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03/04/2010
Fotografie per mostrare la sofferenza degli animali sfruttati per la produzione di bile.
"E' una camera di tortura, un inferno per gli animali. Si vede benissimo che non si possono letteralmente muovere, non possono alzarsi, non si possono girare, la sola cosa che gli è concessa è di stendere una zampa fuori dalla gabbia per cercare del cibo". Jill Robinson, fondatrice e presidente di "Animals Asia", rilascio' questa dichiarazione oltre 20 anni fa, quando per la prima volta riusci' ad entrare in una delle innumerevoli "fattorie della bile" presenti in Cina e in altri paesi asiatici.
Migliaia di orsi vivono tutta la loro vita imprigionati in queste gabbie con un catetere arrugginito conficcato in addome per estrarre loro la bile che viene usata nella medicina tradizionale cinese e per altri prodotti quali shampoo, dentifrici, bibite. Tutto questo quando oltretutto sono già diffuse delle alternative in alcune erbe e prodotti sintetici...
Della tragica situazione di questi orsi e di queste orrende "fattorie", che malgrado decenni di impegno delle associazioni animaliste tuttura esistono, si parla in una mostra che si tiene ad Alassio, in Liguria, dal 27 marzo al 6 aprile. La mostra dal titolo "Save me from sickening medicine" si articola in un percorso angoscioso fatto di immagini, gabbie vuote, gigantografie e video che denuciano questa insostenibile situazione.
Nel 2000 Animals Asia e' riuscita, dopo anni di contatti e duri negoziati, a firmare un accordo con le autorita' cinesi per il salvataggio di 500 orsi nella provincia di Sichuan, con la prospettiva futura dell'eliminazione di questa vergogna da tutta la Cina.
In questi 10 anni, in Cina sono state chiuse piu' di 400 fattorie della bile, e centinaia di orsi sono stati salvati. In Vietnam, in base ai dati ufficiali vi sono ancora circa 4000 animali detenuti, senza contare la caccia e la detenzione illegale di questi animali che pure sono ora ufficialmente protetti. Le torture degli orsi della Luna quindi continuano ancora oggi in Cina e negli altri paesi limitrofi, magari attraverso tecniche piu' "moderne" quali periodici interventi chirurgici per prelevare la "preziosa" bile, o con l'uso di pompe di uso medico. Tutto chiaramente in modo estremamente approssimativo e in pessime condizioni igieniche, che sono la causa di una mortalita' estremamente elevata. A questo si deve aggiungere il fatto che questi poveri animali sono comunque permanentemente imprigionati in gabbie che potremmo definire di contenzione.
Animals Asia dispone di un centro di recupero nel Sichuan e sta costruendo un rifugio per garantire a questi animali un posto in cui vivere liberi dal terrore e dalla sofferenza. Questi orsi infatti, al termine di un lungo e faticoso percorso di riabilitazione non sono piu' in grado di essere reimmessi in natura e devono vivere in un ambiente protetto.
In questo nuovo rifugio, accanto al lavoro di cura degli animali, si presta molta attenzione all'educazione come strumento per portare ad un radicale cambiamento di mentalita' e quindi alla diffusione di una cultura di protezione degli animali.
Fonti:
Genova Press, Save me from sickening medicine - Il dramma degli orsi della Luna, 25 marzo 2010
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