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14/07/2008
Piu' che lotta all'abbandono, occorre ostacolare chi vende e chi compra animali.
E' tempo di ferie, e come ogni anno si ripropone in modo piu' massiccio il problema degli abbandoni. Da anni si fanno campagne contro questo fenomeno osceno: che si usino i toni duri tipo "il bastardo sei tu che l'abbandoni" o meno il risultato purtroppo non cambia, o cambia ben poco.
Prendersela con la cattiveria o l'insensibilita' degli umani serve a poco: anzi a niente. Come a niente o a poco servono le campagne dissuasive. Credo invece si debbano cercare di capire le ragioni di fondo del problema. Gli animali si abbandonano perche' non servono piu', perche' ci si stufati, perche' sono d'impiccio. Sono esattamente le stesse ragioni che ci spingono a sbarazzarci di un veccho sofa' o dell'elettrodomestico che ci siamo accorti essere perfettamente inutile. Il cane lo si molla su una piazzola dell'autostrada, per il frigo vecchio si chiamano invece quelli dei rifiuti.
Per molta gente gli animali sono cose: un regalo per "il bambino", o un qualcosa da esibire o con cui divertirsi. D'altra parte, la piu' elementare evidenza che siano cose e' che si comprano, per poche decine di euro o per qualche centinaia: il prezzo di una maglietta al mercato, o di un capo firmato. Se una cosa posso comprarla, quella e' mia e ne faccio quello che voglio: posso tenerla con cura o rovinarla e buttarla via. Per tanta gente gli animali non sono degli esseri senzienti ma solo delle cose che hanno comprato, e quindi ne fanno cio' che vogliono. Che ci siano due o tre leggi che dicono cose un po' diverse non cambia la percezione che la gente ha degli animali.
La ragione prima dell'abbandono degli animali sta nell'idea di proprieta', di valore economico che il mercato gli attribuisce in quanto "oggetti".
Se si vuole davvero incidere sul problema dell'abbandono bisogna affrontare il problema del commercio di animali. Non e' solo una questione di etica, ma l'unico strumento davvero efficace per contenere questo fenomeno. Bisogna riconoscere agli animali d'affesione lo status pieno di esseri senzienti e in quanto tali escluderli da ogni forma di commercializzazione.
Fino a quando non si arrivera' a questo, bisogna muoversi in direzione di limitare e rendere sempre piu' problematico questo business consumato sulla pelle degli animali. Si cominci a vietare ogni sorta di "fiera del cucciolo" comunque organizzata, si cominci ad imporre davvero la tracciabilita' degli animali, se ne vieti l'esposizione nei negozi, si richiedano standard restrittivi per la detenzione di animali in vendita... si cancelli la vergogna per cui e' legale "vendere" e "comprare" un animale.
Questo mi aspetto dalle grandi associazioni: non l'ennesima campagna "contro l'abbandono"
Valter Fiore
Associazione La Cincia onlus
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