Video vegan a scuola ad Empoli

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18/06/2011

Un incontro a scuola sui temi dell'Ecologia della Nutrizione e della filosofia vegan.

Testimonianza di Paola

Sempre alla frenetica ricerca di spazi per informare, sensibilizzare e divulgare il messaggio di aiuto, di cui mi sono impegnata a fare da portavoce, per tutti gli animali usati come cibo, abbigliamento, divertimento, esperimenti "scientifici", grazie alla collaborazione di Stefano e Paola, entrambi insegnanti e volontari animalisti, abbiamo strappato un incontro di due ore presso una scuola superiore di Empoli (FI).

Stefano e Paola si sono occupati di chiedere i permessi ai colleghi e al preside, prenotare l'aula magna, raggruppare le classi che avrebbero partecipato e calcolare il numero dei ragazzi, oltre che allestire la bacheca con l'invito e le locandine. Io ho pensato al programma, ai contenuti e ai materiali di riferimento da consegnare ai ragazzi.

Tutto il materiale è stato messo a disposizione gratuitamente da AgireOra Edizioni, casa editrice non-profit, che qui ringrazio pubblicamente.

All'incontro hanno partecipato 5 classi per un numero complessivo di circa 115 alunni, più i relativi insegnanti; è stato programmato così:

15 minuti di introduzione all'argomento proposto: ho raccontato brevemente del perché ero lì e con quale scopo; poi ho fatto partire il video "Meat the Truth" (nella versione breve di mezz'ora), sull'impatto ambientale degli allevamenti;

10 minuti di pausa: ho inserito volutamente la pausa per verificare l'interesse e le reazioni dei ragazzi;

15 minuti di introduzione all'argomento proposto e poi ho fatto partire il nuovo video "Facciamo il collegamento", che spiega le motivazioni della scelta vegan dai vari punti di vista.

Negli ultimi 5 minuti ho voluto ringraziare i ragazzi per l'attenzione e subito dopo mi sono emozionata perché mi hanno fatto un applauso :-)

Ad ogni incontro, mi porto sempre dietro i pannelli di legno, sui quali ho attaccato foto in modo più professionale possibile, creando così una piccola mostra che porta a conoscere attraverso le foto, appunto, alcune delle molte violenze perpetuate sugli animali, ovvero allevamenti intensivi - vivisezione - pellicce.

Portarseli sempre dietro ogni volta vi assicuro è una bella seccatura, perché pesano, si possono sciupare o strappare, devono essere caricati e scaricati con criterio, trasportati per i corridoi, posizionati; ma sono utilissimi allo scopo, un metodo infallibile per raggiungere i ragazzi, attrarre la loro attenzione e avvicinarli senza nessun obbligo e poterli informare con opportuni dettagli e invitarli a documentarsi, oltre che responsabilizzarli sull'importanza della diffusione capillare delle conoscenze acquisite attraverso le foto, verso gli amici, i conoscenti, i familiari.

Quando ho iniziato a fare attivismo di strada per la causa animalista eravamo pochi, nessuno ci ascoltava e non esistevano i video e nonostante i miei sforzi per dominare la rabbia, i concetti che esponevo alla gente erano inquinati dalle mie emozioni, dall'ansia di esprimere le mie convinzioni con parole e atteggiamento giusti, per arrivare a convincere quell'essere carnivoro che avevo di fronte e consideravo un nemico, a non mangiare mai più i cadaveri degli animali che soffrivano, si ammalavano, venivano violentati e uccisi, per soddisfare i bisogni e l'egoismo anche di quell'umano che avevo davanti.

Invece i video sono uno strumento perfetto, proiettati in strada come altrove, portano a risultati concreti. Si integrano bene nel sistema mentale di oggi dove tutto è dominato dalle immagini. Secondo me è consigliabile proiettare l'ultimo documentario messo a disposizione dalla TV Animalista di AgireOra dal titolo "Facciamo il collegamento".

Infatti, alla fine della proiezione del primo video, pochi di loro, solo una deina (considerando che erano 115) si sono esposti nel fare domande classiche del tipo: che differenza c'è tra vegano e vegetariano, oppure nel chiedere spiegazioni sugli standard di macellazione e quindi sulla sofferenza degli animali uccisi.

Durante la pausa abbiamo consegnato i volantini "Perché Vegan?" e ne abbiamo trovati solo una decina gettati via o lasciati sulle sedie.

Partito il secondo video, ho notato un interesse ancora maggiore da parte dei ragazzi, in effetti in aula c'era più silenzio, più attenzione. D'improvviso al passaggio delle due/tre fugaci immagini in cui vengono storditi e agganciati i maiali o dove viene fatta a pezzi e scuoiata la mucca, si è alzato un urlo di terrore in aula, seguito da un brusio di voci confuse, subito rientrato.

Alla fine c'è stato l'applauso e dopo aver ringraziato tutti ho chiesto a coloro che intendevano approfondire gli argomenti di avvicinarsi al tavolo in cui erano stati esposti volantini, depliant, libretti, pieghevoli, in particolare "Io passo a veg", "Vacche grasse, bambini magri", "Vegpyramid", "Meno carne meno effetto serra", "Vivisezione sempre più nascosta", più fotocopie di ricette con indirizzi di link vari, ecc.

Alla fine una ventina di studenti si sono accodati al tavolo e si sono sciolti la lingua, spiegando il loro punto di vista e i loro pensieri.

In un lampo mi è balzata in testa l'immagine di un cartello al supermercato: "offertissima, fettina scelta di puledro a euro...". Circondata da quei ragazzi che mi chiedevano, mi parlavano, mi spingevano, ho immaginato gli occhi terrorizzati di quel puledro o della sua mamma quando li hanno separati, come di tutti miliardi di occhi e di anime uccise nei macelli e sperando che mi vedessero ho sorriso loro e con la mente ho dedicato a loro questo mia piccola iniziativa.

Per contatti con Paola, per iniziative in zona Pisa: paola.paolicchi@alice.it

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