Azioni antibracconaggio sulle isole

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24/05/2008

Resoconti della dura lotta al bracconaggio durante la stagione migratoria all'Isola del Giglio, Ponza, Cipro.

8-10 aprile 2008: campo antibracconaggio a Ponza

Tre giorni e due notti di controllo del territorio, presidio dei punti sensibili e collaborazione con il NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato da parte di quattro volontari della LAC e di Vallevegan.

Ponza è una meta storica dei campi antibracconaggio dove da un paio di anni a questa parte il fenomeno è in verticale diminuzione grazie all'aumentata vigilanza delle forze dell'ordine e alla costante presenza degli attivisti. I volontari hanno osservato la presenza di trappole illegali per la cattura di uccelli selvatici in sole due località delle oltre trenta controllate e storicamente infestate.

In questa circostanza, i volontari strategicamente non hanno rimosso immediatamente le trappole di tipo sep per la cattura degli uccelli ma si sono limitati a segnalarne la presenza agli agenti del NOA per organizzare l'appostamento. In tal modo, un bracconiere è subito stato denunciato, oltre venti trappole (tra cui anche un archetto, strumento diffuso soprattutto nel nord Italia) sono state successivamente sequestrate.

Dicono i volontari: "Abbiamo anche parlato con cittadini ponzesi che ci hanno espresso tutto il loro fastidio e il loro disprezzo per i cacciatori, siano essi bracconieri o 'in regola'".

Anche una seconda incursione del NOA ha avuto esito positivo. Bilancio dei tre giorni: due tra gli ultimi bracconieri ostinati presi sul fatto e denunciati, oltre 35 trappole rimosse.

16-27 aprile 2008 campo anti-uccellagione a Cipro

Questo campo è organizzato dall'associazione tedesca Komitee gegen den Vogelmord ("Comitato contro l'uccisione degli uccelli"). Dieci attivisti da Italia, Gran Bretagna, Israele e Germania hanno passato al setaccio il sud e il sud-est dell'isola mediterranea in cerca di reti e di verghe ricoperte di colla, e hanno controllato ristoranti che offrono illegalmente ai clienti uccelli passeriformi.

Complessivamente sono state rese innocue 61 installazioni per verghe vischiose, che avrebbero potuto ospitare all'incirca 900 subdole trappole collanti.

Nelle 137 postazioni accertate di cattura con reti sono state disattivate e segnalate alla polizia 6 reti appena montate. Due bracconieri sono stati portati via dagli agenti: ora li attende una causa penale. Altre 10 reti sono state smantellate.

Parte fondamentale del lavoro è stato il controllo dei ristoranti: la vendita di passeriformi catturati è illegale, così come quella del piatto tradizionale "Ambelopoulia" (capinere grigliate o sott'aceto), offerta solo sottobanco. Sono stati perciò visitati circa 30 tra ristoranti, locali e taverne, ordinando altre cose e coinvolgendo l'oste in una conversazione mirata. In 11 osterie sono state offerte ai volontari come piatto prelibato le capinere, e in un ristorante è stato possibile prendere persino un intero vasetto riempito di passeriformi. Tutte le informazioni e le prove sono state consegnate alla polizia, che perquisirà i ristoranti interessati ed innescherà una causa penale nei loro confronti.

12-15 maggio 2008: primo campo antibracconaggio all'Isola del Giglio

Sull'isola è particolarmente problematica la situazione dei conigli selvatici (introdotti per il sollazzo dei cacciatori e, ora che il giocattolo non diverte più, spacciati per specie allogena e 'invasiva'). O meglio, molti degli abitanti umani costituiscono un grosso problema per la sopravvivenza dei conigli. Che sono braccati, perseguitati, lasciati agonizzare, uccisi per soffocamento, fame, sete e paura, con il collo stretto da piccoli lacci in fil di ferro o rame che infestano il bordo degli orti e dei vigneti, gli spiazzi di macchia mediterranea, i limiti delle radure boschive.

Nei pochi giorni di permanenza sull'isola dei quattro volontari, sono state rimosse un centinaio di trappole con le pietre (le 'schiacciatine' per roditori, lucertole, piccoli mammiferi e uccelli), più di duecento lacci per conigli, una trappola a scatto sep per volatili. Sono stati inoltre abbattuti sei appostamenti temporanei di caccia su suolo pubblico.

Oltre alle trappole scoperte e rimosse, abbiamo trovato anche alcuni animali morti: sei conigli nei lacci, un uccellino in una rete appesa a un orto (la dinamica però fa pensare più a un incidente che a un atto di bracconaggio), due topi schiacciati dai sassi.

Fonte:
Comuncati di: LAC e Vallevegan
Per altre informazioni, scrivere a attivismo@vallevegan.org o laclatina@abolizionecaccia.it

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