali al serial killer: applicazione di ipotesi progressive"
"Crudelta' sugli animali e disordini psichiatrici"
"Bambini e abusi sugli animali"
"Violenza contro animali e persone: l'aggressione contro creature viventi e' generalizzata?"

L'evidenza e la vastita' di questo fenomeno dovrebbe indurre veterinari, operatori sanitari, insegnanti e legislatori a considerare il fenomeno della violenza nella sua gravita', cominciando intanto a smettere di considerare la violenza contro gli animali come un reato minore: perche' minore o meno importante non lo e' affatto.

Fonti:

[1] International Animal Law, The Human-Animal Relationship, marzo 2008
[2] Connecticut Post, Panel formed to study animal cruelty, marzo 2008
[3] Archivio PubMed

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