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12/02/2008
Un nuovo studio su 25 mila donne danesi mostra una correlazione tra assunzione di carne di ogni tipo e pesce e l'insorgenza di tumore alla mammella.
Nell'ambito del Diet, Cancer and Health study, uno studio prospettico condotto su circa 25 mila donne danesi in post meopausa per valutare il ruolo della dieta e del cancro, è stato condotto un sottostudio finalizzato a valutare il rapporto tra consumo di carne e rischio di cancro della mammella.
Sono state quindi identificate 378 donne che avevano sviluppato un tumore della mammella e sono state confrontate con un gruppo di controllo che invece non aveva sviluppato questo tumore. Il rischio di incidenza del tumore alla mammella è risultato più elevato in quelle donne che riportavano le più elevate assunzioni di carne (carne rossa, pollame, pesce e carni trasformate). Un aumento di 25 grammi nel consumo carne totale, carne rossa e carne trasformata è risultato responsabile di aumentare il rischio di tumore della mammella del 9, 15 e 23 %, rispettivamente, anche se l'entità del rischio dipendeva da fattori genetici.
Infatti, alcuni geni sono in grado di attivare i carcinogeni (le amine eterocicliche) che sono presenti nelle carni cotte. In questo studio, le donne portatrici di geni in grado di attivare velocemente questi carcinogeni, sono risultate esposte ad un maggior rischio mangiando carne.
Fonte:
Egeberg R, Olsen A, Autrup H, Christensen J, Stripp C, Tetens I, Overvad K,
Tjønneland A.
Meat consumption, N-acetyl transferase 1 and 2 polymorphism and risk of breast
cancer in Danish postmenopausal women.,
Eur J Cancer Prev. 2008 Feb;17(1):39-47.
PMID: 18090909 [PubMed - in process]
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