Presidio al Safari park di Pombia

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01/09/2009

Un presidio con volantinaggio per far capire alle persone che andando allo zoo si contribuisce a far soffrire gli animali.

Testimonianza di Luisa

Spesso le cose improvvisate sono le più soddisfacenti. Passando davanti a un cartellone in Torino che pubblicizza questo ZOO ingrandito, in provincia di Novara, presa dal nervoso mi accordo con un altro attivista della zona di Novara che va a fare un sopralluogo per vedere se il posto si presta a un presidio e detto-fatto, il presidio viente indetto per uno dei giorni più IN dell'estate: ferragosto.

Era la prima volta nella storia che il Safari park veniva contestato e la cosa ha provocato una certa agitazione nella dirigenza del "parco-reclusi" che, basita, è accorsa alla rotonda interrogandosi su che mai avessimo da ridire, visto che gli animali "sono trattati benissimo".

E' evidente che per costoro il "trattare benissimo" comprende l'imprigionare quelle creature, tenerle schiave, farle riprodurre per avere altri schiavi e... lucrare profitti.

Dieci volontari si sono ritrovati, dalle 10 alle 18 , sulla rotonda della SS32 che porta al campo schiavi, muniti di DUE megafoni ma, soprattutto, di grandi striscioni (artigianali finché si vuole, ma l'importante era la scritta).

Una volontaria è arrivata attrezzata di gabbia e si è rinchiusa dentro per far maggiormente capire che nessun animale vuole stare NON libero.

La rotonda obbligava a rallentare tutte le auto che passavano di lì , anche quelle che allo zoo non ci andavano per nulla, ecco perchè il messaggio è stato udito e visto da moltissime persone.

Messaggio che ovviamente comprendeva chiarire che un recinto resta una gabbia, anche se più grande, che gli zoo non sono concepibili in una società evoluta, che gli animali non sono i nostri schiavi, che nessun animale vuole stare in un recinto, e che l'unico modo per far chiudere queste "carceri per innocenti" è non frequentarle e quindi non sponsorizzarle pagando il "biglietto".

Zoo, zooparchi, delfinari, acquari, rettilari, uccelliere DEVONO ESSERE BANDITI, DISERTATI, BOICOTTATI... in altre parole CHIUSI con l'unico strumento AUTENTICO che abbiamo: FARLI FALLIRE.

L'apoteosi del presidio è stata verso le 17 quando, in massa, c'è stata l'uscita dei visitatori. Dovevano rallentare , quasi fermarsi e nessuno può NON aver "capito" che i 17 euro di ingresso avrebbe potuto spenderli ben più utilimente che non lì a insegnare al proprio figlio a ridere davanti ad animali imprigionati.

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