Ultime notizie da Sea Shepherd

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25/01/2009

Le notizie di questi ultimi 10 giorni dell'avventura di Sea Shepherd nell'Antartico per salvare le balene.

La Sea Shepherd Invita il ministro dell'Ambiente Peter Garrett a visitare la Steve Irwin, 15 gennaio 2009

Il Capitano Paul Watson ha invitato il ministro dell'ambiente australiano, Peter Garrett, a visitare la Steve Irwin mentre si trovava ad Hobart per le operazioni di rifornimento.

"Credo che dobbiamo lavorare con il governo australiano per opporci alla caccia alle balene condotta illegalmente nelle acquae del Santuario delle Balene", dice il capitano Watson. "Garrett può non condividere il nostro modo di agire ma alla fine deve comprendere che entrambi ci troviamo dalla stessa parte, che entrambi rappresentiamo le preoccupazioni dei cittadini australiani e che la Sea Shepherd è un'organizzazione non violenta che non ha mai commesso crimini. Ritengo che un nostro incontro potrebbe portare grandi benefici nella lotta per la difesa del mondo marino".

Paul Watson e Peter Garrett hanno molto in comune. Il Capitano Watson è stato uno dei cofondatore di Greenpeace e Greenpeace International e Peter Garrett è stato Direttore di Greenpeace International. p> La recente espulsione della baleniera giapponese, Yushin Maru #2, dall'Indonesia (dove la nave si era fermata per riparazioni) è stata effettuata grazie agli sforzi del senatore democratico Bob Brown, dall'ex ministro dell'ambiente Ian Campbell, e dal sindaco di Fremantle, Peter Tagliaferri. Il ministro Peter Garrett non ha preso parte in tale controversia, asserendo che non spettava all'Australia decidere ma all'Indonesia, nonostante proprio gli ufficiali indonesiani avessero richiesto specificatamente consiglio all'Australia.

"Vorremmo coinvolgere anche il signor Garrett in questa campagna per mettere fine alla caccia alle balene in Antartico", dice Watson. "Non deve continuare a fare da spettatore a questi orribili eventi. Stiamo facendo di tutto per allontanare i giapponesi dal Santuario delle balene, abbiamo fatto perdere loro molti soldi e per tre anni di seguito non sono riusciti a raggiungere la quota di balene da uccidere, grazie al nostro lavoro. Stiamo per vincere questa battaglia e avremmo piacere che il signor Garrett fosse al nostro fianco quando finalmente arriverà il momento della vittoria."

Fonte: Sea Shepherd Invites Environment Minister Peter Garrett to Visit the Steve Irwin, 15 gennaio 2009

La Sea Shepherd esorta l'Australia ad intentare un'azione legale contro i balenieri giapponesi, 20 gennaio 2009

"Il governo si è espresso sempre negativamente sulle tattiche usate dalla Sea Shepherd Conservation Society per opporsi alle attività illegali condotte delle baleniere giapponesi nel Santuario delle Balene in Antartico. Sia Stephen Smith, il ministro per gli Affari Esteri, sia Peter Garrett, il ministro dell'Ambiente, si sono espressi tutt'altro che positivamente sulle azioni della Sea Shepherd, adducendo preoccupazioni per la sicurezza", afferma il capitano Paul Watson. "Siamo d'accordo con loro che è pericoloso, ma è anche l'unico modo con cui attualmente riusciamo a salvare la vita alle balene".

La Sea Shepherd Conservation Society tuttavia non è irragionevole ed è aperta ad altri mezzi e tattiche alternative da utilizzare per opporsi alla caccia alle balene ed è anche disposta a non intervenire per una stagione così da permettere al governo di intraprendere un'azione legale contro l'industria giapponese che si fonda su questa terribile caccia.

"Le leggi sono chiare. I giapponesi stanno violando l'Antarctic Treaty, la Convention on Trade in Endangered Species of Flora and Fauna e le normative dell'International Whaling Commission (IWC)", dice Watson. "Se l'Australia o la Nuova Zealanda o entrambe le nazioni portassero avanti un'azione legale, la Sea Shepherd accetterebbe di utilizzare tattiche diverse per il prossimo anno. Se il governo ritiene che le nostre azioni siano troppo aggressive dovrebbe contrastare la nostra aggressività con un'azione legale. Portarli davanti ad un tribunale, e se ciò fallisse, se il Giappone rifiutasse di apparire, se rifiutassero di rispettare qualsiasi decisione legale, la Sea Shepherd potrebbe poi ritornare con un approccio ancora più aggressivo. Ma innanzitutto abbiamo bisogno di una solida decisione legale e sono fiducioso che applicando le leggi internazionali si possa mettere fine alle operazioni illegali di caccia alle balene nel Santuario delle Balene in Antartico."

La Sea Shepherd Conservation Society lo scorso anno ha evitato che circa 500 balene venissero uccise e quest'anno spera di fare anche meglio.

La nave della Sea Shepherd, la Steve Irwin, partirà da Hobart il 21 gennaio per ritornare nelle acque del Santuario delle Balene in Antartico per inseguire le baleniere giapponesi e interrompere le loro attività illegali.

Fonte: Sea Shepherd Urges Australia to Take Legal Action against Japanese Whalers, 20 gennaio 2009

La Sea Shepherd ritorna nell'Antartico per salvare le balene, 21 gennaio 2009

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, è partita da Hobart, in Tasmania, per ritornare nell'Antartico. La Steve Irwin ha lasciato mercoledì 21 gennaio il porto di Hobart.

"Ritorniamo alla 'Guerra delle balene'", dichiara il primo ufficiale, lo svedese Peter Hammarstedt.

Hobart ha accolto la Steve Irwin con grande calore. La gente ci ha portato un sacco di cibo per rifornire le nostre dispense.

"Non c'è alcun dubbio che gli australiani amino le balene", dice Paul Watson. "E noi amiamo l'Australia. E' difficile da credere, ma nel 1978 si combatteva per fermare le operazioni di caccia alle balene condotte dall'Australia a Cheynes Beach vicino Albany nell'Australia orientale. E oggi annoveriamo questa nazione ex cacciatrice di balene tra quelle che maggiormente difendono queste creature. Ciò mi dà la speranza che forse un giorno anche il Giappone diventerà un grande difensore delle balene, con tanta passione quanta attualmente ne impiega il suo governo per massacrarle”.

Durante i 5 giorni di sosta a Hobart, la nave ha fatto rifornimento, ha caricato 20 barili di olio lubrificante e 12 barili di carburante per l'elicottero. Alcuni volontari hanno lasciato la nave e altri si sono aggiunti dalla Spagna, America, Dubai e Australia. Abbiamo provviste ed acqua per circa 2 mesi. L'equipaggio si è rimesso in forze ed è più agguerrito che mai, pronto a ritornare in Antartico.

"Abbiamo delle balene da salvare e delle baleniere da inseguire", dice Emily Hunter da Toronto, Ontario, Canada.

"Non è un viaggio tranquillo e rilassante", dice Pedro Monteiro dalla Florida. “E' un viaggio in condizioni atmosferiche estreme nelle acque più remote e pericolose del pianeta. Sappiamo che è pericoloso ma sappiamo anche che stiamo salvando centinaia di balene e quindi ne vale la pena!".

Il Capitano Paul Watson ha informato il governo Australiano che la Sea Shepherd sarebbe disposta ad interrompere le sue azioni contro le baleniere giapponesi per un anno se l'Australia o la Nuova Zealanda intraprenderanno un'azione legale contro il Giappone.

"Quelli che ci criticano affermano che i rischi che corriamo sono inaccettabili", dice Watson. "Non sono d'accordo, salvare la vita di una specie è molto più importante che rischiare la vita per difendere un territorio, o per il petrolio. Tuttavia noi non dovremmo correre certi rischi. I governi dovrebbero applicare le leggi di conservazione internazionali. Se corriamo questi rischi è perché i governi non fanno abbastanza per proteggere il pianeta. Se il governo australiano decidesse di fare qualcosa, noi potremmo interrompere le nostre azioni. Il fatto che ci chiamino eco-vigilanti o pirati non ci disturba. Ci disturba invece quando le leggi non vengono rispettate e nessuno fa niente, delle specie protette vengono uccise e niente viene fatto ai loro assassini."

La nave della Sea Shepherd Conservation Society, la Steve Irwin, dovrebbe arrivare in prossimità dell'area di caccia il 29 gennaio e si appresterà ad inseguire la flotta di baleniere giapponesi fino a tutto il mese di marzo.

Fonte: Sea Shepherd Returns to the Southern Ocean for the Whales, 21 gennaio 2009

Traduzione a cura di Linda Possanzini

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