Perle di ignoranza sui social network

05/11/2019

di Marina Berati

Di perle di saggezza se ne trovano poche, con quelle di ignoranza potremmo costruirci collane che si allungano all'infinito. Forse vale per tutti gli argomenti, ma il tema in cui non sopportiamo proprio di leggerle è quello degli allevamenti. Perché ci va di mezzo la vita degli animali. Come rispondere, quando ci troviamo davanti queste perle? E soprattutto: quando vale la pena farlo?

Per spiegarlo, vi riporto tre esempi, tre situazioni in cui mi sono trovata negli ultimi giorni. Situazioni diverse, per le quali c'è stato bisogno di reazioni diverse. Ma prima di reagire, cerchiamo di applicare - sempre - il classico e saggio consiglio del contare fino a dieci: rispondere di getto è sempre da evitare, perché scriveremmo con rabbia e faremmo danni o perderemmo il nostro tempo.

I social network ci danno la possibilità di informare, ma ci caricano anche del fardello di sostenere discussioni inutili o dannose. Scegliamo con cura quando vale la pena rispondere e quando troncare. Farsi trascinare significa perdere del tempo che potremmo usare in modo più proficuo per fare il bene degli animali.

Esempio 1: Affermazione assurda, ma non in cattiva fede. Rispondiamo e spieghiamo.

L'obiezione era una di quelle tipiche: "Ma se gli animali degli allevamenti non venissero più macellati riempirebbero la Terra!".

Cerco di valutare. Vedo che è solo mancanza di riflessione, che non c'è volontà di provocare, né arroganza, anzi, dietro a questo si nasconde un po' di interesse. Allora, dai, rispondo, spiegando che: gli animali d'allevamento sono fatti nascere apposta (ingravidando le femmine in modo artificiale), non si riproducono da soli. Quindi semplicemente, man mano che si consuma meno carne si fanno nascere meno animali. Non c'è proprio alcun pericolo che improvvisamente gli animali invadano la Terra allo stato brado.

Una risorsa utile per domande di questo tipo: sono le FAQ vegan già pronte, che rispondono alle domande più frequenti che tendono a infastidirci di più. Consulta le FAQ vegan - risposte per ogni quesito e tienile a portata di mano!

Esempio 2: Una discussione interminabile in cui l'interlocutore è particolarmente ostinato. Pensiamo agli altri che leggono, ma valutiamo quando fermarci.

Un scambio di messaggi su Facebook iniziato in modo tranquillo, ma che andava avanti a oltranza, con argomentazioni sempre più assurde: l'interlocutore un po' non capiva, un po' sollevava obiezioni sempre nuove (per lui: vecchie e lette 1000 volte per noi). Anche questo è un caso tipico. Suggerimento: pensiamo agli altri, non a lui.

Pensiamo agli altri che ci leggono, non alla persona con cui discutiamo, che magari ha suoi pregiudizi da cui non potremo smuoverla. Segnaliamo video, siti informativi, dati, in modo che almeno gli altri li vedano.

Ma stiamo attenti a capire quando non vale più la pena continuare: in quel momento smettiamo, senza farci prendere dalla frenesia di rispondere per spiegare le nostre ragioni a tutti i costi. Possiamo fare qualcosa di più utile, in quel tempo.

Esempio 3: Chi nega l'evidenza con atteggiamento ignorante e prepotente. Tolleranza zero: cancelliamo.

Quando l'ignoranza si unisce all'arroganza, si leggono perle di questo tipo: "Che senza allevamenti ci sia un impatto minore sull'ambiente è una stupidaggine colossale che vi siete inventati voi!".

Più che infiammarsi, viene da compatire questa persona. Possiamo star certi che su di lei non farà breccia il citare fior di studi scientifici sul tema, prese di posizione di organizzazioni internazionali, dati pubblicati in continuazione su ogni genere di media.

Non è tanto l'ignoranza, il problema - tutti noi siamo ignoranti sulla maggior parte degli argomenti - o l'ottusità, ma è la supponenza che si accompagna a certe domande o "sentenze", a volte unita all'aggressività verbale: come se loro sapessero come stanno le cose, e fossimo noi gli stupidi o i bugiardi.

Quando un commento simile appare sul nostro profilo o su una pagina che gestiamo, cancelliamolo senza pietà. Tolleranza zero per la maleducazione e l'arroganza.

E' vero che in Facebook e altri social vige la prepotenza e vince chi urla di più, anche se dice cose stupide. Ma non dobbiamo per forza adeguarci. Non è un diritto quello di fare i prepotenti e scrivere stupidaggini dannose sugli spazi altrui, mentre è un diritto difendere il nostro spazio e il nostro tempo.

Il messaggio da portare a casa

Sfrutta le vegan FAQ.

Cancella senza remore quando vedi maleducazione e arroganza.

Quando l'interlocutore è ottuso scrivi per gli altri che leggono e non per lui.

E infine... vattene prima che diventi una perdita di tempo colossale. Non pensarci più per qualche giorno, poi passa!

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