Usiamo la posta dei lettori per aiutare gli animali

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09/09/2018


di Marina Berati

Molti di voi sono già abituati a partecipare alle proteste via mail, in cui di solito viene fornito un testo uguale per tutti, da firmare soltanto. In alcuni casi viene richiesto di scrivere invece una lettera personalizzata, di solito ai giornali, ma si tratta comunque di una "protesta di gruppo".

L'iniziativa che descrivo qui, invece, è tutt'altra cosa: si tratta di scrivere per conto proprio (non in una iniziativa corale) una lettera a un giornale locale della propria città o provincia per cercare di farla pubblicare nella rubrica della posta dei lettori.

Queste rubriche sono di solito tra le pagine più lette dei quotidiani, quindi è un'ottima idea utilizzarle per parlare di una data tematica animalista: possiamo in questo modo informare moltissime persone, tutto sommato con poca fatica.

Chiaramente si tratta di un'attività adatta solo a chi ama scrivere, sa farlo bene e non è troppo prolisso. Scrivere messaggi di 2 righe o, al contrario, lettere lunghissime, non serve; servono lettere brevi ma esplicative, ben focalizzate e chiare.

Svolgendo questa attività con costanza - inviando a uno o più giornali almeno un paio di lettere al mese - non è così difficile vedere pubblicata una propria lettera, specie se tratta un tema di attualità.

Invito chi sa scrivere bene a prendere questo impegno e portarlo avanti almeno per qualche mese, e poi valutarne i risultati: è un'attività che non prende molto tempo, si può fare da casa, ha grandi potenzialità e può dare soddisfazione!

Alcuni consigli utili

Abbiamo tratto la maggior parte dei consigli che seguono dal manuale per attivisti per gli animali "Striking at the roots" (Colpire alle radici): l'autore, Mark Hawthorne, attribuisce molto valore a questo tipo di iniziativa, per la sua capacità di raggiungere un ampio pubblico, sensibilizzare i media stessi, e raggiungere anche i politici locali, che seguono spesso queste rubriche.

  1. Meglio evitare di scrivere alle testate nazionalii - difficilmente si verrebbe pubblicati - mentre in un giornale locale, cittadino o della provincia, è molto più facile.

  2. Si può scegliere di scrivere una lettera in risposta a un articolo del giornale stesso, in positivo (per ringraziare e ribadire i concetti) o in negativo (per confutare quanto riportato nell'articolo), oppure scrivere su un argomento non legato ad articoli di attualità. Nel primo caso ci sono maggiori probabilità di essere pubblicati.

  3. Sempre importante è firmare col proprio nome, cognome e città di residenza e avere sempre un tono educato, anche quando scriviamo per contestare affermazioni non corrette. Se abbiamo un particolare qualifica per parlare di un dato argomento, citiamolo, renderà la lettera più efficace.

  4. Indirizziamo la lettera al pubblico, non all'autore dell'articolo che intendiamo commentare: sono i lettori i nostri destinatari, sono loro che vogliamo informare. Per questo è importante che nella lettera non diamo per scontato che chi ci legge abbia letto anche l'articolo e abbia già delle informazioni di base: dobbiamo spiegare tutto da zero (eventualmente riassumendo in poche parole i concetti espressi nell'articolo che stiamo commentando).

  5. E' buona norma rileggere bene la lettera per accertarsi che sia abbastanza chiara e comprensibile, cercando di mettersi nei panni di chi non sa nulla dell'argomento oppure che, ancora peggio, conosce solo preconcetti o falsi miti. Ricordiamoci sempre di ricontrollare bene il testo anche dal punto di vista ortografico e grammaticale e "limare" il nostro scritto per scegliere i termini più appropriati ed efficaci.

  6. Evitiamo di esprimere troppi concetti: scegliamone uno o due (anche quando l'articolo che commentiamo meriterebbe critiche su 10 o 20 fronti!) e spieghiamoli con cura ma col minor numero di parole possibile. Le lettere troppo lunghe non vengono pubblicate o, peggio, vengono tagliate, e avremo perso il nostro tempo.

  7. Non mettiamoci sulla difensiva, ma scriviamo in modo propositivo, dando informazioni sulla situazione trattata e poi - importante - dando suggerimenti pratici al lettore su come comportarsi per evitare quella specifica forma di violenza sugli animali di cui stiamo parlando.

Pronti per provare?

Provate a prendere questo impegno, almeno per un po' di mesi. All'inizio magari per scrivere una lettera ben fatta potete impiegare anche 2 ore, ma prendendoci la mano ci metterete meno di un'ora, ed è tempo ben speso, se alla fine vi leggeranno migliaia di persone!

Se avete bisogno di altri consigli, scriveteci: info@agireora.org.

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