Un altro passo avanti contro la caccia alle foche

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05/03/2009

Lunedi' scorso il voto schiacciante a favore del divieto di vendita in UE dei prodotti di foca.

Da un articolo della stampa canadese apprendiamo che i cacciatori di foche e i loro amici del governo canadese sono piuttosto arrabbiati, perche' il 2 marzo l'Unione Europea ha fatto un altro passo avanti contro la caccia alle foche. E' stata infatti votata la Direttiva, all'interno della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, che impegna l'UE a mettere al bando tutti i prodotti di foca del Canada. 25 membri hanno votato a favore del bando, solo 7 hanno votato contro. La contropoposta era quella di una semplice etichettatura di questi prodotti, mossa che pero' avrebbe avuto ben poco effetto nel fermare questa caccia sanguinaria.

Negli ultimi 3 anni questo genere di caccia, una delle piu' feroci nel mondo, ha ucciso quasi un milione di foche.

Il rappresentante del Canadian Fur Institute, l'ente dei pellicciai canadesi, ha dichiarato che e' tutta "colpa" delle pressioni animaliste sul Parlamento Europeo, ed e' chiaro che sia scontento, dato che, secondo le previsioni, questo bando fara' perdere ai pellicciai canadesi la meta' dei loro introiti annuali, che sono attualmente di 13 milioni di dollari.

L'industria delle pellicce certo ci guadagna da questo massacro, ma lo stesso non si puo' dire degli assassini di foche che le ammazzano a bastonate: loro sono mantenuti dagli assegni di disoccupazione del loro governo, non dai guadagni della caccia. In cambio dell'uccisione di cuccioli di foca per qualche settimana, i cacciatori possono contare su un sussidio di disoccupazione per il resto dell'anno. Quindi questa gente vive della carita' dei loro concittadini che pagano le tasse, e non intende cercarsi un lavoro vero e onesto.

Le nazioni europee che si sono opposte al bando sono quelle che, a loro volta, sono produttrici di pellicce, tra cui anche di foca, come la Danimarca, la Svezia e la Finlandia. Altre nazioni hanno invece gia' messo al bando questi prodotti nel loro territorio, come l'Olanda e il Belgio, e, extra-Europa, gli Stati Uniti.

Affinche' questo divieto diventi una Direttiva Europea e' ancora necessario il voto del Parlamento in sessione plenaria, che dovrebbe avvenire ad aprile di quest'anno, e successivamente l'approvazione dei singoli governi degli Stati Membri.

Ma per intanto, un altro passo e' stato fatto, e il voto di lunedi' scorso della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha dato una forte spinta all'iter della legge, che verra' cosi' piu' facilmente approvata dall'intero Parlamento.

Fonte:
The Canadian Press, European Union vote could lead to tight ban on Canadian seal products, 3 marzo 2009

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