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21/12/2007
Questo e' l'esito dell'incontro con il Presidente Dellai della Provincia Autonoma di Trento.
Comunicato stampa del 18-12-2007 del Movimento vegetariano No alla caccia.
Finalmente il tanto atteso incontro con Dellai è arrivato. Purtroppo ha completamente distrutto le timide speranze che avevamo per Jurka... lei libera, per Dellai, non lo sarà più! E questo proprio per volontà del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, che ha affermato di aver agito in piena consapevolezza e con senso di responsabilità. Ha anche affermato, che essendo il Trentino una provincia autonoma, ha potuto decidere di rinchiudere Jurka nel recinto di San Romedio, anche senza il permesso del Ministero dell'Ambiente e anche se questo, non l'avrebbe ritenuto adeguato per rinchiudervi un orso selvatico, che è un animale particolarmente protetto dalla legge. Questo è la riprova che non c'è stato alcun rispetto dell'animale e delle sue esigenze...e nemmeno rispetto delle leggi italiane che tutelano l'orso quale animale protetto; Jurka si avvicinava troppo alle case, ha osato entrare in qualche centro abitato, ha cercato cibo nella spazzatura e per questo è stata punita!
A primavera Jurka verrà spostata al Casteller, un altro recinto, grande meno di un campo da calcio, per qualche ora forse potrà sognare di essere di nuovo libera, fino a quando altri fili elettrici e sbarre insuperabili, le faranno capire presto di essere sempre in prigione.
Purtroppo sembra che i politici non siano più umani, che abbiano separato il cuore dal cervello, che ragionino solo in termini di dati, di sondaggi, di protocolli, che non siano in grado di ammettere i propri sbagli, che si approprino arrogantemente il diritto di decidere della vita di un essere che non ha commesso alcun crimine. Jurka reclusa, per i politici trentini e responsabili progetto Life Ursus, è un problema piccolo, per noi, associazioni animaliste, è un atteggiamento inaccettabile, che dimostra l'incapacità di andare alla radice dei problemi e risolverli e non semplicemente accontentarsi di accantonarli. Dimostra la mancanza di capacità di provare empatia, di riconoscere il diritto alla vita di ogni essere e di preferire, invece, la via del profitto in termini economici o d'immagine personale. Il Presidente Dellai ha perso le staffe, quando, da noi, gli è stato fatto notare, che la sua decisione di recludere Jurka gli ha tolto consensi, da parte dell'opinione pubblica trentina e non solo e non di certo aggiunti; infatti, ogni persona di buon senso, che abbia un minimo di cuore, ha capito e molti lo hanno dimostrato firmando la petizione per la liberazione di Jurka, che dietro la sua reclusione, si nascondono, da parte dei politici trentini, calcoli egoistici e egocentrici e che dietro al progetto Live Ursus si mischiano interessi, che non tengono in alcun conto del benessere e del diritto alla libertà, degli animali. La sua arrabbiatura dimostra, che è stato colpito in un punto dolente. Vediamo se Dellai riuscirà ad usare l'intelligenza e cambiare il suo atteggiamento.
Le seguenti domande, che ieri abbiamo anche portato al Presidente Dellai, sono rimaste, fino ad ora, senza una risposta:
Fonte:
Movimento vegetariano No alla caccia, Comunicato stampa del 18 dicembre 2007, http://www.no-alla-caccia.org
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"Mamma, raccontami ancora di quando le persone hanno smesso di uccidere gli animali per mangiarli."
La storia che studieranno le prossime generazioni la stiamo scrivendo noi adesso. Facciamo in modo che sia una storia migliore per tutti gli esseri viventi.