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28/02/2009
Quali sono davvero le malattie che si trasmettono dagli animali all'uomo?
Le zoonosi sono quelle relativamente poche malattie che si trasmettono dagli animali all'uomo. Poche perche' la maggior parte delle malattie di origine batterica o virale sono "specie-specifiche", vale a dire, sono "specifiche" per una data specie animale, non si possono trasmettere ad altre specie, uomo compreso.
Ad esempio il retrovirus della FIV dei gatti e' simile a quello dell'AIDS umano e da' origine a una patologia analoga, ma il contagio avviene solo tra individui della stessa specie. Pochi altri virus, ad esempio quello della rabbia (in Italia ormai debellata), non conoscono invece barriere di specie, e possono contagiare l'uomo tramite contatti con la saliva (morsi) di animali infetti.
Nella percezione comune la gente pensa che si possano "prendere malattie" stando a contatto con gli animali: e quindi cani e gatti visto che di solito non si e' in contatto, ad esempio, con volpi o altri animali selvatci. Nella realta' invece le zoonosi davvero pericolose, ben piu' gravi della banale micosi che occasionalmente puo' capitare di "prendere" dagli animali d'affezione, sono quelle che si contraggono dagli alimenti di origine animale, cioè carne, pesce, latticini, uova.
Negli anni '50-'60 si e' diffuso un ingiustificato ottimismo sulla scomparsa delle zoonosi (peste bovina, afta epizootica, ecc.), dovuto alla diffusione delle vaccinazioni sistematiche e all'eliminazione degli animali infetti; ottimismo che e' poi stato smentito negli anni seguenti. Si e' infatti registrata la comparsa di varianti di specie virali gia' note, e' stata sopravvalutata l'efficacia degli antibiotici e non si e' previsto il fenomeno della farmaco-resistenza.
Tra le cause va poi considerata la maggiore suscettibilita' alle infezioni di uomini (invecchiamento della popolazione) e animali (estrema promiscuita' negli allevamenti intensivi), il mutamento delle condizioni ambientali e fattori socio-economici quali la globalizzazione (virus e batteri che viaggiano in aereo) e la diffusione delle monocolture intensive.
L'Istituto Superiore di Sanita' ha recentemente pubblicato un estratto del rapporto sulle zoonosi redatto dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
Il principale rischio di zoonosi che emerge dal rapporto e' quella da Campylobacter con oltre 200.000 casi segnalati il cui principale serbatoio e' la carne di pollo fresca. Si tratta di una forma enterica che si manifesta con diarrea, dolori addominali, ecc. che pero' puo' presentare sintomi piu' gravi, e ha una mortalita' intorno all'1% nei soggetti piu' a rischio (bambini, anziani, persone immuno-compromesse).
Questa malattia e' stata descritta per la prima volta negli anni cinquanta come una patologia rara, ma oggi ha registrato un notevole incremento e rappresenta "un problema di salute pubblica di notevole impatto socio-economico", secondo lo stesso Istituto superiore di Sanità, come riportato alla pagina "campylobacter" del sito Epicentro.iss.it. Si tratta inoltre di un batterio che ha sviluppato una forte farmaco-resistenza, cioe' non risponde piu' agli antibiotici. Citiamo testualmente: "Alcuni studi mostrano una correlazione tra l'approvazione all'uso dei fluorochinoloni negli allevamenti e lo sviluppo di campylobacteriosi resistenti ai fluorochinoloni, sia negli animali che nell'uomo."
Tra le altre zoonosi ad alta incidenza il rapporto indica la salmonellosi, la listeriosi (circa 1500 casi con un tasso di mortalita' del 20%), la brucellosi, l'escherichia coli, ecc.
Si tratta di malattie serie e in qualche caso mortali, che si contraggono principalmente attraverso il consumo di carne, latte, pesce e uova, molto raramente da alimenti vegetali.
Il rapporto non lo dice, ma sarebbe interessante conoscere i costi economici delle misure preventive, della profilassi, delle rilevazioni effettuate dalle Autorita' sanitarie pubbliche sulle zoonosi connesse alla produzione degli alimenti di origine animale. Un costo "nascosto" della carne che pagano tutti i cittadini e che non incide sui prezzi al consumo come ad esempio avviene per altri settori (ad esempio i costi assicurativi delle automobili che incorporano una quota per il servizio sanitario nazionale).
In conclusione, le vere "malattie pericolose per l'uomo" causate dagli animali sono quelle dovute alla produzione e consumo di carne, pesce, latte, latticini e uova: chi ha paura che gli animali portino malattie dovrebbe dunque smettere di mangiarli.
Fonte:
Efsa-Ecdc,
Relazione 2007: l'infezione da Campylobacter si conferma
la zoonosi più diffusa in Europa
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