L'Islanda riprende a uccidere balene

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06/06/2008

I vichinghi e i samurai assassini di balene sfidano le leggi internazionali.

Senza alcun avvertimento preventivo, il governo islandese ha autorizzato le baleniere del proprio paese a iniziare la caccia alle balene il 20 maggio, andando così contro la moratoria mondiale sul commercio di carne di balena.

L'Islanda è ritornata a far parte del trio di nazioni assassine insieme a Giappone e Norvegia. Queste tre nazioni hanno voltato le spalle alla comunità internazionale per continuare la loro brutale pratica che è stata dichiarata fuori legge dalle normative internazionali.

Lo scorso anno l'operazione della Sea Shepherd denominata "Operation Ragnarok" ha contribuito a far saltare le operazioni di caccia dell'Islanda per il 2007.

Il 19 maggio, Asda Einarsdottir, un portavoce del Ministero della Pesca islandese, ha riferito che 40 balene Minke verranno uccise. La buona notizia, se così si può dire, è che non verranno uccise balene "Fin whales".

"Il sashimi con carne di balene Minke è un antipasto molto in voga nei ristoranti di Reykjavik," dice Einarsdottir. Anche il cervello di scimmia è un piatto molto popolare in alcuni ristoranti cinesi ma ciò non lo rende legale o accettabile.

Il disprezzo dell'Islanda per l’opinione mondiale è sottolineato dal fatto che lo scorso anno avevano annunciato la fine delle operazioni di caccia, affermando che non vi era mercato per la carne di balena. Ciò ha fatto credere alla gente che la caccia alla balena fosse finalmente finita. Era solo una bugia.

"Questo annuncio non è stato altro che una bugia calcolata nel tentativo di recuperare la reputazione del proprio paese" dice il Capitano Paul Watson. "L'industria islandese che ruota intorno alla caccia alla balena si basa su operazioni illegali supportate da bugie e corruzione da parte del governo. Il mondo civilizzato deve boicottare tutti i prodotti islandesi compresi eventuali viaggi, e abiti, e anche la vodka. Sarebbe appropriato etichettare la vodka islandese come 'morte nera'. Questa è una nazione che infligge sofferenza e morte illegalmente ad animali senzienti e indifesi."

Nel 2007, la Sea Shepherd Conservation Society ha intrapreso "Operation Ragnarok" per la quale è stata mandata una delle sue navi, la Farley Mowat, nelle acque Islandesi per interrompere le attività di caccia.

Il viaggio è stato interrotto quando la nave partita dall'Australia si trovava alle Bermuda. L'Islanda aveva infatti annunciato che avrebbe messo fine alle operazioni di caccia, rendendo così non più necessaria la presenza della Farley Mowat in Islanda.

Sfortunatamente, la Farley Mowat si trova confiscate in Canada e non può quindi raggiungere immediatamente l'Islanda. La Sea Shepherd Conservation Society sta cercando una risposta strategica alle azioni illegali condotte dall'Islanda che a questo punto non possono includere l'intervento diretto per ragioni pratiche.

Tuttavia sembra che la guerra alle balene tra l'Islanda e la Sea Shepherd sia ripresa e dunque anche l'Operazione Ragnarok riprenderà alla prima occasione.

La Sea Shepherd Conservation Society sta allestendo la Steve Irwin per il suo ritorno in Antartico nel Dicembre 2008 così da opporsi nuovamente alle operazioni di caccia condotte dai giapponesi.

Il Capitano Paul Watson e una delegazione della Sea Shepherd prenderà parte alla conferenza dell'International Whaling Commission (IWC) che si terrà a Giugno 2008 a Santiago, in Cile.

Fonte:
Sea Shepherd, Viking and Samurai Whale Killers Defy International Law, 20 maggio

Tradizione a cura di Linda Possanzini.

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