Arriva la terza nave di Sea Shepherd!

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05/01/2010

E' giunta l'ora per la Bob Barker di salvare le balene.

Un'altra nave baleniera è arrivata oggi nell'Oceano del Sud, inaspettata e con tempismo perfetto: la Bob Barker.

La nave antartica arpionatrice da 1.200 tonnellate, costruita in Norvegia, ha raggiunto la flotta baleniera giapponese alle 3 di mercoledì 6 gennaio (ora locale) nell'area della Baia del Commonwealth al largo della Costa di Adelie a 143 gradi e 17 minuti est e 66 gradi e 46 minuti sud. La bandiera norvegese crepitava nella fredda aria antartica, mentre la silhouette della baleniera pareva indicare che la nave fosse stata mandata per sostenere i cacciatori di balene giapponesi.

I giapponesi vanno perdonati per aver pensato che i norvegesi, anche loro pro-caccia, avessero mandato una nave a sostenere la loro attività di caccia illegale nella Riserva delle Balene dell'Oceano del Sud. Ma la loro eccitazione si è trasformata velocemente in delusione non appena la bandiera norvegese è stata ammainata ed è stata innalzata la bandiera nera col teschio bianco, col tridente e il bastone da pastore incrociati, ad annunciare l'arrivo della Bob Barker, l'ultima nave acquisita dalla flotta di Sea Shepherd per la difesa dell'oceano.

Grazie a un contributo di 5 milioni di dollari della star televisiva Bob Barker, la Sea Shepherd Conservation Society ha potuto comprare e riadattare in segreto una ex baleniera norvegese in Africa. La nave, veloce e ben equipaggiata per i ghiacci, è partita senza dare nell'occhio il 18 dicembre, dalle Mauritius, per riunirsi alle altre navi di Sea Shepherd, la Steve Irwin e l'Ady Gil, nell'Oceano del Sud.

Barker ha anche finanziato l'acquisto di un elicottero che accompagnerà le navi. Il velivolo è stato chiamato Nancy Burnet, dal nome della presidente degli United Activists for Animal Rights (Attivisti Uniti per i Diritti Animali), un'altra organizzazione che Barker sostiene. Questo nuovo elicottero parteciperà alle future campagne.

"Sono felice di poter aiutare la Sea Shepherd Conservation Society nella sua missione di fermare la distruzione degli habitat e il massacro degli animali selvatici negli oceani del mondo", ha dichiarato Barker. "Si parla tanto di proteggere i nostri ecosistemi e le specie animali, ma questa è un'organizzazione che traduce le parole in azioni".

Per la prima volta, la Sea Shepherd ha tre navi all'inseguimento della flotta giapponese e ogni nave ha le sue capacità particolari. La Bob Barker, nave veloce e adatta ai ghiacci, prenderà il comando nelle operazioni di attacco alla flotta giapponese e potrà rimanere sul posto per tre mesi pieni senza bisogno di rifornimenti. La Steve Irwin trasporterà l'elicottero e coordinerà le attività di volo, oltre a bloccare le operazioni di carico della Nisshin Maru, la nave-fabbrica. L'Ady Gil, con una velocità pari al doppio di quella delle navi arpionatrici giapponesi, si concentrerà sulle operazioni di intercettazioni delle navi da caccia, per bloccare le loro attività.

L'obiettivo della flotta di Sea Shepherd è di affondare la flotta baleniera giapponese econonimcamente - portare alla bancarotta l'industria baleniera dimezzando il numero di balene che riescono a cacciare e facendo spendere alla flotta baleniera tutto il guadagno annuale.

La campagna quest'anno si chiama Operation Waltzing Matilda, per mostrare la gratitudine di Sea Shepherd agli australiani, per il loro incredibile supporto alle campagne fin dal 2005.

Grazie al generoso sostegno di Bob Barker, la Sea Shepherd Conservation Society ha i mezzi per ottenere un impatto davvero serio sui profitti dell'industria baleniera, quest'anno. Ora più che mai, siamo confidenti che potremo cacciare via i balenieri fuorilegge dalle acque della Riserva Antartica delle Balene.

I balenieri giapponesi stanno scoprendo che il prezzo non è più conveniente per loro. Con Sea Shepherd che dimezza le loro quote, cancellando i loro profitti per il quarto anno di fila, l'industria baleniera, pesantemente finanziata dallo Stato, è ormai finanziariamente alle corde.

"Intendiamo portare alla bancarotta i cacciatori di balene" ha dichiarato il capitano Paul Watson.

I balenieri giapponesi speronano l'Ady Gil - 5 gennaio 2010

Il famoso catamarano sta affondando nell'oceano del sud. Sei membri dell'equipaggio sono stati salvati dalla nave di Sea Shepherd, la Bob Barker.

In un attacco gratuito, senza alcuna provocazione, la nave giapponese dedicata alla security, la Shonan Maru N. 2, ha deliberatamente speronato e causato danni catastrofici al catamarano della Sea Shepherd Ady Gil. Il tutto è stato filmato dall'equipaggio di Sea Shepherd.

I sei membri dell'equipaggio, quattro dalla Nuova Zelanda, uno dall'Australia e uno dai Paesi Bassi, sono stati immediatamente salvati dall'equipaggio della Bob Barker. Nessuno è rimasto ferito.

Si ritiene che l'Ady Gil stia affondando e che le possibilità di salvare la nave siano scarse.

Secondo il testimone oculare, capitano Chuck Swift che si trovava a bordo della Bob Barker, l'attacco è avvenuto mentre la nave era ferma in acqua. La Shonan Maru N. 2 è partita all'improvviso e ha speronato deliberatamente l'Ady Gil, strappando per due metri e mezzo la prua della nave. Secondo il capitano Swift, non sembra possibile salvare la nave.

"I balenieri giapponesi hanno portato questo conflitto a una fase molto violenta" ha dichiarato il capitano Paul Watson. "Se pensano che le altre nostre due navi si ritireranno dalla Riserva delle Balene dell'Oceano del Sud per le loro azioni estremiste, si sbagliano. Ora ci sarà una vera 'guerra delle balene' e non abbiamo intenzione di rititarci".

Il capitano Paul Watson, a bordo della Steve Irwin, si sta affrettando verso l'area, viaggiando a 16 nodi, ma rimangono ancora 500 miglia di viaggio verso nord. La Bob Barker ha sospeso temporaneamente l'inseguimento della Nisshin Maru per salvare l'equipaggio dell'Ady Gil. Le navi giapponesi all'inizio hanno rifiutato di rispondere all'appello di May Day dell'Ady Gil, ma alla fine hanno risposto alla chiamata. Nonostante questo, non hanno offerto aiuto in nessun modo all'Ady Gil o alla Bob Barker.

L'incidente ha avuto luogo a 64 gradi e 3 minuti sud e 143 gradi e 9 minuti est.

Fino a stamattina i giapponesi non sapevano assolutamente nulla dell'esistenza della Bob Barker. Questo nuova nave della flotta di Sea Shepherd ha lasciato le Mauritius, al largo della costa africana, il 18 dicembre ed è riuscita ad avanzare lungo la costa ghiacciata da ovest, mentre i giapponesi erano impegnati a seguire l'avanzata della Steve Irwin da nord.

"Questa è una perdita sostanziosa per la nostra organizzazione" ha dichiarato il capitano Watson. "L'Ady Gil, ex Earthrace, rappresenta una perdita di quasi due milioni di dollari. Tuttavia, la perdita di una sola balena è di importanza maggiore per noi e non perderemo l'Ady Gil invano. Questo colpo semplicemente rafforza la nostra convinzione, non indebolisce il nostro spirito".

La Sea Shepherd Conservation Society sta chiedendo al governo australiano di mandare una nave per riportare la pace nelle acque del Territorio Atlantico Australiano. Abbiamo 77 persone nell'equipaggio di 3 navi, sei delle quali erano sull'Ady Gil. Di queste, 21 sono cittadini australiani: 16 australiani sulla Steve Irwin e cinque sulla Bob Barker. Sea Shepherd ritiene che il governo australiano abbia la responsabilità di proteggere le vite dei cittadini australiani che lavorano per difendere le balene dalle attività illegali dei balenieri giapponesi.

"L'Australia deve mandare una nave quaggiù il più presto possibile, per proteggere sia le balene che i cittadini autraliani che lavorano per difenderle" ha affermato Laura Dakin, di Canberra, capo cuoco sulla Steve Irwin. "Queste sono acque del Territorio Atlantico Australiano e vedo i balenieri giapponesi fare tutto quello che vogliono impunemente, senza che si veda alcuna nave del governo australiano da nessuna parte. Peter Garret, ho una domanda per te: dove diavolo siete?"

Fonte:

Sea Shepherd, The Time is Right for Bob Barker to Rescue the Whales, 5 gennaio 2010

Sea Shepherd, Japanese Whalers Ram Sea Shepherd Ship Ady Gil, 5 gennaio 2010

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