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Promiseland contro volontari animalisti | 10/08/2011

Fonte notizia

Argomento: Animali

Citati in giudizio perché criticano l'azienda che gestisce Promiseland e VeganOk.

[COMUNICATO]
L'AZIENDA CHE GESTISCE PROMISELAND E VEGANOK
CITA IN GIUDIZIO VOLONTARI ANIMALISTI ACCUSANDO
DI "CONCORRENZA" I LORO PROGETTI NON-PROFIT
E VUOLE ZITTIRE LA LORO OPERA INFORMATIVA
SUL CRUELTY-FREE TACCIANDOLA DI "DENIGRAZIONE"
10 agosto 2011

NRG30 srl, l'azienda di cui Sauro Martella è legale rappresentante, intraprende un'azione legale contro tre volontari animalisti: Marina Berati, coordinatrice del network animalista AgireOra, autrice di libri sulla scelta vegan e relatrice in conferenze e corsi sullo stesso argomento; Andrea Sozzi, ideatore, realizzatore e gestore del più frequentato sito di community vegan, VeganHome; e Ariella Martino, nota blogger nel settore del lifestyle e della moda vegan.

I tre si sono visti recapitare un atto di citazione che li vedrà in tribunale tra pochi giorni, con la richiesta di cancellazione di una specifica discussione sul forum di VeganHome in cui si parla del "Life Network" di Promiseland e in particolare dell'"autocertificazione a pagamento" VeganOK, nonché la cancellazione di tutto o parte del profilo su Facebook di Ariella Martino.

Inoltre, l'atto di citazione specifica che NRG30 si riserva di quantificare il "risarcimento dei danni materiali e morali subiti" in una fase successiva.

Tutto questo a causa di una serie di fondate critiche - sull'uso del marchio VeganOK e sui contenuti non propriamente vegan di alcuni siti del Life Network di cui Promiseland è capofila - riportate sul forum di VegaHome a partire da circa un anno fa, che nel tempo sono aumentate. Ad esempio, se uno dei siti del Life Network, Cercasalute.it divulga articoli pro-vivisezione (e non certo per criticarli) che contengono frasi del tipo "Il team ha rimosso le anche di 10 conigli e le ha rimpiazzate con prototipi identici", non ci vuole molto a considerare questo network ben poco vegan e ben poco etico. Che poi l'unica "contromossa" decisa da Promiseland, dopo settimane di critiche, sia stata decidere che il Cercasalute non facesse più parte del Life Network, continuando però a mantenerlo con lo stesso criterio (e sempre a nome di NRG30) non depone certo a suo favore.

Tali critiche sono diffuse anche su altri forum e su Facebook e nel tempo hanno visto un numero sempre maggiore di persone, tra cui anche collaboratori di Promiseland (ora ex), rendersi conto delle incongruenze di quanto pubblicato sui siti del Life Network rispetto alla "mission" da essi dichiarata.

La "concorrenza" del mondo del volontariato animalista

Promiseland si autodefinisce addirittura "il punto di riferimento del vivere etico vegan"; dell'insieme dei vari siti collegati, chiamati Life Network, esso afferma: "Il LIFE NETWORK guidato editorialmente da Promiseland.it ha più volte confermato il suo ruolo prioritario nel mondo dell'informazione Etica Vegan, distinguendosi come unico luogo caratterizzato da professionalità nel proprio operato quotidiano."

Già da questa definizione si vede come Promiseland si sia sempre posto in aperta contrapposizione col volontariato animalista e vegan, accusandolo di volta in volta di non essere abbastanza professionale o abbastanza etico.

D'altra parte, anche dall'atto di citazione si evince chiaramente come Sauro Martella consideri alcuni dei volontari animalisti più attivi come "concorrenza". Leggiamo infatti nell'atto che le affermazioni diffuse sul forum di VeganHome, ma anche da svariate altre persone su Facebook, su altri siti, blog, ecc. sono considerate "denigratorie" (pure se esse si basano tutte sui contenuti degli stessi siti di Promiseland, e su null'altro) e che, secondo Martella e la sua azienda NRG30, esse mirano "a sviare persone di orientamento vegano dal frequentare il sito Promiseland.it e le sue iniziative a favore e pubblicizzando altri siti di conio vegano".

La visione dei siti gestiti da volontari animalisti come "concorrenti" è confermata dalla successiva affermazione di Martella per voce del suo avvocato: "in particolare, viene messa in cattiva luce la certificazione VeganOk invitando, invece, gli utenti a preferire la certificazione 'concorrente' VIVO e la sua lista di marche che non usano ingredienti animali, gestita non a caso proprio dal sito veganhome".

Queste affermazioni sono fuori da ogni realtà: innanzitutto non esiste una "certificazione VIVO". Il sito di VIVO, Comitato per un consumo consapevole - www.consumoconsapevole.org - fornisce gratuitamente un servizio agli utenti raccogliendo in una pagina web tutte le marche di cosmetici dotate di certificazione ICEA-LAV relativa all'adesione allo Standard Internazionale contro i test su animali, più le marche certificate Naturewatch, sempre con lo stesso Standard, più quelle certificate dall'associazione antivivisezionista inglese BUAV (compreso un link al database BUAV per le marche straniere), più le marche che aderiscono sempre allo stesso Standard ma che hanno mandato la documentazione in auto-certificazione gratuita alla dottoressa Antonella de Paola, autrice delle varie edizioni del libro "Guida i prodotti non testati", Edizioni Cosmopolis.

Quindi, VIVO non dà nessuna certificazione, nessun "bollino", ma è un punto di raccolta di informazioni per il pubblico in cui si elencano gratuitamente le aziende che in vari modi aderiscono a uno Standard ben preciso, che è quello riconosciuto e sostenuto dalle associazioni antivivisezioniste di tutto il mondo. Proprio per la sua natura, e per il fatto che è un servizio gratuito portato avanti da volontari, non può in alcun modo essere un "concorrente" di chicchessia.

Infine, non è vero che è gestito "non a caso proprio dal sito di VeganHome", infatti di questo aspetto del sito VIVO si occupano tre persone: Marco Grassilli, Antonella de Paola, Marina Berati. Il dominio e il sito VIVO sono gestiti da Marco Grassilli; Andrea Sozzi ha realizzato e gestisce VeganHome, e lui non fa parte in alcun modo di VIVO; l'unico punto di contatto tra VeganHome e VIVO è Marina Berati, che partecipa ad ambo i progetti, ma non gestisce nessuno dei due.

Un movimento d'opinione che è andato aumentando

Nell'atto di citazione leggiamo che "gli utenti del forum stanno effettivamente diffondendo tali notizie false e diffamatorie". Le notizie non sono né false né diffamatorie, e proprio il fatto che siano così tanto diffuse dimostra che non sono campate in aria, ma posano su solide basi. Si è infatti creato un movimento d'opinione, formato da centinaia di persone che hanno davvero a cuore la causa vegan e animalista e che, approfondendo la questione, sono rimaste deluse dallo scoprire certe cose sul Life Network e proprio per questo Martella, come scrive il suo avvocato nell'atto di citazione "si vede continuamente costretto a fornire giustificazioni e spiegazioni a colleghi, clienti, amici".

Affermano i tre volontari: "La causa di questa situazione è il contenuto stesso dei siti del Life Network, non certo chi fa notare il problema".

Per esempio, nel sito Cercanatura.it ("Il motore di ricerca del mondo naturale vegan") leggiamo che una delle aziende presenti nel database si vanta sul suo sito di quanto fa vivere i polli che alleva, prima di macellarli: "Mentre , come è ormai abitudine negli allevamenti intensivi, il pollo viene macellato in una età che varia dai 45 giorni ai 3 mesi di vita massimo, i nostri animali raggiungono anche i 5 mesi di vita". Situazioni di questo genere, che parlavano di macellazione, produzione e vendita di carne e formaggi, ristorazione a base di carne, ecc. è emerso fossero così tante che, dopo aver iniziato a cancellarne un po', Sauro Martella ha preferito chiudere addirittura tutto il sito, confermando così la fondatezza delle nostre critiche.

Non ha invece cambiato politica sul sito Promiseland.it stesso, dove la maggior parte dei moderatori e dei membri della redazione non è vegan e quindi per forza di cose quel sito non può fare informazione vegan. Non è certo piacevole leggere, a opera di moderatori o redattori, frasi sulle "storiche mangiate di pesce", o sul fatto che quella vegan sia una scelta "estrema" e quindi "non razionale" o affermazioni sull'essere "favorevole al consumo di carne".

Né è piaciuto molto ai lettori, utenti, sostenitori (ora ex) il fatto che Promiseland rilasci il bollino VeganOK alle aziende produttrici di cosmetici che nulla assicurano riguardo alla sperimentazione animale (l'adesione allo Standard Internazionale cruelty-free, adottato dalle associazioni antivivisezioniste in tutto il mondo, non è richiesta, mentre è sufficiente solo una dichiarazione piuttosto fumosa che non assicura nulla).

Il Life Network è a scopo di lucro

"I danni anche economici sono ingenti basti pensare che la NRG30 srl non è un ente benefico bensì una società con dipendenti, struttura economica etc." dichiara Sauro Martella attraverso la citazione del suo avvocato.

In generale, le interazioni tra aziende e volontariato, nel settore vegan, non sono mai state improntate a un rapporto di concorrenza, tutt'altro: i volontari che fanno informazione diffondono determinate tematiche e automaticamente aumentano il numero di potenziali clienti per tali aziende. A loro volta le aziende, proponendo un'offerta di prodotti vegan, rendono questa scelta ancora più facile, agevolandone la diffusione.

Invece il "Life Network" ha cercato sin da subito di rivestire entrambi i ruoli: vendere servizi ma anche fare informazione, cosa che di per sé non sarebbe negativa, se si riuscissero a superare gli inevitabili conflitti d'interesse, ponendo in primo piano sempre l'etica animalista e vegan. Se questo non succede, si finisce con prese di posizione che fanno disinformazione verso gli utenti.

Si afferma nell'atto di citazione: "talune aziende hanno ritirato la loro partecipazione al VeganFest, mentre talune altre non hanno concluso le procedure per la certificazione VeganOK già intrapresa".

Questo è successo perché tali soggetti hanno capito, approfondendo la questione, la natura della realtà con cui stavano per collaborare, e hanno preferito evitare la loro partecipazione. Affermare che lo hanno fatto per le "notizie false e diffamatorie" di poche persone che secondo Martella sono solo "invidiose" significa insultare tali soggetti (associazioni e aziende), che invece hanno avuto la disponibilità ad approfondire la questione e hanno deciso di conseguenza.

Che le iniziative di Promiseland siano a scopo di lucro era noto e ora è ancora più chiaro, ma questo non ha mai frenato i gestori di Promiseland dal cercare volontari non pagati per la loro redazione, il VeganFest e altre loro iniziative.

Per concludere

Dichiarano i tre volontari citati, che da anni prestano la loro opera, senza fini di lucro, in tante iniziative per la diffusione della scelta vegan: "Non siamo poi così tanto stupiti da questa mossa, che anzi un po' ci aspettavamo, ritenendola una naturale evoluzione degli attacchi al mondo del volontariato portati avanti da NRG30 nella persona di Sauro Martella. Non crediamo sia un caso se sono state citate proprio le 3 persone che gestiscono siti che Sauro Martella vede sicuramente come 'concorrenti', perché oltre a portare avanti campagne di vario genere, forniscono un servizio di community e danno GRATUITAMENTE informazioni su prodotti e aziende nei campi dell'alimentazione e della cosmesi (VeganHome) e dell'abbigliamento (Ariella)."

La richiesta di risarcimento danni non è ancora stata quantificata. L'azienda NRG30 attacca i volontari cercando di zittire le loro critiche: se chiedesse poi anche del denaro, questo verrebbe sottratto alle iniziative a favore degli animali.

Conclude Marina Berati, di AgireOra Network: "Chi vuole dubitare della nostra integrità e pensare che siamo 'invidiosi' (di cosa, poi, non si sa...) o che 'facciamo concorrenza', faccia pure; chi ci conosce e conosce le nostre attività di volontariato non retribuito portato avanti negli anni, può confrontare la nostra credibilità con quella di un'azienda che per forza di cose ha dei conflitti di interesse e che promuove contro di noi un'azione legale. E decidere se collaborare e avere rapporti di qualunque genere con una tale azienda".

Per approfondimenti:

Articolo: Facciamo chiarezza sul cruelty free
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1180

La discussione di VeganHome sotto accusa:
http://www.veganhome.it/forum/cosmetici-abbigliamento/lista-vivo-lista-lav-lista-veganok/

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