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21/08/2009
Una vergognosa "tradizione" basata sulla prigionia di piccoli volatili che dovrebbero invece volare liberi...
Testimonianza di Massimo e Daniela
Domenica 16 agosto, alle nove del mattino, una trentina di attivisti animalisti friulani e veneti si sono dati appuntamento in Piazza del Popolo a Sacile per manifestare contro la tristemente nota Sagra dei Osei. Piazza Del Popolo rappresenta il cuore pulsante di questa manifestazione, incentrata sull'esposizione e sul mercato di uccelli canori, che ha raggiunto la 736esima edizione: figura perciò tra le più antiche sagre popolari d’Italia. Con il suo concorso canoro e con la presenza di migliaia di uccelli, rappresenta (purtroppo) la più importante manifestazione avicola europea.
Manifestare a una sagra come questa, sotto un sole cocente (e se ci siamo "rosolati" noi, immaginate tutti quei poveri animali) è senz'altro impegnativo e richiede determinazione e una buona dose di pazienza: l'evento è strenuamente difeso dagli abitanti del luogo, che non riescono a farsi una ragione delle motivazioni che ci spingono a contestarlo.
Loro ne vanno fieri, guai a toccarglielo. La nostra presenza suscita curiosità ma soprattutto fastidio; ci sono cacciatori, allevatori, simpatizzanti di questa "sana" tradizione di sopraffazione e violenza che ci scrutano, ci invitano, con la pacatezza e l'educazione che li contraddistingue, ad andare a lavorare... qualcuno promette di riempirci di botte (prontamente allontanato dalle forze dell'ordine), c'è anche chi si avvicina e tenta di toglierci dalle mani il megafono. E' evidente che gli brucia non poco che gli animalisti siano in mezzo a loro a manifestare, rovinandogli la festa.
Il volantinaggio è abbondante e riesce bene (1300 volantini distribuiti in poche ore); più di qualche avventore ci avvicina per farci i complimenti e darci il suo sostegno. Il nostri cartelloni attirano l'attenzione di diverse persone, che si fermano a leggere, in alcuni casi chiedendo informazioni. La stampa locale e Rai Tre sono presenti e raccolgono le testimonianze di alcuni di noi, mentre il presidio va avanti.
Nel frattempo sono anche all'opera un avvocato e due medici veterinari che, con certosina pazienza, stanno facendo sopralluoghi presso i vari stand espositivi, allo scopo di segnalare eventuali casi di maltrattamento. E di materiale su cui lavorare ce n'è in abbondanza, come si può immaginare e come si può vedere da questo breve filmato:
In Piazza del Popolo ha inizio la premiazione della gara di canto degli uccelli (che si è svolta nelle prime ore del mattino). Sono presenti le Autorità locali. In sottofondo i nostri fischi. Il clou della sagra ha termine e la nostra azione di disturbo è decisamente riuscita.
Sono le 12.30 e lasciamo la sagra. Soddisfazione per quanto fatto, anche se il nostro cuore resta lì, assieme alle centinaia di uccelli che continueranno a vivere condannati a guardare il mondo da una gabbia. Animali non umani a cui è stato negato il fondamentale diritto a una vita degna di tale nome. Finché ci sarà questa assurda sagra noi saremo lì, a manifestare la nostra indignazione per questa "tradizione", copertina patinata dietro cui si cela un mercato molto vasto, un giro economico che si basa sulla "carcerazione" di piccoli esseri senzienti.
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questo presidio: attivisti giunti da Padova, Udine, Trieste e Pordenone.
Grazie infinite anche alle decine e decine di mail di protesta che tante persone hanno mandato, che hanno letteralmente "intasato" la casella di posta elettronica della Pro Sacile e dei giornali!
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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."
La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.