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28/08/2009
Per aumentare i consumi di latte e latticini, l'UE finanzia e sostiene programmi di diffusione del latte nelle scuole.
In un articolo pubblicato di recente su AgireOra, "Come l'Europa aiuta i produttori di latte", e' stato messo in evidenza, sulla base di dati ufficiali, come e quanto l'Europa intervenga nel sostegno agli allevatori e all'industria del latte. Tra le forme di sostegno indiretto c'e' la promozione di latte e latticini e in particolare gli interventi nelle scuole.
Non si tratta solo di campagne pubblicitarie, per quanto massicce. Finanze permettendo, chiunque puo' lanciare una campagna a favore dei latti vegetali e per dire quanta sofferenza degli animali si nasconda dietro il latte animale.
L'Unione Europea (ma non solo come vedremo) fa di piu', e sopratutto peggio. Usa i propri mezzi per attuare una campagna che nessun altro operatore economico o sociale avrebbe la possibilita' di contrastare. Di fatto, l'Unione Europea, e gli allevatori, abusano della loro "posizione dominante".
"Nell'anno scolastico 2006-2007 il programma europeo ha permesso la distribuzione di circa 305 mila tonnellate di latte nelle scuole di 22 stati membri con un finanziamento di oltre 50 milioni di euro. L'obiettivo per il 2008-2009 è quello di estendere la distribuzione di latte e dei prodotti derivati (dallo yogurt al parmigiano reggiano) nelle scuole primarie e secondarie per incoraggiare bambini e adolescenti a seguire una dieta sana, così come sollecitato anche dal parlamento europeo e dal Consiglio", come si legge nell'articolo Campagna UE "Latte nelle scuole", sul "Portale dell'infanzia e dell'adolescenza". Sempre dalla stessa fonte riportiamo una dichiarazione del Commissiario Fischer Boel: "I bambini sviluppano le proprie abitudini alimentari in una fase molto precoce. Spesso queste abitudini diventano determinanti per la loro salute durante tutta la vita". Sicuramente e' vero che le abitudini contratte da bambino o adolescente possono poi segnare tutta la vita delle persone, ma in questo caso non certo nel segno della salute, tantomeno "per affrontare il problema del sovrappeso e dell'obesita'" come dichiara la commissiaria Androula Vassilou.
Ad onor del vero va ricordato che accanto a questo programma di promozione del latte ve ne e' anche uno analogo di promozione di frutta e verdura con un impegno economico di 90 milioni di euro. Entrambi questi programmi hanno un obiettivo comune, e pienamente condivisbile, che e' quello di promuovere piu' sane abitudini alimentari. Peccato solo che il latte di "sano" abbia davvero poco. Sappiamo che il latte e' si' una fonte di calcio, ma che le proteine animali che contiene (anche quello scremato) favoriscono la decalcificazione ossea, per cui il bilancio totale del calcio (entrate meno uscite) tende ad essere negativo. Sappiamo che il consumo di latte e specialmente formaggio (che sono tutti piu' o meno grassi) danneggia le arterie, ci sono studi scientifici che lo dimostrano e che mostrano come un'alimentazione 100% vegetale a basso contenuto di grassi possa sia prevenire che curare le malattie cardiovascolari. Sappiamo che il latte contiene una quantita' "regolamentare" di pus, che ci sono residui di antibiotici che anche solo "a buon senso" non sono il massimo dell'alimento "sano" per eccellenza...
Ma ammettiamo pure che "i danni del latte" siano allo stato attuale un tema controverso e che l'obiettivo della campagna sia quello di abituare i bambini e i ragazzi a qualcosa di piu' sano delle tante bibite gassate stracariche di zuccheri, coloranti e additivi vari. Perche' allora non distribuire "anche" il latte di soia (o di riso, di avena, mandorla, ecc.)? No, perche' "le bevande di soia e riso non sono derivate dal latte e quindi sono escluse dal programma". Questa inequivocabile risposta la riportiamo letteralmente dalle "domande e risposte" del programma europeo.
Visto che non risultano studi che sconsigliano queste bevande a bambini e ragazzi si e' indotti a "pensare male", e cioe' che il vero obiettivo di questa promozione non sia tanto la salute "o la lotta all'obesita' infantile" ma piuttosto il tentativo di consolidare ed estendere l'abitudine al consumo di prodotti animali nei piu' giovani perche' questi sono gli interessi del mondo dell'allevamento, molto ben rappresentati in sede europea.
Se andiamo a vedere il sito ufficiale della campagna Milk power, dall'impronta molto giovanilistica-energetica (con l'immagine simbolo di un ragzzino in skateboard su un'onda di latte) troviamo preponderante il taglio salutistico. Il latte come fonte di vitamine, proteine, minerali: insomma l'alimento "completo" per eccellenza. Neanche una parola sulla sofferenza delle mucche, sui vitelli ammazzati, sull'inquinamento ambientale che la produzione di latte - inevitabilmente - comporta. E ovviamente neanche una parola sui tanti studi scientifici seri che mostrano che il latte non e' affatto un alimento sano.
Anzi no. Se andiamo a vedere nella sezione "photo competition" c'e' un'immagine che rende bene la falsita' della campagna e il dietro le quinte che si vuole nascondere. Sullo sfondo si vede una lunga fila di mucche ammassate nel cortile di un allevamento chine su una mangiatoia al di la' di un muretto di cemento. Di nessuna di loro si vede il muso. In primo piano un ragazzino chiaramente tendente all'obeso mentre si beve un bicchiere di latte. Un errore del selezionatore o la realta' che malgrado tutto viene a galla?
Questo programma di promozione (e indottrinamento) sul consumo del latte continua da oltre 30 anni e non e' una peculiarita' dell'Europa comunitaria. Stati Uniti, Canada... FAO e quindi paesi in via di sviluppo promuovono analoghi progetti a beneficio degli allevatori. Proprio la FAO, che ha redatto il famoso rapporto "Livestock's long shadow", scrive che in Uganda la promozione del latte nelle scuole "potra' in futuro stimolare la produzione e portare ad una dinamica industria lattiero-casearia contribuendo cosi' agli sforzi per l'eradicazione della poverta'" (School milnk program and national dairy development). Giusta la lotta alla poverta', ma non puo' essere fatta attraverso le produzioni animali, che hanno un impatto devastante sull'ecosistema e sprecano risorse preziose, e' una contraddizione in termini.
Sicuramente queste campagne sono efficaci: gli allevatori, gli industriali del latte e i loro referenti politici e "scientifici" sono bravi nel difendere e promuovere i loro particolarissimi interessi. Il latte e' un cibo "buono", apparentemente "innocente" e pulito, e portarlo nelle scuole, tra i bambini, sicuramente paga.Peccato solo (per loro) che i bambini diventano poi adulti, si informano e hanno una loro sensibilita'. Sempre piu' persone scelgono di non consumare latte e derivati. Malgrado un martellamento incessante che comincia dai piu' deboli, la gente capisce che il "milk power" e' solo quello di chi il latte lo produce fregandosene della salute umana, della sofferenza degli animali e dei danni ambientali.
Il sito www.InfoLatte.it documenta sul piano scientifico come il latte non sia affatto salutare e ne spiega il costo in termini di sofferenza e morte di milioni di mucche e vitelli e in termini di impatto sull'ambiente.
Il modo piu' efficace di dare "un dispiacere" alla lobby degli allevatori, e sopratutto di aiutare concretamente mucche e vitelli, e' proprio quello di consumare latte vegetale e iniziare fin da subito a ridurre il consumo di latte e formaggi. Ognuno di noi puo' diventare un valido "cartellone pubblicitario" in difesa degli animali.
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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."
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