Attivismo animalista in Cina

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09/08/2008

Si fa strada a fatica anche li'. Ma le olimpiadi non aiutano.

Qin Xiaona e' una sessantaduenne giornalista in pensione che a Pechino si occupa di gatti randagi. Come presidente di una associazione locale stima che solo nella capitale cinese ci siano oltre 200.000 gatti randagi e l'associazione ha cominciato il lavoro di sterilizzazione, vaccinazione e recupero di questi animali. Stanno cercando di convincere i responsabili sanitari della loro circoscrizione che e' molto piu' conveniente ed ecologicamente sostenibile utilizzare i gatti randagi per il controllo dei topi, piuttosto che spargere ogni anno oltre 15 tonnellate di veleno nella sola capitale.

Quando il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto Pechino come sede per le Olimpiadi, in molti hanno pensato che cio' potesse dare impulso e visibilita' al nascente movimento animalista. Purtroppo non e' stato cosi', ma, al contrario, questo e' stato solo un danno per gli animali, perche' le autorita' hanno colto l'occasione per "ripulire" la citta' dai randagi, in modi sempre cruenti. Anche ora che siamo all'apertura ufficiale dei giochi, si susseguono vergognosi episodi di crudelta', come il caso di un gruppo di gatti, gia' sterilizzati e vaccinati e ciononostante murati vivi in un seminterrato, per pretestuose ragioni di "igiene pubblica".

La situazione degli animali in Cina e' drammatica - basti ricordare le pellicce, gli orsi utilizzati per la bile, la medicina tradizionale che fa uso di parti di animali uccisi, i combattimenti di cavalli, e tanti altri casi di incredibili abusi e violenza quotidiana sugli animali - ma e' bene mettere in luce che anche li' ci sono dei gruppi animalisti che stanno lottando per cambiare una mentalita' e una cultura che non ha nessuna considerazione ne' compassione per gli animali.

Una della battaglie che stanno conducendo gli attivisti del CAPN (Chinese Animal Protection Network), un gruppo che conta oltre duemila simpatizzanti, e' quella contro il consumo di carne di cane e gatto. Da un resoconto della loro attivita' nel 2007 apprendiamo che nella sola provincia del GuangDong vengono macellati oltre 10.000 gatti ogni giorno. Quando nel 2004 e' partito questo progetto, mancava del tutto la coscienza che il "mangiare cani e gatti" fosse qualcosa di negativo, e questo anche da parte di gruppi che pure si occupavano di randagi! Nella loro mentalita' proteggere i gatti... e poi mangiarne altri erano considerati appartenenti a dimensioni diverse.

Non c'e' tanto da indignarsi, perche' anche da noi si mangiano cavalli, asini e i conigli che pure sono animali "da compagnia", e anche da noi ci sono persone che si impegnano in canili e gattili e poi mangiano mucche e maiali che sono animali altrettanto degni di rispetto dei cani e dei gatti per cui loro stesse si prodigano ogni giorno. Le due dimensioni: quella degli animali-cose che si possono far soffrire negli allevamenti e massacrare, e quella degli animali-compagni di vita, non sono una prerogativa di questo o quel popolo, di questa o quella cultura, ma una schizofrenia trasversale a tutta la popolazione umana.

Questi attivisti lavorano lanciando petizioni, organizzando presidi e manifestazioni, distribuendo volantini. Organizzano eventi in cui vanno a parlare con gli studenti nelle universita', e nei mercati dove si vendono cani, gatti e altri animali vivi per essere uccisi e mangiati. Questi eventi hanno in genere un buon successo, e registrano una risposta positiva da parte delle persone, e tante volte ottengono spazio sui media locali e nazionali.

La signora Qin, che peraltro non si limita alla cura dei randagi ma combatte contro le tante crudelta' nei confronti degli animali, non e' sicuramente sola. Ma in Cina, come in Italia e dappertutto, servono tante persone che impegnino il loro tempo, le loro energie e la loro intelligenza per gli animali.

Fonti:

CNN, An animal lover's Olympic nightmare, 4 agosto 2008
CAPN, Chinese Animal Protection Network: Our Work against Consumption of Cat and Dog Meat in China 2007

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