Sea Shepherd torna a casa

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12/02/2009

Anche per quest'anno, l'avventura in Antartico per difendere le balene e' terminata.

Sea Sheperd torna dalla "guerra delle balene", 8 febbraio 2009

La nave di Sea Shepherd "Steve Irwin" e l'equipaggio si sono allontanati dalla flotta baleniera giapponese per avviare i preparativi per ritornare con una nave più grande e più veloce.

"Ho sempre sostenuto che avremmo fatto qualsiasi cosa, tranne fare del male a qualcuno, per porre fine alla caccia illegale delle balene nel Santuario Antartico dei cetacei". Sono le parole del capitano, Paul Watson. "Quest'anno abbiamo fatto tutto il possibile con i mezzi che avevamo. Siamo riusciti a bloccare le loro attività illegali per un mese intero, complessivamente. Abbiamo inflitto loro una perdita economica e siamo riusciti a salvare la vita di molte balene."
Sebbene siamo pronti ad assumerci i rischi necessari, anche a costo della nostra stessa vita, non intendo fare ai balenieri giapponesi quello che loro fanno alle balene, l'escalation di violenze da loro innescata avrebbe portato a danni gravi ed anche ad incidenti mortali, se fosse continuata."

Il capitano Watson ha dichiarato di essersi trovato in una situazione di grande svantaggio contro tre navi arpionatrici che in velocità e manovrabilità sono superiori alla Steve Irwin.

"Dobbiamo bloccare quegli arpioni mortali e battere in velocità quelle navi della morte e per farlo ho bisogno di una nave che sia veloce come le loro. Ho intenzione di trovarne una e di ritornare l'anno prossimo."

"Non smetteremo mai di intervenire contro la loro caccia illegale alla balena, non smetteremo mai di assillarli, fermandoli e causando loro perdite economiche. Ho intenzione di essere il loro incubo permanente ogni anno, finchè non la smetteranno con l'orribile e illegale mattanza delle balene nel Santuario delle Balene nell'oceano del sud".

Quest'anno l'equipaggio della Steve Irwin ha inseguito per oltre duemila miglia la flotta giapponese, dal 18 dicembre al 7 gennaio, obbligandola a fermare la sua attività per un mese. Il primo febbraio, l'equipaggio è ritornato, rintracciando la flotta ed inseguendola per altri 9 giorni, durante i quali i balenieri sono riusciti ad uccidere solo cinque balene.

L'inseguimento della Yushin Maru n.2 da parte della Steve Irwin ha causato alla prima danni all'elica del motore dovuti al ghiaccio, bloccando la sua attività per un mese e mezzo. Con molto imbarazzo da parte del Giappone, l'Indonesia ha rifiutato alla nave le riparazioni.

Gli scontri tra la Steve Irwin e la flotta baleniera hanno portato a numerosi sfioramenti e a due vere e proprie collisioni, senza danni rilevanti. Quest'anno, la flotta baleniera ha utilizzato contro l'equipaggio della Steve Irwin i LRAD (long range acoustical devices), dispositivi acustici a lunga distanza e cannoni ad acqua ad elevata potenza.

Nessuno dei balenieri è stato ferito, mentre tre membri dell'equipaggio della Steve Irwin hanno riportato delle ferite, uno di essi ha subito cinque punti di sutura sopra l'occhio sinistro dopo essere stato colpito violentemente da una raffica LRAD.

Il capitano Watson sorvola sulle accuse giapponesi che la Sea Shepherd abbia deliberatamente speronato le baleniere.

"I balenieri e i loro PR prezzolati possono dire quello che vogliono, ma noi abbiamo più di mille ore di filmati che documentano ogni momento della campagna. La nostra storia sarà raccontata in una serie settimanale su Animal Planet nello show 'Whale Wars'. La gente può guardare e giudicare da sola. La telecamera è lo strumento più potente al mondo e abbiamo tutta l'intenzione di dimostrarne la forza..."

Il 31 gennaio il governo giapponese ha inviato dalle Isole Fiji una nave di supporto di nome Tayo Maru 38, per intercettare la Steve Irwin. Sulla base di informazioni provenienti da Fiji, si pensa che la nave abbia una speciale unità di imbarco e che abbia ordini di requisire la documentazione fotografica della Steve Irwin. L'arrivo della nave nel Mare di Ross è previsto entro pochi giorni.

"Non possiamo permettere che la documentazione ci sia sottratta dal Giappone" dice il capitano Watson.

La Steve Irwin deve ritornare in Australia e si prevede che arrivi entro le prossime due settimane. Aveva solo quattro giorni di riserva di combustibile prima di essere costretta a rientrare in ogni caso.

"Per altri quattro giorni non vale la pena di rischiare la vita di qualcuno," dichiara il capitano Watson.

"Siamo qui perché rispettiamo la santità della vita. I balenieri sono arrivati qui per distruggere illegalmente la vita. La gente può stare dalla parte della vita o della morte, tra i balenieri e chi difende le balene. Noi abbiamo scelto di difendere la vita e a quelli che ci condannano per quello he stiamo facendo, tutto quello che posso dire è che non siamo qui per loro. Siamo qui per le balene.”

Fonte:
Sea Shepherd Returns From the Whale Wars, 8 febbraio 2009

Dieci ragioni per cui l'Operazione Musashi è stata un successo, 9 febbraio 2009

1. La flotta baleniera giapponese è stata localizzata molto in fretta, più in fretta di tutti gli altri anni. Anche al nostro ritorno dopo il rifornimento l'abbiamo ritrovata molto velocemente.

2. La Steve Irwin ha inseguito la flotta giapponese per oltre 2000 miglia tra il 18 dicembre e il 7 gennaio, disturbando le loro operazioni di caccia per 19 giorni. La Steve Irwin è poi tornata e ha localizzato nuovamente la flotta, bloccandone le operazioni per altri 8 giorni. In totale, per 27 giorni abbiamo impedito fisicamente l'uccisione delle balene. Questo significa molte meno balene uccise e maggior perdita economica per i cacciatori. Per il quarto anno di fila, la flotta baleniera non raggiungerà la quota di uccisioni previste.

3. La Yushin Maru n. 2 è stata danneggiata dal ghiaccio in seguito all'inseguimento della Steve Irwin. Questo ha impedito le operazioni della nave arpionatrice tra il 20 dicembre e il 5 febbraio, per un totale di 46 giorni. Questo ha ulteriormente ridotto il numero di balene uccise e causerà un'ulteriore perdita dei profitti illeciti dell'industria baleniera.

4. Alla Yushin Maru n. 2 è stato rifiutato il permesso alle riparazioni dall'Indonesia, il che ha messo molto in imbarazzo il Giappone.

5. L'Australia non ha accolto la richiesta del Giappone di rifiutare alla Steve Irwin i rifornimenti nei porti australiani. Questo rifiuto è stato estremamente imbarazzante per il Giappone ed è stato per loro un grave errore diplomatico. Le nazioni non dovrebbero mai fare richieste pubbliche, a meno che non sappiano a priori che queste saranno accolte.

6. L'industria baleniera giapponese ha speso una piccola fortuna per allestire sulle proprie navi dispositivi anti-abbordaggio, ricoprendole di reti e installando armi acustiche a largo raggio. Oltre a questo hanno speso molti soldi di carburante duranete l'inseguimento e per la riparazione della Yushin Maru n. 2. Hanno anche speso molto per far imbarcare sulla Taiyo Maru n. 38 una forza speciale di sicurezza. Questa nave ha però dovuto trasportare tre membri dell'equipaggio feriti (feriti durante le operazioni di caccia alla balena, non da azioni di Sea Shepherd), e grazie a questo la Steve Irwin ha potuto rilocalizzare la flotta e intervenire prima che la forza di sicurezza potesse essere di ritorno.

7. L'equipaggio di Sea Shepherd ha sostenuto una drammatica lotta lunga due giorni contro l'intera flotta giapponese e questo ha dimostrato la determinazione dell'intero equipaggio nell'intervenire contro le operazioni di caccia illegali giapponesi. La reazione di quest'anno dei cacciatori giapponesi è stata rivelatrice della loro frustrazione e disperazione, che si sono esplicitate con un attacco fisico e violento contro l'equipaggio di Sea Shepherd.

8. La campagna è stata seguita dai media di tutto il mondo, e ha rivelato ancora una volta le attività illegali di caccia alle balene portate avanti dal Giappone. La campagna ha avuto risonanza anche in Giappone e ha contribuito a far crescere le polemiche in Giappone sulla questione della caccia alle balene.

9. Sono stati girati video per oltre mille ore, per la seconda stagione di Whale Wars di Animal Planet. Questo programma ha fatto arrabbiare l'industria baleniera giapponese più di qualsiasi altra cosa abbiamo mai fatto. Con Whale Wars stiamo raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo, denunciando la attività illegali del Giappone. La prima stagione di Whale Wars è stata un grande successo, e la seconda stagione lo sarà ancora di più.

10. Nessun cacciatore giapponese è stato ferito e l'equipaggio di Sea Shepherd ha riportato solo ferite lievi. Il nostro primato rimane intatto: non abbiamo mai ferito un avversario. Abbiamo deciso di tornare indietro a causa dell'escalation di violenza da parte dei balenieri, perché non potevamo controllare la situazione con una sola nave contro quattro, tre delle quli avevano maggior velocità e manovrabilità della nostra.

Fonte
Ten Reasons that Operation Musashi Has Been a Success, 9 febbraio 2009

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