Sei stupido, quindi posso mangiarti

16/062/2021

Tempo di lettura: 5 minuti

Dei cani e gatti siamo disposti ad ammettere l'intelligenza, l'unicità del carattere di ciascuno, le emozioni che provano. Mucche, pecore, maiali e polli, invece, sono "stupidi", tutti uguali, senza emozioni.

Sarà un caso, o sarà per giustificare il fatto che li imprigioniamo, li facciamo soffrire per tutta la loro breve vita e poi li uccidiamo per mangiarli?

Quelli considerati più stupidi sono i polli - "cervello di gallina", si usa dire con disprezzo. E guarda caso sono anche i più uccisi: nel mondo, il 95% degli animali di terra allevati sono polli per la carne e galline per le uova (ma poi diventano "carne" anche loro, ovviamente).

Invece, non sono stupidi affatto, siamo noi che non vogliamo conoscere la loro vera natura, non vogliamo nemmeno pensare che siamo animali, vogliamo vederli solo come macchine da usare.

Sono curiosi e sanno comunicare

Galli e galline notano tutto quello che succede attorno a loro e lo comunicano agli altri con vocalizzi specifici per le diverse situazioni, ad esempio l'avvicinarsi di un certo tipo di predatore, la scoperta di cibo, ecc., come spiega il dr. Chris Evans della Macquarie University (Australia).

Hanno memoria e riconoscono gli altri

Sanno riconoscere oltre 100 facce di altri polli e di esseri umani e si ricordano a quali è associata un'esperienza positiva e a quali negativa, e come sono stati trattati dalle diverse persone. Si ricordano degli oggetti che hanno visto, anche quando vengono poi rimossi.

Mostrano affetto e amano le coccole

Ogni animale ha il proprio carattere e preferenze, ma moltissimi polli amano essere coccolati dalle persone che conoscono e a cui si sono abituati. A volte, quando sono felici, fanno le fusa come i gatti.

Jo-Anne McArthur, dell'associazione We Animals, racconta di quando era andata a filmare un allevamento di polli per un'investigazione e ha voluto provare a entrare in contatto con loro. Una premessa: negli allevamenti dei polli "da carne", gli animali sono tenuti in capannoni da cui non escono mai, così stipati che riescono a malapena a camminare. Sono fatti crescere a dismisura in 5-6 settimane, prima di essere uccisi, e diventano così pesanti che le loro zampe si deformano e faticano a camminare.

Quello che la reporter Jo-Anne McArthur racconta avviene dunque sicuramente durante le prime 2-3 settimane di allevamento, quando i polli sono più piccoli e hanno ancora un po' di spazio per muoversi e la capacità di camminare: "Mi chiedevo come questi polli avrebbero reagito una volta compreso che non volevo far loro del male. Ho smesso di filmare e mi sono seduta. All'inizio erano cauti. Ma presto i più intraprendenti hanno iniziato ad avvicinarsi. Erano curiosi. E mi sono trovata circondata da un mare di polli."

Alcuni le sono saliti in braccio, e uno di loro si è fatto tenere in mano. "Questo pollo non era mai stato accarezzato prima, ma adorava le coccole; tanti polli adorano essere accarezzati."

Che differenza c'è con gli animali d'affezione?

Proprio nessuna. Gli animali d'affezione sono quelli che noi abbiamo scelto come animali da amare, quelli di allevamento li abbiamo scelti come animali da mangiare, ma è solo una nostra visione arbitraria. La realtà obiettiva è che non c'è differenza tra una specie e un'altra quanto a capacità di provare emozioni e sentimenti.

Pare che negli USA e nel Regno Unito si stia diffondendo la moda di tenere i polli anche come animali d'affezione, tanto che il Guardian nel 2017 ha pubblicato un articolo dal titolo: "Sono davvero i polli i nuovi cani?".

Ma il Los Angeles Times ha fatto notare che spesso questi "polli d'affezione" sono trattati in modo inadeguato, perché le persone non conoscono le loro esigenze e finiscono per farli soffrire.

Più che tenere polli d'affezione, è bene smettere di comprare carne di pollo e uova: così faremo sicuramente del bene a questi animali.

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Fonte di alcuni dati citati: Sentient Media, Chickens Are Smart (and Yes, They Can Suffer), 10 marzo 2021.

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