Le azalee dell'AIRC finanziano la vivisezione

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08/05/2007

Il 13 maggio, come ogni anno, l'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee. Parte di questi fondi, pero', vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire, esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in piu' in una specie molto diversa dalla nostra.

In questi ultimi anni sono stati pubblicati su varie riviste scientifiche internazionali alcuni articoli di critica esplicita alla sperimentazione su animali: e' giusto che il pubblico sia informato di come questa pratica sia sempre piu' contestata, a livello scientifico.

Nel dicembre 2006 e' stato pubblicato sulla rivista British Medical Journal l'articolo "Confronto degli effetti delle cure provate su animali e clinicamente: una revisione sistematica". Gli autori hanno trovato ampie discordanze di risultati tra le prove su animali e quelle su umani ed affermano "La nostra revisione sistematica fornisce indicazioni sulla limitatezza dei modelli animali, e sulla loro incapacita' di rappresentare le corrispondenti malattie negli umani". I risultati nei sei casi esaminati (per ciascun caso sono stati esaminati molti articoli della letteratura scientifica) sono stati vari: in tre casi ci sono stati risultati simili, in altri tre casi no. In sostanza, un po' come tirare una moneta: 50% di possibilita' di avere risultati su animali congruenti con quelli sugli umani!

"Chiunque voglia evitare di donare il suo denaro per contribuire a una pratica non scientifica e non etica, come quelle della vivisezione, ricordi che l'AIRC, come quasi tutte le associazioni per la ricerca medica, finanzia studi su animali" affermano i gestori di NoVivisezione.org, il portale dell'antivivisezionismo in Italia.

Stando alle ultime statistiche del Ministero della Salute in merito al numero di animali usati come cavie di laboratorio, negli ultimi anni vi e' stato un incremento del 40%, decisamente elevato, nell'uso di animali nella ricerca di base.

"Questo incremento" spiegano gli antivivisezionisti "è stato pagato coi nostri soldi. E' stato svolto nelle università - sovvenzionate con denaro pubblico - e presso i laboratori delle associazioni per la ricerca medica che chiedono ogni anno l'aiuto di tutti i cittadini generosi con le loro maratone televisive e altri eventi di raccolta fondi. Parte di questi soldi non vanno dunque ad aiutare i malati, con una vera ricerca medica, ma vengono spesi per fare 'ricerca' su malattie fasulle create artificialmente su una specie diversa da quella umana."

Concludono i volontari del portale NoVivisezione.org: "E' dunque importantissimo scegliere per le nostre donazioni una associazione che non finanzi la vivisezione, e parlare di questa situazione con quante piu' persone possibile, invitando anche loro a non fare donazioni a chi finanzia questa pratica. Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il nostro sito, www.novivisezione.org, in particolare la pagina dell'iniziativa 'Per una ricerca di base senza animali'".

Comunicato di:
NoVivisezione.org

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