L'equipaggio della Sea Shepherd punta verso sud per difendere le balene

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16/12/2008

Partiti il 4 dicembre, raggiungeranno le baleniere a fine mese.

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, ha lasciato il porto di Brisbane il 4 dicembre con a bordo un equipaggio composto da 48 volontari, 33 uomini e 15 donne, provenienti da tutto il mondo. Ben 14 provengono dall'Australia e 4 dalla Nuova Zelanda e i restanti dal Giappone, Canada, Gran Bretagna, USA, Svezia, Olanda, Germania, Sud Africa, Ungheria e Bermuda. Anche una troupe del canale TV Animal Planet è a bordo della Steve Irwin per girare la seconda stagione di Whale Wars. Ventitre' volontari sono ormai veterani delle campagne organizzate dalla Sea Shepherd mentre i restanti 25 sono alla loro prima esperienza.

Tra le donne dell'equipaggio spicca il nome dell'attrice e ambientalista Daryl Hannah, nota per i film Blade Runner, Kill Bill, Roxanne e Splash. La Steve Irwin effettuerà una breve sosta per fare rifornimento prima di procedere verso il mare di Ross per intercettare la flotta di baleniere giapponesi.

Le baleniere hanno come obiettivo l'uccisione di 935 balene Piked in via d'estinzione e 50 balene Fin nel Santuario delle balene in violazione della moratoria mondiale sul commercio di carne di balena.

"Il nostro obiettivo è quello di affondare economicamente la flotta di baleniere giapponesi", dice il capitano Paul Watson. Le balene non possono aspettare finché il Giappone non prenderà coscienza della terribile azione che il suo governo sta compiendo. Questo massacro deve finire ora e la chiave del successo sta nell'impedire loro di ricavare profitti dall'operazione. La Sea Shepherd vuol far si' che le perdite finanziarie della flotta giapponese superino i profitti. Questa è la sola lingua che capiscono.

In base a quanto scritto da Musashi, da qui il nome della nostra campagna, la miglior strategia per vincere si basa sul confronto e sulla comunicazione e quest'anno noi della Sea Shepherd faremo così. Bloccheremo fisicamente gli arpioni giapponesi. Animal Planet produrrà una serie televisiva che documenterà tutti gli sforzi compiuti dalla Sea Shepherd per aiutare le balene e far conoscere al mondo intero questo terribile problema.

Tutte le tattiche utilizzate dalla Sea Shepherd sono studiate per non arrecare danno fisico. Lo scorso anno, i cacciatori di balene hanno accusato l'equipaggio della Sea Shepherd di avergli lanciato dell'acido addosso. Se e' vero che tecnicamente il burro andato a male si chiama "acido butirrico", in realta' e' meno acido di una birra o di un succo d'arancia. Ma siccome puzza moltissimo, e' utile per rallentare il loro lavoro.

La Sea Shepherd Conservation Society si aspetta che la flotta Giapponese sia molto più aggressiva quest'anno. Stanno perdendo soldi e la loro immagine di massacratori di balene sta diventando alquanto imbarazzante. Lo scorso anno sono state lanciate contro di noi dalle baleniere granate e bombe accecanti. E proprio per questo ci aspettiamo che quest'anno siano ancora più ostili verso di noi.

La Sea Shepherd è inoltre preoccupata per le affermazioni fatte da Greenpeace secondo cui la Sea Shepherd è un'organizzazione violenta. "Questo genere di retorica irresponsabile potrebbe far si' che qualcuno di noi venga ucciso", afferma il Secondo Ufficiale Peter Hammarstedt. "Se Greenpeace continuerà a formulare queste accuse non fondate, queste verranno utilizzate dai cacciatori di balene per usare la forza contro di noi. Ed è per questo che li preghiamo di non continuare a fare osservazioni del genere per non mettere a repentaglio la nostra vita".

Il Capitano Paul Watson pensa di poter intercettare la flotta di baleniere nel mare di Ross intorno alla fine di Dicembre. "Speriamo vivamente di arrivare in tempo per fare il regalo di Natale a queste povere balene e speriamo che il 2009 sia l'ultimo anno di massacro di queste splendide, indifese ed intelligenti creature", conclude il capitano Watson.

Fonte:
Sea Shepherd, Sea Shepherd Crew Heading South to Defend the Whales, 4 dicembre

Traduzione a cura di Linda Possanzini

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