Condanna del New Scientist alla caccia alle balene

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26/06/2009

Un articolo sul New Scientist conferma che la caccia dei giapponesi non e' affatto ricerca scientifica.

Qualche settimana fa si è svolto nell'isola di Madeira il 61esimo meeting dell'IWC, la Commissione Internazionale sulla baleneria, e la stimata rivista scientifica New Scientist ha pubblicato un articolo in cui spiega che le attività di caccia alla balena condotte dal Giappone non hanno niente a che fare con la ricerca scientifica.

E' da più di 20 anni che la Sea Shepherd Conservation Society mette in discussione la validità scientifica di questa cosiddetta ricerca.

Non è altro che una scusa per coprire il reale scopo e cioè mere attività commerciali. Le attività di caccia condotte dal Giappone sono operazioni criminali in violazione del Trattato Antartico, delle normative dell'International Whaling Commission (IWC), della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Protette (CITES) e numerose altre leggi internazionali.

New Scientist: Ecco il perché le operazioni di caccia alla balena giapponesi non hanno scopi di ricerca

17 giugno 2009, di Nichola Raihani e Tim Clutton-Brock
Link: http://www.newscientist.com/article/mg20227136.100-why-japans-whaling-activities-are-not-research.html

Nel 1986, l'International Whaling Commission (IWC) ha imposto una moratoria sul commercio di carni di balena per permettere a questi animali di riprodursi e in questo modo ripopolare i mari del mondo. Tuttavia, questo attuale divieto permette agli stati membri di auto-garantirsi speciali permessi per uccidere balene per scopi scientifici, con il permesso di utilizzare la carne di balena dopo la raccolta dei dati scientifici.

Solo il Giappone gode di un permesso speciale. Il suo attuale programma di ricerca, iniziato nel 2000 e condotto dall'Institute of Cetacean Research (ICR) giapponese, propone di uccidere più di 1000 balene all'anno in Antartico e nel Pacifico nordorientale. Gli obiettivi dichiarati sono quelli di stabilire la struttura delle popolazioni di balene e le abitudini alimentari di diverse specie di balene, incluse anche quelle a rischio di estinzione.

Il Giappone è già stato ampiamente criticato per le sue attività di baleneria, operazioni ritenute pura caccia alla balena travestita da ricerca scientifica. Ma in vista del meeting dell'IWC 2009, vale la pena rispolverare gli argomenti contro la caccia "scientifica" alle balene.

Sebbene i primi risultati del Giappone abbiano fornito informazioni utili, i recenti progressi nelle tecniche non letali, come le biopsie, fanno sì che i dati si possano raccogliere senza uccidere nessuna balena. Allo stesso modo, non è più necessario uccidere balene per sapere cosa hanno mangiato, visto che lo si può fare determinando il DNA in campioni di feci.

L'impatto scientifico della ricerca è comunque molto limitato. Sono state pubblicate su riviste internazionali solo ricerche relativamente piccole, rispetto ai programmi di ricerca su altri mammiferi marini come i delfini. Secondo l'ICR, la ricerca scientifica condotta uccidendo balene ha prodotto 152 pubblicazioni in riviste specializzate dal 1994. Tuttavia, solo 58 di questi articoli sono stati pubblicati su riviste internazionali. I restanti sono apparsi solo su giornali locali e in gran parte solo in giapponese, non sono stati valutati da esperti internazionali e sono quindi di dubbio valore scientifico.

La Commissione Scientifica dell'IWC ha esplicitamente dichiarato che i risultati generati dal Programma di Ricerca Giapponese in Antartico (JARPA) "non furono richiesti per la gestione delle popolazioni di balene". Ricerche indipendenti mostrano che i dati giapponesi possono sovrastimare la popolazione di balene fino all'80% (Marine Ecology Progress Series, vol 242, p 295).

Infine, dato che vi è una notevole variazione nella capacità di diverse popolazioni di balene di riprendersi dall'impoverimento del numero di esemplari (Marine Mammal Science, vol 24, p 183), il valore della ricerca per comprendere le popolazioni al di fuori dall'Antartico e dal Pacifico nordorientale è limitato. Questo fondamentalmente fa crollare la giustificazione per la ricerca scientifica che prevede l'uccisione di balene.

Nichola Raihani fa parte dell'Institute of Zoology di Londra

Tim Clutton-Brock è Prince Philip Professor of Ecology and Evolutionary Biology all'Università di Cambridge

Fonte
Sea Shepherd, New Scientist Condemns So-Called Japanese Research Whaling, 17 giugno 2009.

Traduzione a cura di Linda Possanzini

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