Settimo giorno di pattugliamento nel Mediterraneo

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15/06/2010

Operazione Blue Rage: dentro la linea della morte nel golfo della Sirte.

Lunedì 14 Giugno 2010
Punto nave: Golfo della Sirte, a largo delle coste libiche.
Report del capitano Paul Watson.

Siamo nel golfo della Sirte, al largo delle coste libiche, da più di 24 ore. Abbiamo avvistato 2 pescherecci con reti a circuizione legalmente registrati, uno trainante una gabbia vuota, e l'altro in movimento ma non in attività di pesca.

Mentre continuiamo a pattugliare, il mare è diventato come vetro e l'aria calda e umida.

Abbiamo esaminato una vasta porzione dell'area e sembra che le attività di pesca stiano decisamente diminuendo. Questo può essere attribuito ad un aumento di controlli da parte delle autorità marittime od a una insolità scarsità di tonni rossi in queste acque.

Il nostro pilota dell'elicottero, Chris Aultman, ha intrapreso due voli di perlustrazione, che ha eseguito con un misto di trepidazione ed eccitazione. Ci ha fatto notare che è il primo pilota americano in un elicottero americano ad avventurarsi sul golfo della Sirte, passando attraverso la famigerata "linea della morte" di Gheddafi.

Sebbene non abbiamo trovato nessun bracconiere oggi, siamo comunque riusciti a salvare una vita. Ci siamo imbattuti in una tartaruga verde in superficie, che aveva la coda intrappolata in una grossa e pesante busta di plastica. Due membri dell'equipaggio si sono immersi ed hanno salvato l'animale, che stanco ma illeso è tornato a nuotare libero. I due hanno poi portato a bordo il sacco, un pesante bustone che faceva da contenitore per cemento proveniente dalla Turchia.

Ieri gli attivisti di Greenpeace a bordo dell'Arctic Sunrise, hanno tentato di aprire una gabbia per tonni, a circa 22 miglia a sud di Malta. La marina maltese è però riuscita ad impedirgli di liberare i pesci. Malta ha dichiarato che effettuerà azioni legali contro Greenpeace per l'incidente.

Le missioni di Greenpeace e di Sea Shepherd sono molto diverse. Greenpeace protesta contro le attività dei pescherecci che operano legalmente, mentre Sea Shepherd è impegnata nella più difficile ricerca di attività illegali di bracconieri di tonni senza regole e senza licenza.

Non ci dovrebbero proprio essere flotte pescherecce legalizzate, e se non fossero lucrative quanto sono, i tonni rossi sarebbero ora completamente protetti come specie a rischio estinzione. Ma quando si arriva a prezzi tra i 75.000 ed i 150.000 dollari anche per un singolo pesce, i tonni avranno con i giorni contati, a meno che a questi incredibili predatori acquatici non sia data totale protezione.

E' incredibilmente frustrante vedere tutte queste gabbie "in regola", ma è assolutamente inutile provare ad aprirle per liberare gli animali catturati, perché sono sotto protezione militare ed ogni tentativo puo' essere solo simbolico ed infruttuoso. E' per questo che siamo concentrati nel cercare i pescatori di tonni fuorilegge, possiamo contrastare i pescatori, ma non le armi dei militari, e non abbiamo interesse a catturare prime pagine. Il nostro interesse è catturare bracconieri.

Comunque, credo fortemente che la presenza sia di Greenpeace che di Sea Shepherd quest'anno abbia motivato le nazioni europee ad essere molto più vigili nel far rispettare le regole, più di ogni altro anno precedente. Quindi, se non altro, questo è servito a ridurre l'illegalità da parte delle flotte con licenza.

Fonte:
Sea Shepherd, Operation Blue Rage: Inside the Line of Death in the Gulf of Sidra, 14 giugno 2010

Traduzione a cura di Daniele Capuccini per Sea Shepherd Italia

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