Cavalieri delle conseguenze

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11/06/2010

Difendendo e onorando il Capitano Pete Bethune ed i principi della Sea Shepherd Conservation Society.

Editoriale del Capitano Paul Watson

Le complicazioni che accompagnano le campagne di Sea Shepherd sono immense. Raramente le cose sono semplici, ed il motivo è dato dalla complessità del portare avanti un'organizzazione internazionale per la conservazione della vita marina che dipende da passione, dedizione e, sfortunatamente, dall'imprevedibilità dei volontari.

Ho sempre sottolineato che il tipo di passione che hanno i volontari è qualcosa che non può essere comprato. Con i professionisti non c'è confronto. Come Sir Ernest Shackleton una volta affermò quando fu criticato per l'inesperienza e la mancanza di professionalità della sua ciurma: "Ho bisogno di uomini pieni di passione che mi portino al Polo, e quel tipo di passione non può essere comprata, può solo essere trovata nella dedizione dei volontari".

Dal 1977, sono stato al timone della Sea Shepherd Conservation Society e durante questo periodo di tempo è stato il mio onore e la mia preoccupazione l'essere accompagnato dalla passione di oltre 4500 volontari. Pochi si sono rivelati carenti, la maggior parte eccellenti e alcuni eccezionali.

Nel difficile compito di organizzare questa passione, devo prendere decisioni pratiche e logistiche, pensate non solo per raggiungere l'obiettivo delle nostre campagne, ma anche per difendere l'integrità e la sopravvivenza della Sea Shepherd come organizzazione.

Ed è stata questa strategia di bilanciamento che ci ha permesso di ottenere il notevole record detenuto dalla Sea Shepherd: nessuna lesione causata, nessuna lesione seria subita, nessuna causa civile e nessuna condanna per reati penali riportata.

La messa in atto di questa strategia ha a volte portato critiche da parte del pubblico, dei media e occasionalmente dal nostro stesso equipaggio e dai sostenitori. Queste sono critiche indipendenti da quelle che riceviamo quotidianamente da una certa parte di pubblico e di media per le strategie e le tattiche delle nostre campagne.

Di recente, Sea Shepherd è stata forzata a prendere una decisione che è stata comprensibilmente impopolare, per alcuni dei nostri sostenitori. Abbiamo dovuto annunciare che il Capitano Pete Bethune non avrebbe più potuto unirsi all'equipaggio al nostro ritorno nell'Oceano Meridionale il prossimo dicembre per difendere le balene.

Questa non è stata una decisione presa alla leggera, è stata necessaria sia per il Capitano Bethune sia per la Sea Shepherd Conservation Society.

Il Capitano Bethune è un vero eroe, non solo per Sea Shepherd, ma per le persone che nel mondo amano le balene e vogliono vedere finita questa brutale e spietata caccia. Ha fatto grossi sacrifici e ha ripetutamente rischiato la sua vita per difendere le balene. Pete non è stato unico tra tutti i volontari in questo, ma per l'Operazione Waltzing Matilda è stato assolutamente eccezionale.

Ma ha anche violato un principio basilare delle nostre regole di ingaggio, per questo non abbiamo altra alternativa se non evitare consentirgli ulteriori partecipazioni a bordo in future campagne.

Il Capitano Bethune aveva già detto alla corte giapponese che non sarebbe tornato e la nostra decisione ha convinto i giudici giapponesi che non avrebbero nulla da temere nel caso lo lasciassero tornare a casa. I giudici sono preoccupati che il Giappone perda la faccia se lo rilasciassero per abbordare una baleniera giapponese nell'Oceano Meridionale ancora una volta. La sola dichiarazione di Bethune sul suo mancato ritorno nell'Oceano Meridionale non era sufficiente a convincere i giudici, ma le sue parole, supportate dalla decisione della Sea Shepherd di non riammetterlo più a bordo in future campagne, allevierà considerevolmente le preoccupazioni dei giudici.

Per la natura delle violazioni contro la policy della Sea Shepherd, non è nei nostri interessi né in quelli del Capitano Bethune entrare nei dettagli. E' sufficiente per noi dire che siamo stati costretti a prendere questa decisione nell'interesse sia del Capitano Bethune che di Sea Shepherd.

Le voci che Sea Shepherd abbia abbandonato Bethune non sono vere. Le ingenti spese legali, che Sea Shepherd sta aiutando a coprire, sono arrivate velocemente a centinaia di migliaia di dollari. Ci siamo impegnati nell'assicurare la miglior difesa legale disponibile per lui in Giappone e continueremo a fornirgliela.

Le accuse che Sea Shepherd, e io stesso nello specifico, abbia ordinato al Capitano Bethune di abbordare la Shonan Maru 2 nell'Oceano Meridionale sono false. Il Capitano Bethune ad un certo punto durante l'interrogatorio, disse alla guardia costiera giapponese che aveva agito sotto miei ordini. Questa accusa è risultata in un mandato di arresto nei miei confronti. Il Capitano Bethune mi mandò una lettera, poche settimane dopo, scusandosi per quanto detto e dicendo che avrebbe ritirato l'affermazione, e cosi ha fatto.

Sfortunatamente, la guardia costiera giapponese non ha ritirato il mandato. Io credo, considerando gli intensi metodi di interrogatorio della guardia costiera, che sia comprensibile il perché Bethune abbia dato loro questa informazione che volevano e abbia detto cose che loro volevano sentirsi dire. Non provo alcun risentimento verso di lui per questo.

Il Capitano Bethune è stato sotto enormi pressioni durante la sua prigionia, con moltissime ore, giorno dopo giorno, di interrogatorio. Sappiamo bene quanto intensi possano essere, perché nel Novembre 2003, il Capitano Alex Cornelissen e il membro dell'equipaggio Allison Lance, sono stati trattenuti senza cauzione, senza un avvocato ed interrogati per diverse settimane prima di essere rilasciati.

E' anche stato abbandonato dal suo governo, un governo che ha vigliaccamente rifiutato di difendere la bandiera Neozelandese e la sua nave Ady Gil ed i diritti di Pete Bethune come cittadino. Il Capitano della Shonan Maru 2 ha deliberatamente speronato e distrutto l'Ady Gil. Questo era il trimarano di Bethune, costruito da lui stesso e con cui aveva stabilito un record mondiale per aver circumnavigato il globo. Nonostante ciò, il governo Neo Zelandese ha rifiutato di interrogare il capitano giapponese sulle sue azioni, praticamente dando il via libera al Giappone per ulteriori azioni violente contro Sea Shepherd la prossima stagione.

Io penso comunque, che la luce per il rilascio di Bethune sia ancora molto lontana all'orizzonte. La corte giapponese molto probabilmente lo giudicherà colpevole. (Dopotutto, in Giappone c'è un tasso di condanna del 98%, che è già abbastanza alto per chiedersi perché mai servano gli avvocati in uno stato del genere, per di più estremamente costosi!)

Sea Shepherd è concentrata nel tirar fuori di prigione il Capitano Bethune il prima possibile, dove viene tenuto come fosse un prigioniero di guerra, per farlo riunire con la sua famiglia, in Nuova Zelanda. Noi crediamo di aver fatto tutto il possibile per raggiungere questo obbiettivo.

Crediamo di aver preso la decisione migliore per proteggere sia Bethune che la nostra associazione. Sappiamo bene che non tutti concorderanno con la nostra decisione, ma chiunque non sia d'accordo non dovrà gestirne le conseguenze. Quelle sono nostre, e a volte non importa neanche quale decisione prendiamo, dato che conseguenze negative possono arrivare comunque.

Al momento, Sea Shepherd è concentrata nel liberare Pete Bethune, nel bloccare i pescatori fuorilegge di tonni nel Mediterraneo, nell'opporsi al massacro dei delfini a Taiji, Giappone, nell'aiutare a proteggere le Galapagos, nel dedicarsi al disastro ecologico causato dalla perdita di petrolio nel golfo del Messico, nel proteggere gli squali dell'America Latina, ed iniziare gli incredibilmente difficili ed intesi sforzi per organizzare l'operazione No Compromise, il nostro settimo ritorno nell'Oceano Meridionale per difendere le balene del Santuario Antartico.

Le azioni del capitano Bethune e quelle dell'equipaggio di Sea Shepherd hanno salvato la vita di 528 balene. E' stata una campagna estremamente soddisfacente, e quelle balene continuano a nuotare libere nell'Oceano Meridionale come risultato dei nostri sforzi.

Ottanta uomini e donne da diciotto differenti nazioni, hanno trascorso quasi 4 mesi in mare, su tre diverse navi sotto il comando di tre diversi capitani, tutti loro hanno corso grossi rischi e hanno dedicato con altruismo il loro tempo alla causa. Abbiamo perso un'imbarcazione, l'Ady Gil, subìto danni alla Bob Barker ed il Capitano Bethune è stato preso prigioniero dallo stesso spietato baleniere che distrusse la sua nave e quasi uccise il suo equipaggio, un baleniere che non è stato processato per i suoi crimini, mentre la sua vittima viene perseguita in Giappone per aver osato affrontare il suo aggressore.

Ci aspettiamo che il conflitto si inasprisca sempre più nella stagione 2010/2011, e ci dobbiamo anche aspettare che altri membri di Sea Shepherd possano venir presi prigionieri o venir feriti. Ma quando diciamo che siamo disposti a dare le nostre vite per salvare quelle delle balene, non lo facciamo tanto per dire.

Bethune, come altri membri di Sea Shepherd prima di lui, è stato fatto prigioniero. Non è la prima volta che ci succede una cosa simile, ne sarà l'ultima. Questo è un gioco pericoloso, fatto con chi spietatamente saccheggia la vita degli oceani.

Bethune mi disse che era preparato alle conseguenze quando prese la sua decisione di abbordare la baleniera giapponese, ed io credo che si sia comportato mirabilmente e sia stato costante nella sua convinzione nel difendere le balene nel santuario dell'Oceano Meridionale dai bracconieri giapponesi. E' un guerriero delle balene straordinario ed un vero eroe che si è guadagnato un posto nella storia della protezione dell'ambiente e degli animali, per il suo impegno, il suo coraggio e il suo sacrificio.

Fonte:
Sea Shepherd, Knights of Consequences, 9 giugno 2010

Traduzione a cura di Daniele Capuccini per Sea Shepherd Italia

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