Attivisti austriaci ancora in prigione

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07/06/2008

Volontari animalisti imprigionati in Austria: chidiamo che vengano rilasciati subito. Prende posizione anche Amnesty International.

In Austria, alcune persone responsabili di varie associazioni e iniziative animaliste sono state arrestate il 21 maggio - le loro case e uffici perquisiti - con l'assurda accusa di "associazione per delinquere". Dieci persone sono ancora in carcere, senza che siano state rese note le accuse specifiche, e alcune di loro stanno facendo lo sciopero della fame.

Uno dei detenuti è il presidente della Vegan Society austriaca, un altro è Martin Balluch, presidente dell'Associazione contro gli Allevamenti, il quale, grazie al suo doppio dottorato in fisica e in filosofia si è molto impegnato in questi anni sul fronte informativo e legislativo, per difendere i diritti degli animali.

Martin è ora al suo 18esimo giorno di sciopero della fame e le sue condizioni fisiche non sono buone.

L'avvocato di Martin ha spiegato al quotidiano inglese The Guardian che quello che la polizia ha in mano è una serie di piccoli reati scollegati tra loro e rimasti irrisolti (vandalismi contro pelliccerie o macellerie, come vetrine rotte, lancio di fialette puzzolenti, lucchetti incollati, quindi assolutamente nessuna violenza alle persone e nessun atto pericoloso) che non possono essere in alcun modo collegati o ascritti alle persone indagate, ma che sono evidentemente stati usati come scusa per mettere in piedi l'accusa di "associazione per delinquere".

"Quello che vogliamo far sapere alle autorità austriache" dichiarano i responsabili di AgireOra Network "è che gli attivisti per i diritti animali di tutto il mondo stanno osservando quanto sta accadendo, e renderanno noto nel loro paese il comportamento delle autorità austriache in merito al mancato rispetto dei basilari diritti umani e delle procedure di legge".

Amnesty International stessa è intervenuta sulla vicenda, dichiarando che tutti i tipi di attivismo politico e sociale sono compresi nel diritto alla libertà di espressione, uno dei diritti umani riconosciuti negli stati democratici. Amnesty International ha criticato le modalità delle perquisizioni effettuate, e il fatto che non è stata data la possibilità agli indagati di contattare il proprio avvocato o una persona amica.

Inoltre, Amnesty International fa notare come non sia corretto il comportamento delle autorità, che stanno continuando a negare l'accesso alle dovute informazioni ai legali delle persone detenute in arresto: non vengono formulate accuse precise, non vengono detti motivi dell'arresto, ma le persone vengono detenute lo stesso e non è possibile per i loro avvocati formulare alcuna difesa, non conoscendo le accuse.

Con questi arresti, sequestro di materiali e computer, di fatto l'attivismo animalista in Austria è stato paralizzato. E forse è esattamente questo lo scopo che avevano gli ideatori di questo enorme "blitz". Farlo in modo legale o meno non rientrava evidentemente tra le loro preoccupazioni.

Concludono gli attivisti di AgireOra Network: "Invitiamo tutti gli attivisti e tutte le persone che vogliono vedere rispettati i diritti civili di quanti si impegnano nel mondo in attività di volontariato per difendere i più deboli a scrivere al Ministro per la Giustizia austriaco chiedendo un suo intervento per far rilasciare subito i volontari austriaci".

L'indirizzo è minister.justiz@bmj.gv.at

Messaggio-tipo da inviare:

Dear Minister for Justice, Dr Maria Berger,

I add my voice in defense of animal rights activists imprisoned in Austria: I ask for them to be released, what has been done to them is completely unjust and unfair.
This is an international case, and all the world is watching what you are doing to them: We ask you to apply Justice and to respect human rights and to not behave as a nation where democracy does not exist.

Best regards,
... nome cognome ...
(Italy)

(Traduzione: Gentile Ministro per la Giustizia, scrivo per aggiungere la mia voce in difesa degli attivisti animlisti imprigionati in Austria: chiedo che siano rilasciati, quel che e' stato fatto loro e' del tutto ingiusto. Questo e' un caso internazionale, e tutto il mondo sta guardando cosa state facendo a queste persone: chiediamo di applicare la Giustizia e di rispettare i diritti umani, e di non comportarvi come una nazionale in cui non esiste la democrazia. Distinti saluti, ...)

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