Il pollo distrugge la foresta come la bistecca: nuova investigazione

18/02/2021

Tempo di lettura: 6 minuti

E' noto ormai da decenni che la causa principale di deforestazione dell'Amazzonia è l'allevamento di animali per la produzione ed esportazione di carne, soprattutto bovina.

Ma chi crede di salvare la foresta pluviale mangiando pollo, sbaglia di grosso. Lo conferma un'investigazione di pochi mesi fa svolta da alcune organizzazioni inglesi: hanno scoperto che le più grandi catene di ristoranti e fast food vendono la carne di polli nutriti a soia, coltivata nelle foreste brasiliane disboscate [1].

Questa volta non si parla di Amazzonia, ma del Cerrado, una vasta area in cui vivono il 5% delle piante e degli animali del mondo. Presto dovremo dire "vivevano", perché oltre 800 km quadrati sono già stati distrutti per far spazio a coltivazioni di mangimi e ad allevamenti e dal 2015 sono stati appiccati oltre 12 mila incendi.

Che la carne di pollo sia legata a questa distruzione ce lo dicono i numeri:

  1. l'80% della soia prodotta nel mondo viene da Argentina, Brasile e Stati Uniti e le prime due nazioni sono sottoposte a pesante deforestazione.

  2. Quasi tutta la soia prodotta nel mondo viene usata come mangime per gli animali d'allevamento: bovini, polli, maiali. Ma soprattutto polli: la soia costituisce un quarto della dieta dei polli allevati [2].

Non è certo il tofu che fa disboscare la foresta, ma la carne: la soia coltivata in Brasile è usata per i mangimi degli animali, non per il consumo umano.

La finta sostenibilità delle coltivazioni del Cerrado

Il Cerrado è il secondo più importante bioma brasiliano, ma è meno famoso dell'Amazzonia e quindi il governo ha deciso di sacrificarlo, lasciando che venga sfruttato per l'esportazione di prodotti a basso costo. Lì, si può legalmente tagliare e bruciare una quantità maggiore di alberi rispetto all'Amazzonia, e i prodotti di queste aree disboscate - carne degli allevamenti e soia per i mangimi - sono, paradossalmente, etichettati come "sostenibili".

Ma distruggere il Cerrado non protegge l'Amazzonia: molti biologi sostengono che sia difficile, se non impossibile, salvare l'Amazzonia senza conservare il Cerrado. La vegetazione e il suolo di questa regione sono in grado di immagazzinare 13,7 miliardi di tonnellate di CO2, cioè molto più delle emissioni annuali della Cina. [1]

Cosa mettiamo allora nel carrello della spesa?

Il conduttore televisivo e attivista ambientalista inglese Chris Packham, ha commentato la recente investigazione sui polli nutriti a soia brasiliana dicendo: "Molte persone rimarranno incredule nello scoprire che stanno comprando un pezzo di pollo da Tesco nutrito con un mangime responsabile di una delle più grandi opere di distruzione della foresta tropicale".

Certo, i consumatori devono sapere... ma quel che devono sapere è che non esiste possibilità di scelta, se si vuole a tutti i costi basare la propria dieta sui prodotti animali. Tutti i prodotti derivanti da allevamento sono responsabili di distruzione, spreco di risorse e conseguente enorme impatto ambientale, perché:

  • ormai non ci sono più spazi sul pianeta per nuovi allevamenti e nuove coltivazioni di mangimi, bisogna distruggere la natura per ottenerli;

  • da qualsiasi posto arrivino i mangimi, l'impatto sull'ambiente di carne, pesce, latte e uova è molto maggiore rispetto a quello dei cibi vegetali consumati direttamente: una dieta 100% vegetale impatta 8 volte di meno di quella onnivora [3];

  • gli allevamenti estensivi non impattano meno di quelli intensivi, ma di più: gli animali devono mangiare la stessa quantità di alimenti e bere la stessa quantità di acqua, quindi lo spreco è lo stesso; in più, serve un'estensione di terreno ancora maggiore.

Cambiare dieta con una guida passo-passo

Solo eliminare i cibi animali dalla dieta aiuta, non basta cambiare tipo di carne o di allevamento da cui la si acquista. Questa nuova investigazione ha dimostrato per l'ennesima volta che la carne di pollo non è più sostenibile delle altre e per lo stesso motivo non lo è nemmeno il consumo di uova.

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"È stato veramente un viaggio utile, molto interessante e mi ha aiutata molto soprattutto all'inizio del mio percorso, poiché ero molto confusa e piena di dubbi. Adesso ho capito che seguire una dieta vegan è tutt'altro che difficile e ho eliminato tutti quegli stereotipi che molte persone mi avevano messo in testa su questo stile di vita. Da oggi in poi continuerò questo stile di vita, che ha migliorato la mia salute e, sono certa, ha reso felici molti animali e salvaguardato il pianeta!"

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Fonti

1. "Revealed: UK supermarket and fast food chicken linked to deforestation in Brazil", Guardian, 25 novembre 2020

2. Dossier: UK Roundtable on Sustainable Soya: Annual progress report, Econimics Climate Environment, 2020

3. Foodwatch, Klimaretter Bio?, 25 agosto 2008

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