Il rispetto per l'ambiente inizia a tavola

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03/07/2010

Resoconto di un convegno con la partecipazione di Jeremy Rifkin.

Si è tenuto martedì 29 giugno il convegno "Alimentazione e ambiente: sano per te, sostenibile per il pianeta" presso il museo della Scienza e della Tecnica di Milano, organizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition, un centro di ricerca nato in seno alla multinazionale della pasta, che si occupa, mediante un comitato scientifico, dei temi legati alla nutrizione e all'ecologia della nutrizione.

Ne hanno discusso il presidente del Global Footprint Network, Mathis Wackernagel, l'economista presso il Magdalen College dell'Università di Oxford Andrea Boltho, Jeremy Rifkin (in videoconferenza) economista dell'University of Pennsylvania, la direttrice del Climate Policy Initiative di Venezia Barbara Buchner, il chirurgo e scienziato dell'Università di Miami Camillo Ricordi, il direttore scientifico WWF Italia Gianfranco Bologna e il direttore generale del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini, introdotti da Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo Barilla.

I relatori Jeremy Rifkin e Andrea Boltho sono giunti, tra l'altro, alla conclusione che per modificare i comportamenti dei consumatori, e quindi ridurre il consumo di carne, sia assolutamente necessario intervenire fiscalmente, tassando il consumo di carne. E' molto probabile, infatti, che questa misura nel medio periodo modifichi le preferenze di acquisto diminuendo così i consumi così com'è successo storicamente con altri beni di consumo (tenendo conto che qui non parliamo neppure di beni di consumo ma di esseri senzienti).

E' difficile infatti, guardando ai comportamenti dei consumatori nel passato, che il comportamento dei consumatori cambi solo in seguito ad una seppure valida informazione: è necessario quindi indurre un comportamento senza aspettarsi che si crei spontaneamente. I due hanno ribadito che i sussidi europei all'industria dell'allevamento sono, riportando le testuali parole di Boltho, "un esempio osceno", e cioè meccanismi di un sistema, visto in prospettiva, completamente fallimentare. Il denaro speso per ogni mucca da latte all'anno nell'UE, per esempio, è più o meno equivalente al reddito annuale di un africano sub-sahariano medio: uno spreco assolutamente vergognoso.

Tutti d'accordo nello stabilire che il singolo ha, a tavola, una responsabilità cruciale e che ogni comportamento lascia un' "impronta ecologica" spesso indelebile. Non meno gravi le responsabilità dei Governi che, nonostante le voci sempre più allarmate della comunità scientifica, rimangono con le mani in mano oppure si danno obiettivi a cui non danno alcun seguito concreto, negli Stati Uniti così come in Europa.

Paventando lo stile alimentare americano come modello di nutrizione dilagante e in largo aumento, i vari relatori hanno indicato come adatta la dieta mediterranea, quella basata su cereali e legumi e caratterizzata da un consumo di carne occasionale. La dieta nordamericana produce infatti più del doppio di CO2 rispetto alla dieta mediterranea ed è nutrizionalmente dannosa.

Un altro interessante punto emerso è il "Modello della doppia piramide alimentare-ambientale", un' idea messa a punto da Barbara Buchner, direttrice del Climate Policy Initiative di Venezia, che accosta la già nota piramide alimentare alla nuova piramide ambientale.

Le due piramidi corroborano un'unica tesi, vista da due punti di vista diversi, salutista e ambientale: lo stesso ridotto consumo di carne che è consigliato per motivi salutistici è pure fortemente raccomandato in base a valutazioni ambientali. Infatti, gli alimenti che devono essere consumati in quantità ridotta per la nostra salute sono gli stessi con un impatto ambientale molto elevato. Quindi è doppiamente un bene ridurre il loro consumo.

Al termine del convegno è stato lanciato anche il "Manifesto per un'alimentazione sostenibile", che ha l'obiettivo di promuovere un nuovo stile di vita sano per il futuro nostro e del mondo, e invita a essere partecipi di questo cambiamento a partire dalle scelte alimentari.

Durante la tavola rotonda c'era la possibilità di porre varie domande: ho scelto di chiedere cosa ne pensassero dell'alimentazione vegana anche alla luce della recente raccomandazione da parte delle Nazioni Unite di passare ad un'alimentazione a base vegetale. Mi ha risposto il dott. Ricordi, medico dell'Università di Miami, dicendo che, "seppure non sempre condivisibili, le diete vegane sono validissime e sono molto protettive per molti tipi di tumore".

Chiaramente, noi sappiamo che oltre all'osservazione positiva per la salute, la dieta vegan è invece sempre condivisibile, perché evita l'uccisione di animali e ha un impatto sull'ambiente molto minore di qualsiasi altro genere di alimentazione.

Per approfondimenti, per vedere il video dell'evento e le presentazioni dei relatori, si può far riferimento alla pagina:
Alimentazione e ambiente: sano per te, sostenibile per il pianeta

Articolo a cura di Francesca Fugazzi

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