Sea Shepherd e Greenpeace nel Mediterraneo

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21/06/2010

Da qualche parte, oltre l'arcobaleno, i tonni rossi nuotano in libertà!

Operazione Blue Rage: undicesimo giorno di pattugliamento nel Mediterraneo
Venerdì 18 giugno 2010
punto nave: al largo della costa libica

Relazione del Capitano Paul Watson della Steve Irwin

L'alba, resa opaca dalla sabbia sottile che i venti portano dal deserto del Sahara, ci ha visti senza alcun inseguimento da parte della marina libica o di quella maltese, e dunque abbiamo continuato il nostro pattugliamento.

Abbiamo incontrato la nave di Greenpeace, la Arctic Sunrise, che faceva rotta verso sud, in direzione delle coordinate della gabbia che abbiamo svuotato ieri. Abbiamo cambiato rotta per intercettarli, con l'intenzione di comunicare con loro, ma la loro nave ha invertito la rotta e si è allontanata da noi a tutta velocità. Li abbiamo seguiti e siamo riusciti a raggiungerli verso le 16.30.

E' stata in effetti una bella esperienza avere le due navi vicine, e, mentre eravamo in fase di avvicinamento verso la loro imbarcazione, un branco di delfini è apparso ed ha iniziato a nuotare nelle onde sollevate dalla prua sia della nave di Sea Shepherd, la Steve Irwin, che della nave di Greenpeace, la Arctic Sunrise. Il mio amico e co-fondatore di Greenpeace, il fu Bob Hunter, avrebbe di certo interpretato questo come un segno, un invito a lavorare insieme.

La Arctic Sunrise ci ha contattato via radio e ci ha chiesto quali erano le nostre intenzioni, e noi abbiamo risposto che stavamo semplicemente cogliendo l'opportunità di scattare delle fotografie e, a proposito, che cosa ne pensavano di unirsi a noi e salvare i pesci?

"Arctic Sunrise, qui è la Steve Irwin. Abbiamo individuato una gabbia contenente circa 800 pesci catturati illegalmente, e questa sarà una meravigliosa opportunità di lavorare insieme, per le nostre due associazioni" ha detto il Primo Ufficiale della Steve Irwin, Locky MacLean.

Dopo un momento di esitazione, Joel Stewart, il Capitano della Arctic Sunrise ha risposto via radio, dicendo semplicemente: "Negativo".

"OK" ha detto Locky "Arctic Sunrise, grazie per l'opportunità di realizzare delle fotografie, buona giornata. Noi andiamo a salvare dei pesci".

Era evidente che la Arctic Sunrise non voleva una foto scattata dall'alto che ritraesse le nostre due navi l'una accanto all'altra, dunque hanno iniziato a descrivere cerchi per rendere impossibile ottenere tale immagine. Ad ogni modo, la velocità superiore della Steve Irwin ci ha permesso di ottenere la foto, dopodiché ci siamo allontanati.

In realtà sono davvero felice di vedere le navi di Greenpeace nel Mediterraneo. Negli ultimi due anni non erano venute qui ma, quando l'associazione ha saputo che Sea Shepherd sarebbe venuta a difendere il tonno rosso, ha mobilizzato la Arctic Sunrise e la Rainbow Warrior. Hanno fatto un paio di tentativi, che sono falliti, di liberare degli animali, hanno perso due dei loro costosi gommoni, e un membro del loro equipaggio è stato gravemente ferito, quindi non ci sono dubbi che stiano compiendo un serio sforzo per portare all'attenzione del pubblico questa minaccia alla sopravvivenza del tonno rosso.

Vorremmo che prendessero in considerazione l'idea di tornare anche nell'Oceano Australe per difendere le balene insieme a noi, ma molte cose sono cambiate per Greenpeace nel corso degli anni e il fuoco dell'ispirazione, che un tempo motivava i miei colleghi e me quando abbiamo fondato Greenpeace quarant'anni fa, si è notevolmente raffreddato.

Ma devo dire che, mentre guardavo la Arctic Sunrise con i delfini che nuotavano tra la nostra prua e la loro, ho sentito un fremito d'orgoglio, quale padre fondatore di Greenpeace. So che a Robert Hunter questa scena sarebbe piaciuta moltissimo, e so cosa avrebbe detto se l'avesse vista: "Vedi, Paul, i delfini hanno riconosciuto tutte e due le navi e il fatto che non un solo delfino sia stato avvistato per una settimana, e all'improvviso, quando le due navi si avvicinano, appaiono davanti alla nostra prua, ecco, quei deliziosi Buddha senza braccia sono più saggi di noi, e sembra che noi non ascoltiamo mai".

E così ci siamo diretti di nuovo a sud verso acque libiche, lasciando la Arctic Sunrise nella nostra scia. Davvero, è un peccato. Insieme, Greenpeace e Sea Shephed potrebbero essere una potenza degli oceani, insieme potremmo rappresentare una forza più intensa con cui fare i conti.

Mentre procedevamo verso sud, ho collegato il mio iPod e ho suonato "Somewhere over the rainbow" come tributo a Robert Hunter, e a tutti i miei vecchi compagni di nave in Greenpeace, e mi sono meravigliato nel pensare a tutto quello che abbiamo raggiunto dal giorno in cui Bob e io bloccammo quell'arpione sovietico con i nostri corpi nel giugno del 1975, nelle fredde acque del Pacifico settentrionale. Da allora, così tante cose sono accadute, sia positive sia negative, ma, fatto più importante di tutti, alcuni tra noi non hanno mai perso quel sogno che ognuno ha dentro di sé, e questo è il potere di cambiare il mondo. Tutto quello che dobbiamo fare è osare nel fare la differenza, e capire che a volte occorre fare l'impossibile al fine di ottenere il possibile.

Fonte:
Sea Shepherd, Somewhere Over the Rainbow, Bluefin Swim Free!, 18 giugno 2010

Traduzione a cura di Barbara Abatti per Sea Shepherd Italia

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