Chi ama gli animali non li clona

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01/06/2008

Una nuova frontiera dello sfruttamento degli animali d'affezione: la clonazione.

La clonazione di cani e gatti e' una tragica, oscena storia che dura da almeno 7-8 anni. Un misto di follia tecnologica, business truffaldino, speculazione sui sentimenti altrui e tanta sofferenza per gli animali.

Clonazione e violenza sugli animali

Il processo di clonazione consiste nel raccogliere delle cellule del donatore (tramite una biopsia) da cui si estrae il DNA che poi viene inserito in ovociti prelevati da animali della stessa specie. Questi vengono poi impiantati in madri surrogate nelle quali viene indotto il ciclo riproduttivo attraverso una massiccia sommnistrazione di ormoni. L'animale che nasce, quasi sempre per parto cesareo, avra' i tratti genetici del donatore e di quello da cui e' stato prelevato l'ovocita.

Ma quanti animali nascono in questo modo? Sulla base di quanto e' stato pubblicato, il tasso di fallimento e' del 99.6% o, se si preferisce, solo lo 0.4% degli embrioni impiantati diventa un cucciolo e sopravvive oltre i 30 giorni. Questo vuol dire che per ottenere un animale clonato, servono in media 250 tentativi, vale a dire, per un cucciolo che nasce sano, 249 cuccioli nascono sofferenti e muoiono poco dopo, o vengono uccisi, o nascono morti, e in diversi casi la madre "ospitante" puo' subire gravi conseguenze.

In piu', questi animali non sono nemmeno protetti dalle gia' minime regole che governano i laboratori di vivisezione: infatti, e legalmente, in America questi laboratori sono al di fuori del "Animal Welfare Act", e in Sud Corea, altro paese in cui si fanno questi esperimenti, e' peggio ancora.

Chi clona e' anche colpevole di truffa

In questo "business" sono coinvolte anche delle universita' che motivano questo genere di ricerche per possibili applicazioni in campo umano (...quali?) o per la salvaguardia delle specie in via di estinzione... le aziende private invece si danno come "mission" quella di venire incontro alle persone (molto danarose) che vorrebbro un clone del loro cane o del loro gatto nell'illusione di poter cosi' superare il dolore della perdita.

Volere un animale "come l'altro" e' un desiderio del tutto umano e normale, e lo sa bene chi si occupa di adozioni e sente ogni giorno richieste del genere. Questi pseudo-scienzati e autentici truffatori sfruttano il dolore delle persone offrendo loro il mito dell'animale copia. Ben sapendo di ingannare il prossimo sul piano dei sentimenti, prima ancora che su quello del portafoglio, e non curandosi certo della sorte delle migliaia di animali che vengono sacrificate per questo sporco affare.

Ma di certo la colpa e' anche delle persone che chiedono la clonazione del proprio animale: non ci si puo' sempre nascondere dietro l'ignoranza, e prima di prendere una decisione del genere bisogna per lo meno informarsi su che cosa questa pratica implica. Una volta chiaro che questo significa violenza sugli animali, sofferenza, e morte, nessuna persona che "ami gli animali" potrebbe mai decidere di voler clonare il suo animale defunto.

Ma c'e' di peggio...

Bisogna pero' ricordare che questo dei pet e' un mercato "di nicchia" e che il grosso affare della clonazione e della manipolazione genetica degli animali interessa la zootecnia per la clonazione dei riproduttori (maschi utilizzati per il seme) e la "ricerca bio-medica". Due sono i campi principali in cui si usano queste tecniche: nella "produzione" di roditori geneticamente modificati per essere portattori di specifiche patologie, e nella creazione di animali transgenici (specialmente maiali) per la ricerca sugli xenotrapianti.

Fonte:
HSUS e AAVS, Buyers beware: Pet cloning is not for per lovers, 22 maggio 2008

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