Primo ottobre, inizia la settimana vegetariana mondiale

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01/10/2008

Nel finesettimana, attivisti in piazza per l'iniziativa "Stop sussidi agli allevatori".

Con lo slogan "Non regalare i tuoi soldi agli allevamenti intensivi! Firma la petizione contro i sussidi all'industria dell'allevamento e della pesca pagati coi soldi delle nostre tasse!" parte l'iniziativa nazionale di AgireOra Network di raccolta firme sulla petizione "Abolizione del sostegno economico all'allevamento e alla pesca da parte dell'Unione Europea" promossa a livello europeo dal NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione.

L'iniziativa si colloca all'interno della Settimana Mondiale Vegetariana - la prima settimana di ottobre-, che vede eventi organizzati in tutto il mondo per la diffusione di una cultura vegetariana in quanto rispettosa per l'ambiente, gli animali e la nostra salute. "Il primo ottobre è la Giornata Internazionale Vegetariana, il 2 ottobre è la Giornata Mondiale per gli Animali d'allevamento, in corrispondenza al giorno di nascita di Gandhi, il 4 ottobre, giorno di San Francesco, è la Giornata Mondiale degli Animali. E' stato dunque deciso da alcuni gruppi vegetariani europei di nominare questa settimana la Settimana Mondiale Vegetariana", dichiarano gli organizzatori dell'evento italiano.

In Italia, verranno organizzati in varie città dei sit-in informativi sull'argomento "No sussidi agli allevatori", con la distribuzione di un volantino realizzato dal NEIC e la raccolta di firme sulla petizione. Sull'argomento si è da poco anche espressa l'associazione di consumatori tedesca Foodwatch, la quale, con la pubblicazione del dossier sull'impatto dell'allevamento sull'effetto serra afferma che vuole vedere cancellati per sempre i sussidi dell'Unione Europea al settore dell'agricoltura, e vuole che chi emette gas serra paghi delle tasse apposite, anziché essere pagato con le tasse dei cittadini. In questo modo verrebbero premiate le produzioni con meno emissioni di CO2, quindi sostanzialmente quelle vegetali per il diretto consumo umano, ancora di più se biologiche.

La necessità di questa iniziativa nasce dal fatto che con i sussidi dati all'industria zootecnica e della pesca, l'Unione Europea e gli Stati Membri stanno incentivando i consumi di alimenti animali - carne, pesce, latte, uova - che vengono ormai consumati a tutti i pasti in tutte le famiglie, al contrario di quanto avveniva 50 anni fa, quando questi cibi erano di consumo molto raro.

In sostanza, i cittadini sono incentivati a comprare questi prodotti a causa del prezzo basso al dettaglio, rispetto ai costi reali di produzione, un prezzo spesso più basso anche degli alimenti vegetali, che invece, per forza di cose, hanno alle spalle una quantità di materie prime, energia, lavoro, molto inferiore. Ma in realtà il costo vero è coperto dai sussidi, pagati con le tasse di tutti i cittadini, anche di quelli che non consumano alimenti animali, o ne consumano molto pochi! Cosi' in sostanza questi alimenti si pagano due volte: al supermercato, per chi li compra, e coi soldi della tasse, per tutti. Qualunque cittadino preferirebbe pagare meno tasse e decidere lui come spendere i suoi soldi, pagando per i beni che vuole comprare, senza che decida lo Stato per lui.

Tutto questo è tanto più grave quanto più sono pesanti le conseguenze degli alti consumi di carne, pesce e altri cibi animali, sull'ambiente, sulla salute umana, sullo sviluppo dei paesi poveri. Se i governi nazionali e la Comunità Europea sostenessero e promuovessero soltanto il consumo di cibi sani e a basso impatto ambientale attraverso sussidi, ciò sarebbe del tutto lecito e positivo. Lo fanno invece con alimenti la cui produzione e consumo hanno effetti devastanti... e questo non è né accettabile né lecito, e sta a noi cittadini porre fine a questo stato di cose e spingere per una politica più lungimirante, sensata, e sostenibile in questo campo, che protegga l'ambiente e la salute umana, anziché danneggiarli come accade ora.

Affermano i rappresentanti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione: "Quello che intendiamo proporre è di invertire questa tendenza autodistruttiva iniziando con una petizione popolare a livello europeo che chiede di mettere fine a ogni genere di sussidio all'allevamento, alla pesca e alle coltivazioni di mangimi per animali d'allevamento."

La petizione ha lo scopo sia di portare avanti questa istanza presso il Parlamento Europeo sia di sollevare questo problema in vari ambiti, perché non viene mai posta abbastanza attenzione a quanto sia dannosa la pratica dell'allevamento e a quanto sia dunque inaccettabile contribuirvi con denaro pubblico.

E' possibile firmarla ai sit-in informativi organizzati nei prossimi giorni, oppure firmare on-line sul sito http://www.nutritionecology.org oppure, dallo stesso sito, si può scaricare il modulo cartaceo per raccogliere firme tra amici e conoscenti.

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